“Solitudine Bianca”. Reinhold Messner e il Nanga Parbat

L'Ottomila pakistano ha segnato per sempre la vita del Re degli Ottomila. In questo libro (Priuli&Verlucca Editori) racconta la sua storia e quella della "Montagna Nuda"

Il Nanga Parbat ha segnato per sempre la vita di Reinhold Messner. Una salita epica e una discesa al limite della sopravvivenza, la morte del fratello Gunther, le polemiche e le accuse, le ricerche del fratello e la finalmente la verità.

 

Messner Ho giurato a me stesso che non ripeterò mai una cosa del genere.

 

Ma il Re degli Ottomila in questo appassionante libro racconta la sua storia e ripercorre la storia del Gigante Nanga Parbat, del Diamir e della parete Rupal, di Hermann Buhl e Toni Kinshofer…

Reinhold Messner

Nanga Parbat è una parola sanscrita e significa «montagna nuda». Molti grandi alpinisti hanno perso la vita sui poderosi ghiacciai e sugli speroni di roccia di questo Ottomila, tra i più temuti.
Nel 1970 per la prima volta Reinhold Messner si è trovato di fronte alla «Montagna Nuda ». Anche se alla fine ne ha realizzato la traversata, da tutti ritenuta impossibile, si è allontanato dal Nanga sconfitto: il fratello Gunther venne infatti travolto da una valanga durante la discesa e solo nella primavera del 2004 l’analisi del DNA di un osso ritrovato sulla montagna ha dimostrato che effettivamente il fratello ha perso la vita alla base della parete Diamir, dopo la traversata compiuta da entrambi, come Messner ha sempre affermato.
Per questo nessun’altra montagna come il Nanga Parbat rappresenta per Reinhold Messner l’indissolubile legame fra dolore e destino. Vi ritorna spesso, per cercare il fratello e trovare risposte alle sue domande e nel 1978 realizza l’impresa più ardita di tutta la sua carriera alpinistica: la solitaria alla vetta.
Solitudine bianca è il racconto personalissimo di Reinhold Messner sul Nanga Parbat, la montagna che lo ha reso ciò che è.

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Volume: brossurato

Formato: 12×19

Pagine: 368

Prezzo: 19,50 euro

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L’AUTORE

Reinhold Messner, il Re degli Ottomila. Nato a Bressanone il 17 settembre 1944 è tra i più grandi alpinisti di sempre. Oltre a essere un esploratore, scrittore e politico italiano.
Fautore dell’arrampicata libera in un periodo nel quale era preponderante la progressione artificiale, rendendosi protagonista nel 1968 del primo VIII grado in libera al Pilastro di Mezzo del Sass dla Crusc.
È noto al grande pubblico per essere stato il primo alpinista al mondo ad aver scalato tutte le 14 vette del pianeta che superano gli 8 000 metri. E lo ha fatto a modo suo: da versanti o in condizioni di eccezionale difficoltà, in solitaria.
È tra i più fervidi sostentori dello stile alpino.
Socio onorario e medaglia d’oro del Club Alpino Italiano, è autore di molti libri. Da qualche anno si dedica anche al cinema.
Gestisce il Messner Mountain Museum, un complesso museale dedicato a tutti gli aspetti della montagna.

 

 

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