Snorri, Ali Sapdara e Mohr rimarranno per sempre sul K2

Stamani annunciata la fine delle ricerche durante una conferenza stampa a Skardu alla presenza delle famiglie

L’islandese John Snorri, il pakistano Muhammad Ali Sadpara e il cileno Juan Pablo Mohr, rimarranno per sempre sul K2. I 3 dispersi durante il tentativo di vetta. Stamani a Skardu si è tenuta una conferenza stampa (doveva tenersi ieri, poi è stata annullata) alla presenza delle famiglie dei tre. Sono stati dichiarati morti.

Alla conferenza con i giornalisti erano presenti anche il ministro del turismo di Gilgit-Baltistan Raja Nasir Ali Khan e il figlio di Muhammad Ali Sadpara, Sajid Sadpara. Sajiid, tra l’altro, ha detto che è sicuro che i tre abbiano raggiunto la vetta e poi in discesa è successa la tragedia. In più ha detto che seguirà le orme del padre.

Sajid L’amore e il sostegno per l’eroe nazionale Ali Sadpara ha dato una forza immensa a me, mia sorella, i miei fratelli e mia madre. La mia famiglia ed io abbiamo perso una persona di cuore e la nazione pakistana ha perso un coraggioso e grande avventuriero appassionato di alpinismo.

Anche la famiglia di John Snorri ha voluto ringraziare tutti.

Siamo molto felici per tutti coloro che partecipano alle operazioni di ricerca e salvataggio del nostro amato John Snorri, Muhammad Ali Sadpara e Juan Pablo Mohr su K2.
Tutti e tre erano forti alpinisti volenterosi, capaci e con il coraggio di fare la storia stando sulla cima del K2 in condizioni invernali.
Sulla base delle tempistiche dell’ultimo contatto conosciuto con il telefono di John Snorri siamo fiduciosi che tutti e tre gli uomini siano riusciti ad arrivare in cima al K2 e come tale è successo qualcosa sulla discesa.
La famiglia di John Snorri desidera esprimere la propria gratitudine alle autorità del Pakistan, Cile e Islanda per la loro devozione e l’impegno profuso per trovare i nostri cari. Non c’è dubbio nella nostra mente che l’entità della ricerca e delle tecnologie utilizzate nella ricerca erano senza precedenti e speriamo migliorino la sicurezza dei futuri montanari in tutto il mondo.
L’esercito pakistano è stato estremamente solidale in questi momenti difficili condividendo risorse e manodopera. Al popolo coraggioso delle forze armate pakistane diciamo grazie per esserti preso cura di Ali, John e Juan Pablo.
L’amicizia tra Ali, Sajid e John è una cosa che apprezzeremo. Come tali siamo grati per la sicurezza e la sopravvivenza di Sajid.
I nostri cuori islandesi battono con i cuori pakistani e cileni. Grazie a tutti coloro che hanno dedicato il vostro tempo alla ricerca e che si sono presi il tempo per prendersi cura inviandoci parole e pensieri solidali in questi momenti difficili. Ali, John e Juan Pablo vivranno per sempre nei nostri cuori.

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3 Commenti

  1. Se l’Alpinismo tradizionale, dopo le grandi epopee della prima metà del ‘900, aveva fra le regole non scritte “la cosa più importante è la discesa e tornare a casa vivi” – l’ Alpinismo di oggi invece fatto di prestazioni, sponsor, primati, soldi, social, stampa, libri da vendere, pare avere fra le regole non scritte “l’importante è conquistare la bandierina di vetta, poi puoi anche morire.. l’importabte è la fama, possibilmente più potente possibile, in modo da far campare bene un po’ di gente intorno a te, dagli agenti ai familiari, poi della fine che fai nin ce ne frega niente!”

    Fondamentalmente sta assomigliando sempre di più al calcio, con la differenza che si rischia la vita.

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