Reinhold Messner: Il Nanga Parbat quest’inverno si salirà. Ma attenzione al meteo

Intervista a Reinhold Messner ora che le spedizioni alle prese con il Nanga Parbat, l’Ottomila ancora inviolato in inverno, sono tutte a lavoro sui vari versanti della montagna. Ci ha detto: “Buone chance sulla Kinshofer. Il Nanga Parbat va di moda, il K2 è più alto ed esposto ai venti. Bene il silenzio di Simone Moro, fare è meglio che annunciare”

L'alpinista altoatesino è stato già insignito dell'onorificenza di commendatore

L’invernale sul Nanga Parbat entra nel vivo. Tutte le cinque spedizioni alle prese con l’inviolato Ottomila pakistano (in invernale) stanno risalendo la montagna dai vari versanti Rupal e Diamir e sulle diverse vie per le salite. Chi a c1, chi a c2 con il duo polacco Bielechi-Czech e il team formato da Revol-Mackiewicz a tutta forza verso i 7000 metri. Nardi-Txikon-Sapdara sulla via Kinshofer stanno lavorando con calma e con lo slittino si sono portati su a c1 un po’ di materiale per la salita. Poi il team polacco-pakistano Justice for all sul versante Rupal va di gran fretta, loro sono arrivati in montagna verso la metà di dicembre. Infine, gli italiani Moro-Lunger sono ora a riposo al campo base dopo la seconda puntata di acclimatamento sulla cresta Ganalo Peak.

 

Questo è quanto. Sulle spedizioni in corso sul Nanga Parbat abbiamo chiesto al “Re degli Ottomila”, Reinhold Messner la sua opinione su un po’ di cosucce.

Innanzitutto se pensa che sia l’anno buono per salire in vetta al Nanga Parbat quest’inverno e ci ha detto che pensa di sì, anche se il meteo giocherà la carta principale. Il Nanga Parbat fu il primo Ottomila di Messner, nel giugno 1970. Ma gli costò caro. Sulla montagna, mentre scendevano, morì il fratello Gunther sotto una valanga.

Gli abbiamo chiesto chi ha più chance e se il team di Nardi è avvantaggiato in quanto lo scorso anno arrivò a poche centinaia di metri dalla vetta. Ebbene, Messner ci ha detto semplicemente che “Le chance sulla Kinshofer sono molto più alte. Buone possibilità anche per il team polacco (Justice for all, ndr) perché sono in tanti. Vedremo!”.

Questa spedizione è un po’ anomala per quanto riguarda l’altro alpinista alle prese col Nanga, Simone Moro. Quest’anno ha scelto il silenzio, nessuna presentazione-illustrazione della spedizione, poche chiacchiere (anche stizzite) su Facebook. Messner: “Simone ha deciso bene. Fare è meglio di annunciare”.

Infine, gli abbiamo chiesto il perché gli sforzi degli alpinisti si stanno rivolgendo al Nanga Parbat, e non anche all’altro Ottomila – il K2 – ancora inviolato in inverno: “Il K2 – ci ha detto in poche parole-  è più alto e più esposto ai venti e il Nanga Parbat va un po’ di moda”.

 

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