Orobie: Drycula, aperta via di misto su Monte Alben

Marco Serafini, Emanuele Cavenati e Hamal Cantù su Corna Piatta: via di misto moderno con ampio uso di dry tooling (M5-M7)


Apritori: Marco Serafini, Emanuele Cavenati, Hamal Cantù

Prima salita: 17 Aprile 2021

Difficoltà: M7 – S2/R2 attrezzata a spit da integrare, utili BD 4-5 per il diedro del terzo tiro

Dislivello: 400 m dall’ingresso del canale della Nona

Condizioni: Il grado proposto è per le condizioni difficili trovate il 17 Aprile 2021, neve incrostata alla parete

Avvicinamento: 1:00 dal parcheggio al primo tiro

Tempo impiegato: ore 6:00 in via + 1:30 di canale e cresta


 

 

  • secondo tiro dall’alto
  • il diedro del terzo tiro
  • le pance nere del quinto tiro
  • le pance nere del quinto tiro
  • l’uscita dal camino
  • l’uscita dal camino

 

Drycula è il frutto di un lungo lavoro durato 6 mesi. Il primo spit fu messo il 15 Ottobre 2020, l’ultimo spit il 17 Aprile 2021 in occasione della prima salita integrale. L’idea nasce qualche anno prima, scrutando la parete da lontano con il binocolo, ma solo di recente troviamo la chiave per chiudere la parte alta; un camino che aggira la torre del sesto tiro e una piccola grotta che permette di superare gli strapiombi sommitali.

La via è stata aperta dal basso su un percorso che evita la ferrata; in dry tooling, chiodando a spit, ma evitando passi in artificiale. Insomma, spittando, ma conservando un po’ di stile. Si sviluppa su 8 tiri divisi centralmente da una grossa cengia. I primi 3 tiri salgono su placche compatte fino a raggiungere un diedro che costituisce il tiro chiave della via. I tiri più alti offrono condizioni più miste, dove la neve si ferma più facilmente sulla parete, ma ogni tiro ha qualcosa di particolare. Battezziamo il quinto tiro le pance nere per il colore nerastro delle pance strapiombanti che attaccano sopra la grande cengia. Il sesto tiro la torre perché percorre un camino formato da un grosso pilastro. Il settimo la grotta poiché sbuca da un piccolo grottino sul nevaio sommitale.

Avvicinamento      

Dal parcheggio dei vecchi impianti da sci di Oltre il Colle, si sale verso l’evidente ingresso del canale della Nona. Percorrere i primi 200 metri del canale fino ad incrociare il traverso della ferrata Maurizio che d’inverno viene chiusa (si intravedono i cavi sul lato sinistro). Seguire i cavi traversando verso sinistra e salendo sulla cengia innevata. La ferrata prosegue sul lungo traverso, mentre la via attacca alla base di un grosso sistema di diedri che sovrasta il canale della Nona sul lato sinistro. Cercare il primo spit poco sopra il cavo della ferrata.

Con canale non in condizioni, è preferibile seguire il percorso della ferrata, che attraversa quest’ultimo all’altezza dell’attacco della via.

 

Relazione tecnica        

L1: Salire in verticale sulla placca compatta fino a prendere il piccolo diedro fessurato che porta ad una cengia. Continuare sulla destra a cavalcioni di una grossa fessura e quindi uscire su neve per raggiungere la sosta sulla placca di fronte (S1, 35m, M5, 6 spit).

L2: Affrontare la placca sopra la sosta puntando ad una piccola fessura verticale che permette di uscire dal tratto difficile. Continuare dritti con arrampicata sostenuta, fino a raggiungere la grossa cengia erbosa che si segue in diagonale verso sinistra restando a ridosso della parete. La sosta si trova rialzata perché le rocce sulla cengia non sono sane; conviene allungare la sosta per poter fare sicura più comodamente.  (S2, 40m, M6-, 9 spit + 1ch).

L3: Percorrere il bellissimo diedro alternando protezioni veloci agli spit sulla placca di destra. Quando il diedro si chiude, rimontare il pilastrino sulla sinistra uscendo in esposizione. Preso fiato su questo piccolo terrazzino, si supera l’ultimo salto che permette di uscire dal sistema di diedri. Cercare la sosta sulle rocce alte a destra dell’uscita del tiro (S3, 30m, M7, 3 spit).

L4: Seguire la cengia verso destra, abbassandosi leggermente per imboccare il canalino che porta alla grossa cengia al centro della parete. La sosta si trova sulla destra, al centro della cengia, ma con buon innevamento rimane sepolta. Si consiglia di sostare unendo i primi spit del quinto tiro (S4, 50m, M4/AI3).

L5: Superare le pance nerastre con passo fisico su strapiombo, poi dritti su croste di ghiaccio fino ad una cengia innevata (S5, 25m, M5+, 6 spit)

L6: Si aggira la torre sopra la sosta, passando alla sua destra su un ciuffo d’erba strapiombante. Si continua in un divertente camino ghiacciato che termina con un piccolo terrazzo scosceso, quindi si prosegue verso destra con un ultimo passaggio difficile che porta alla sosta sotto il grottino finale (S6, 35m, M6+, 10 spit)

L7: Salire il canalino di neve entrando nell’antro di roccia sopra la sosta. Risalire la piccola grotta sbucando in un conoide di neve spesso inconsistente; la sosta si trova in cima al conoide sulle placche di destra (S7, 30m, M4+, 2 spit).

L8: Seguire la crestina sulla sinistra della sosta, proseguendo fino al primo tratto di cavo della ferrata scoperto. Sostare sul cavo (S8, 50m, M3).

Continuare per 200m lungo la cresta prestando attenzione alle cornici. È possibile restare in conserva protetta utilizzando i tratti di cavo che sporgono dalla neve. Raggiunta la cima Croce si ridiscende sul lato opposto seguendo il sentiero della normale che in poco più di un’ora vi riporterà al parcheggio.

 

Drycula Orobie
Drycula

 

Marco Serafini

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