Stagione sciistica, Federfuni chiede lo stato di calamità naturale

L’associazione rappresentativa degli impiantisti si è rivolta al Governo per aiutare un comparto in difficoltà in questa stagione anomala dal punto di vista meteo. A rischio aziende, attività commerciali e migliaia di dipendenti

sciovia

 

Neve neanche a parlarne e per gli impianti sciistici è crisi nera. Federfuni Italia, associazione rappresentativa degli impiantisti che gestiscono il trasporto a fune su concessione, ha chiesto al Governo, al Parlamento, e ai vari rappresentanti regionali il riconoscimento dello stato di calamità naturale per i comprensori sciistici colpiti dalla mancanza di neve e da temperature troppo alte per poterla produrre artificialmente.

«Federfuni – si legge in una nota – ritiene che la situazione sia estremamente grave sia per gli impiantisti, alle prese con grosse difficoltà economico finanziarie, sia per tutto l’indotto, dalle attività alberghiere, a quelle commerciali, ai maestri di sci. Per non dire dei dipendenti del settore, stagionali e non, per i quali dovranno essere attivati i provvedimenti inerenti l’introduzione di ammortizzatori sociali a loro sostegno».

 

E il meteo non preannuncia nulla di buono. A quanto pare per la tanto attesa coltre bianca bisognerà attendere. Di sicuro, stando ai meteorologi, dopo la metà di gennaio. Per di più le correnti africane portano aria calda in quota.

L’Anef nei giorni scorsi scriveva che nonostante la carenza di “materia prima” in Italia si scia sul 60/70% delle piste. Parola del presidente Valeria Ghezzi che assicura: “le vacanze di Natale sulla neve sono garantite e i turisti possono scegliere se sciare o passeggiare in un ambiente comunque stupendo”.

E c’è pure chi storce il naso sulla richiesta dello stato di calamità in quanto allontanerebbe i turisti dalla montagna.

Federfuni: “Si chiede l’attivazione di tutta una serie di provvedimenti che consentano a questa importante fetta dell’economia del turismo di poter sostenere adeguatamente le proprie aziende e di continuare le proprie attività nell’attesa della tanto sperata nevicata”.

 

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