Otzi – L’ultimo cacciatore, un film avvincente

Otzi – L’ultimo cacciatore: il film di Felix Randau sulla piattaforma Prime Video di Amazon. L’abbiamo visto e lo definiamo: avvincente

Ci troviamo 5.300 anni fa, durante l’età del rame, quando un clan vive felicemente ai piedi delle Alpi. Accanto c’è un torrente. Si vive di semplicità e di sopravvivenza tra riti ancestrali, tra vita e morte, caccia, l’allevamento di bestiame, lavorazione delle pelli; dove il sesso è senza tabù e dove i rituali religiosi sono momenti sociali.

Otzi è il primo cacciatore e lo sciamano del clan che possiede una reliquia, un misterioso oggetto custodito in una piccola scatola di legno. Beh, stiamo raccontando troppo… Comunque, conversazioni pari quasi a zero, quelle presenti sono in un’antica e sconosciuta lingua, quella retica. Doppiaggio zero. Sottotitoli zero. Il film diventa una pellicola di azione nella quale il regista cerca di spiegare il perché del ritrovamento della mummia sepolta nel ghiaccio…

La scheda

Il titolo cinematografico originariamente pianificato era La vendetta (Die Rache). Direzione affidata a Felix Randau, che è l’autore anche della sceneggiatura. Il film si è servito dell’aiuto degli esperti del Museo Archeologico dell’Alto Adige, dove oggi si trova la mummia di Ötzi.

Il film ha avuto un notevole costo (1.650.000 €). Business Location Südtirol (BLS) della provincia autonoma di Bolzano ha contribuito per un importo di 560.000 €, il Ministero della Cultura austriaco per 390.000 € (in collaborazione con la provincia della Carinzia ed il Dipartimento della cultura), Carinthia Film Commission ha promosso il progetto con 80.000 € ed è stato finanziato con 356.000 € dal FilmFernsehFonds Bayern di Monaco; anche il Medienboard Berlin-Brandenburg di Potsdam ha contribuito per un importo di 280.000 €.

Le riprese hanno avuto luogo dal 15 agosto al 1º ottobre 2016 , in Val Passiria, in Val Senales e Val di Vizze, in Alto Adige (Italia); quindi nell’habitat reale e nelle località di Ötzi, e al ghiacciaio Mölltaler Polinik in Carinzia. I costumi sono stati disegnati da Cinzia Cioffi.

L’8 agosto 2017 il film è stato presentato in anteprima mondiale al Locarno Festival, alla presenza del regista, il produttore Kruger e molti degli attori, tra cui l’attore protagonista Jürgen Vogel.

È disponibile sulla piattaforma Prime Video.

 

Il ritrovamento

La Mummia del Similaun, anche nota come Uomo del Similaun (nonché Uomo venuto dal ghiaccio e, informalmente, Ötzi o Oetzi) è un reperto antropologico ritrovato precisamente il 19 settembre 1991 sulle Alpi Venoste, ai piedi del monte omonimo (ghiacciaio del Similaun, 3.213 m s.l.m.) al confine fra l’Italia (la Val Senales in Alto Adige) e l’Austria (la Ötztal nel Tirolo).
Si tratta del corpo di un essere umano di sesso maschile, risalente a un’epoca compresa tra il 3300 e il 3100 a.C. (età del rame), conservatosi grazie alle particolari condizioni climatiche all’interno del ghiacciaio (in Siberia sono stati ritrovati mammut conservatisi in condizioni analoghe). L’esame degli osteociti ha collocato l’età della morte fra i 40 e i 50 anni.
Il corpo di Ötzi, inizialmente conteso tra Italia e Austria, è attualmente conservato al Museo Archeologico dell’Alto Adige di Bolzano. Nella valle del rinvenimento è invece situato l’Archeoparc-Museum Val Senales, un museo interattivo che illustra le numerose scoperte ottenute grazie al ritrovamento e ricostruisce l’ambiente di vita di Ötzi.

L’agopuntura

Altri studiosi hanno proposto che i tatuaggi fossero i punti per la pratica dell’agopuntura. I punti di pressione dell’agopuntura moderna (che è rimasta invariata per millenni in Cina e in Asia in generale), si discostano di poco da quelli dei tatuaggi dell’Uomo dei Ghiacci, perciò è stato ipotizzato che i tatuaggi siano punti di pressione per questa tecnica; in questa ipotesi il valore dei tatuaggi sarebbe puramente di reminiscenza e mnemonico perÖtzi e non avrebbero alcun valore “spirituale” o magico.

I tatuaggi

Ötzi è considerato il primo essere umano tatuato di cui si abbia conoscenza; sul suo corpo si trovano ben 61 tatuaggi; per questa ragione, è diventato molto famoso tra i tatuatori di tutto il mondo.
La tecnica utilizzata nel calcolitico appare diversa da quella moderna: non venivano usati aghi, ma erano invece praticate delle piccole incisioni della pelle, poi ricoperte con carbone vegetale per ottenere l’immagine.
I tatuaggi dell’uomo del Similaun consistono in semplici punti, linee e crocette: si trovano in corrispondenza della parte bassa della colonna vertebrale, dietro il ginocchio sinistro e sulla caviglia destra. Siccome esami radiologici hanno individuato forme di artrite proprio in quei punti, si presume che tali immagini avessero una funzione di tipo curativo o religioso, al fine di alleviare i dolori.

Le superstizioni

Analogamente alla cosiddetta maledizione di Tutankhamon, alcuni hanno visto un sortilegio anche nella sequenza di disgrazie che ha colpito chi ha partecipato al ritrovamento e allo studio della mummia del Similaun. L’alpinista tedesco Helmut Simon (Norimberga, 11 dicembre 1937 – Bad Hofgastein, 18 ottobre 2004) che ha scoperto la mummia, è morto a causa della caduta accidentale in una scarpata durante un’escursione sulle Alpi Salisburghesi; lo hanno seguito nel destino fatale Rainer Hölzl, operatore della ORF rete televisiva austriaca, Kurt Fritz, alpinista che aiutò a trasferire la mummia a Bolzano e Günther Henn, medico legale, che aveva studiato per primo il ritrovamento. Infine Konrad Spindler, l’archeologo tedesco che per primo studiò Ötzi e che ne descrisse la storia in un famoso libro, morto il 17 aprile 2005 per una forma aggressiva di sclerosi multipla. Chiude la lista il 4 novembre 2005 Tom Loy, l’archeologo molecolare e anatomo-patologo statunitense che per primo ne studiò il DNA, morto nella sua casa di Brisbane (Australia) in circostanze non del tutto chiarite, forse per un incidente domestico.

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