Nuova avventura di Claudio Cecilia. Tutte le cime dei Lepini

Cecilia, già noto per essere stato il primo a salire su tutte le 261 vette over 2000 metri dell'Appennino continentale, ha chiuso un altro progetto: è salito sulle 183 vette più importanti dei Lepini, gruppo montuoso del Lazio

I Monti Lepini sono un gruppo montuoso del Lazio, appartenente al settore settentrionale dei Monti Volsci, nell’Antiappennino laziale, contenuti interamente nel Lazio, fra le province di Latina, Roma e Frosinone. Confinano a nord con i Colli Albani, ad est con la valle del Sacco, a sud con i Colli Seiani (sottogruppo collinare tra Sezze e Priverno che li collega ai Monti Ausoni), a sud-est con la Valle dell’Amaseno e ad ovest con l’Agro Pontino.
La vetta più alta è il Monte Semprevisa con i suoi 1536 metri…

 

PER SAPERNE DI PIÙ SUI LEPINI

 

Claudio Cecilia, escursionista di Anagni (Fr), primo ad aver salito tutte le 261 cime over 2000 metri dell’Appennino continentale, elenco stipulato dal Club 2000 metri, da un po’ di tempo aveva un nuovo progetto. Salire tutte le cime dei Lepini.

 

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Così, armato della sua determinazione e volontà, ha portato a casa l’ascesa di tutte le cime più importanti del gruppo, alcune tra le più impervie e selvagge dell’Appennino, come egli stesso racconta.
In totale 183 cime, dislocate tra le due catene montuose (orientale e occidentale), partendo dal modesto Monte Saiano 415mt al più blasonato Monte Semprevisa (o Cima Nardi) 1.536 mt che, come detto, ne rappresenta la massima elevazione.

Cecilia, con paziente lavoro, visionando varie cartine escursionistiche, e avendo come base di lavoro le carte IGM dell’Istituto Geografico Militare (anche consultando persone locali per l’individuazione di cime storiche che non compaiono sulle normali carte) è riuscito, oltre che a creare un dettagliato elenco cartaceo di tutte le cime, a salirle tutte, una ad una, e in solitaria, affrontando e superando tutte le molteplici difficoltà in cui si è dovuto imbattere per portare a termine il suo progetto.
Ha così raggiunto tutte le vette e lì, dopo la consueta foto-ricordo, pronto a partire per la successiva.

Cecilia Ho attraversato sperduti valloni, camminato su selvagge radure e arrampicato su insidiosissime rocce per poter arrivare sulla cima di alcune isolate ed impervie montagne dove mai nessuno va e la vegetazione ha ricoperto quasi interamente il suolo.

Attualmente, come ci dice Cecilia, nel Gruppo dei Lepini questa risulta essere la prima performance di questo genere nel conquistare così tante cime in solitaria (183), 23 sono stati i territori comunali attraversati durante le escursioni tra le provincie di Roma, Frosinone e Latina.

 

 

Gli abbiamo rivolto alcune domande…

Perché hai deciso di salire su tutte le vette dei Lepini? Che cosa ti ha attirato di questi monti?

I Lepini sono le montagne che vedo da casa, il mio territorio naturale sono i Monti Ernici, ma dei Lepini osservo da una vita il delineamento all’orizzonte delle sue Montagne e dei magici tramonti che ricadono su di esse, il mio sogno era di poterle un giorno esplorare, e l’ho fatto.

Quando hai iniziato?

Diciamo che salivo sui Lepini già da moltissimi anni, inizio anni 2000. Poi è da circa 2 anni che ho intrapreso questo progetto di ricerca sui Lepini, avevo gia salito tutte le più blasonate (circa 70) ma nell’ultimo periodo mi sono dedicato più spicificatamente alla ricerca ed alla salita delle cosidette cime meno conosciute e poco frequentate.

Se dovessi consigliare un itinerario dei Lepini?

A chi non conosce i Lepini, come primo itinerario consiglierei un classico degli anelli per toccarne la cima principale, legata anche al ricordo del Grandissimo Daniele Nardi, appunto Cima Nardi (Monte Semprevisa 1536mt).
Partenza con ritorno da Pian della Faggeta per Monte Pizzone, Monte Erdigheta, Monte La Croce, Cima Nardi, Monte Capreo e Croce di Monte Capreo, ritorno con discesa dalla Valle dell’Acqua Mezzavalle.

Da quelle parti in passato vi è stato un difficile rapporto dell’uomo con il lupo. Sai se vi è stato un cambio di rotta negli ultimi anni? E comunque nei hai incontrato qualcuno durante le tue escursioni?

Anche se non è buon visto dai pastori, io posso dire che sui Lepini sopravvive ed è ancora presente il lupo, posso testimoniarlo perchè durante un’escursione l’ho avvistato, purtroppo non ho fatto in tempo a fotografarlo. Amo queste creature.

Altri avvistamenti particolari?

I lepini sono invasi dai cinghiali che ne fanno la loro dimora, il territorio boschivo è il loro abitat preferito. Con un’attenta esplorazione si possono avvistare lepri, faggiani, volpi, istrici ecc… ecc… Ci sono anche numerose vacche e cavalli inselvatichiti che si aggirano liberi tra le numerose radure.

Sicuramente avrai girato i Lepini in tutte le stagioni. Che ci dici della flora?

Molte sono le varietà di fiori e piante selvatiche, il clima tipicamente mediterraneo ne favorisce l’ambientamento e la crescita sulle numerose cime.

La vetta per te più bella, emozionante?

Non potrei fare una distinzione, sono montagne tipicamente di media altezza, sì ce ne sono di molto panoramiche ma la loro bellezza sta soprattutto nell’integrità del suo territorio che le rendono uniche nel contesto dell’Appennino.

In che condizioni è la segnaletica dei sentieri?

Un buon escursionista grazie alla sua esperienza non ha problemi, ma chi si avvicina su queste montagne per la prima volta sconsiglio di muoversi da soli, per le cime più battute la segnaletica c’è anche se potrebbe essere migliorata di molto, ma per itinerari più impegnativi la segnaletica non esiste o è poco curata. Un vero peccato.

I Lepini, come hai anche tu già ricordato, erano tanto cari a Daniele Nardi. Oggi sul Semprevisa un sentiero è a lui dedicato. Lo conoscevi? L’hai incontrato durante i suoi allenamenti da quelle parti?

Avendo girato tutti i Lepini in lungo ed in largo non potrei dire il contrario, conosco il sentiero Nardi e trovo che in ricordo di Daniele è stato il minimo che si è potuto fare, il suo coraggio e la sua professionalità meritavano e meritano molto di più. Ho conosciuto personalmente Daniele durante una delle sue conferenze per la presentazione di un suo libro, a quei tempi stavo collezionando cime over 2000 dell’Appennino e lo invitai ad un nostro raduno, portroppo aveva altri impegni più importanti e non poteva essere dei nostri.

Sui Lepini ci sono fenomeni ipogei interessanti, tra grotte, pozzi, voragini…

Sì, vero. I Monti Lepini sono montagne dove ci sono moltissime grotte e cavità carsiche meta di numerosi appassionati di speleologia a livello nazionale.

Ti sei interfacciato con parecchie persone di quei luoghi anche per l’individuazione di cime storiche. Parlando con loro ti hanno raccontato aneddoti, riti, tradizioni particolari, ormai perdute?

Le tradizioni perdute sono un grande rimpianto un po in tutto il territorio montano sia Appenninico che Alpino, se ne parla sempre quando si incontrano persone locali su pe monti… Con le nostre tradizioni stiamo perdendo secondo me l’origine della nostra esistenza, e non è un bene per tutti noi.

Archiviati i Monti Lepini, hai qualche altro progetto in cantiere?

L’età avanza, posso dirti che fin quando avrò voglia e forza per camminare sulle mie Montagne il mio sarà un continuo saliscendi verso le cime dell’Appennino, amo guardare il mondo dall’alto. Posso anticipare ai miei cari Amici montanari che tra pochissimo taglierò il traguardo delle 1000 Cime singole da me salite, me ne mancano pochissime….. Ci sentiamo prestissimo! Grazie di cuore a Tutti.

 

 

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