Pnalm, come sta il camoscio appenninico?

Come ogni anno, anche nei mesi estivi ed autunnali del 2025, il personale del Servizio Scientifico, Guardiaparco, Carabinieri Parco e volontari del Servizio Civile hanno portato a termine il monitoraggio numerico della popolazione di camoscio appenninico nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise (Pnalm).

Il monitoraggio

Il camoscio appenninico è un endemismo dell’Appennino Centrale, un animale unico al mondo che ha rischiato l’estinzione nel secolo passato.
Il Parco realizza ogni anno attività di monitoraggio sulla popolazione attraverso sessioni di conta utili per determinare il numero minimo di individui e calcolare i parametri vitali della popolazione. Le sessioni sono condotte separatamente nell’areale storico del camoscio e nell’area del Monte Marsicano, area di più recente espansione.
Il conteggio degli individui è stato svolto in otto giornate, ripartite in due sessioni: estiva ed autunnale, nei diversi settori del Parco in cui sono presenti questi splendidi animali.

I Dati

𝗜𝗻 𝘁𝗼𝘁𝗮𝗹𝗲, 𝗻𝗲𝗹 𝟮𝟬𝟮𝟱, 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗴𝗴𝗶𝗮𝘁𝗶 𝟳𝟬𝟯 𝗰𝗮𝗺𝗼𝘀𝗰𝗶 𝗲 𝟭𝟵𝟱 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗶 𝗻𝗮𝘁𝗶.
I dati ottenuti sono stati poi elaborati dal personale del Servizio Scientifico del Parco. L’andamento complessivo della popolazione si mostra stabile e lievemente positivo in maniera significativa. La curva dell’andamento nel settore del Marsicano mostra ancora una tendenza positiva statisticamente significativa, mentre la popolazione storica non mostra un trend apprezzabile, in quanto al suo interno si verificano dinamiche diverse tra i diversi nuclei.
Il tasso di sopravvivenza dei capretti nati lo scorso anno (recruitment) è del 49% nell’areale storico — in linea con quanto riportato in letteratura — e del 70% nell’areale del Marsicano, valore molto più elevato rispetto al 2024. Negli ultimi dieci anni il tasso di recruitment nel settore Marsicano mostra una media del 77% (±17%), con picchi vicini al 90%: un valore estremamente alto, anche al di sopra di quanto generalmente riportato in letteratura per la specie.
Nell’areale storico, il tasso di natalità (31%) e l’indice riproduttivo (73%) rappresentano i valori più alti registrati in quest’area negli ultimi 10 anni. Il valore attuale dell’indice riproduttivo sembrerebbe indicare un parziale riequilibrio della struttura demografica, con un possibile incremento della quota di individui in classi di età riproduttivamente più efficienti. Tale tendenza dovrà tuttavia essere confermata attraverso ulteriori monitoraggi e analisi di lungo periodo.
Per quanto riguarda il dettaglio delle singole aree, nei settori di Rocca Altiera, Gravare e Mainarde si osserva una crescita della popolazione nell’ultimo decennio. Nei settori Meta Tartari, Monte Amaro/Val di Rose e Monte Petroso si conferma invece la tendenza negativa osservata negli ultimi anni.

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