Schiera e Marazzi tornano in Patagonia. Verso la Montagna senza nome

I Ragni si dirigeranno verso il Campo de Hielo Norte optando per un percorso di avvicinamento diverso per evitare i crepacci alla base che li bloccarono l'altra volta

Ieri davamo notizia della partenza dei Ragni Matteo Della Bordella, Matteo De Zaiacomo e David Bacci verso il Cerro Torre, per cercare di trasformare in realtà il sogno che Della Bordella aveva cominciato ad accarezzare già tre anni fa, assieme a due grandi amici che ora non sono più con noi (Matteo Bernasconi e Matteo Pasquetto). Tornano a seguire la magica linea del Diedro degli Inglesi, con l’obiettivo di passare da lì per realizzare la prima salita in stile alpino dell’immensa parete Est del Torre.

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La Montagna senza nome

Ma c’è anche un altro team in partenza per la Patagonia. Luca Schiera e Paolo Marazzi. Pure per loro questa nuova spedizione è diretta ad una meta già inseguita da tempo. Si dirigeranno infatti nel cuore ghiacciato dell’immenso Campo de Hielo Norte (il secondo ghiacciaio più grande al mondo, ad esclusione di quelli polari), all’inseguimento della magnifica “Montagna senza nome” e mai salita prima che avevano individuato attraverso le immagini satellitari e di cui due anni fa erano arrivati in vista, senza però riuscire a raggiungerla a causa del labirinto di crepacci che li separava dalla sua base. Questa volta, ovviamente, punteranno su diverso percorso di avvicinamento.

 

Nel 1964 una spedizione inglese guidata da Eric Shipton fu la prima da attraversare il Campo de Hielo Norte da ovest a est in un mese circa. Per puro caso sullo sfondo in una foto della spedizione si vede la montagna che vorremmo salire.

 

Nel primo tentativo, insieme a Giacomo Mauri, erano partiti in barca dai fiordi di Caleta Tortel, e poi hanno percorso 90 km sul ghiacciaio, ed infine erano finalmente giunti in vista della montagna e della parete dei sogni (alta circa 800 metri e sormontata da un grande “fungo” di ghiaccio) ma non riuscirono in nessun modo a trovare una via d’accesso alla base. Questa vetta si trova nei pressi del Cerro Arenales.
L’avvicinamento quest’anno sarà effettuato con l’ausilio di slitte da loro trainate sfruttando il wing foil, un particolare tipo di vela che può essere usata sulla neve. Prima c’è da portare tutto il materiale al Paso Cristal.

 

IL REPORT DEL 2020

 

Paradossalmente esistono pochissime vie di accesso a questo grande ghiacciaio, infatti quasi ogni ghiacciaio secondario è troppo. crepacciato per essere attraversato. In aggiunta ci sono quasi sempre un lago o l’Oceano che sbarrano l’accesso ad ogni valle. La via più semplice quindi potrebbe essere partendo da nord, per il lago Leones e il monte San Valentin, e attraversare verso sud verso il Cordon Aysen che taglia il ghiacciaio a sud.

 

Marazzi e Schiera

Paolo Marazzi (31 anni) e Luca Schiera (30) scalano insieme da più di un decennio. In totale sono stati 12 volte in Patagonia e questo sarà il loro quarto viaggio insieme.
Nel 2017 hanno salito il Cerro Mariposa nella valle di Rio Turbio, una parete di 1000 metri in fondo ad una valle completamente isolata e nel 2019 hanno effettuato la prima salita assoluta del Cerro Mangiafuoco, un’altra cima inviolata nel mezzo del Campo de Hielo Norte.

 

 

 

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