Tagli al Parco Velino-Sirente, appello a Draghi

Un gruppo di oltre 100 persone (ambientalisti, professionisti, docenti universitari) chiede l'impugnazione della legge della Regione Abruzzo che ne revisiona i confini

Tagli al Parco regionale Velino-Sirente: un gruppo di oltre cento persone, tra ambientalisti, professionisti, naturalisti, biologi e docenti universitari, sottoscrive un appello per chiedere l’impugnazione della legge regionale della Regione Abruzzo n. 14 del 8 giugno 2021 “Nuova disciplina del Parco naturale regionale Sirente Velino e revisione dei confini. Modifiche alla l.r. 42/2011”, pubblicata sul Bura lo scorso 9 giugno e in vigore dal giorno seguente.

Appello al Governo

Il documento in questione è stato inviato al presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, e al ministro per la Transizione ecologica, Roberto Cingolani.

Nella missiva

“Il Parco Regionale Sirente-Velino – si legge – costituisce fondamentale area di espansione e corridoio ecologico per l’orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus), probabilmente la specie animale più rara, importante, iconica e significativa della fauna italiana”. Nel documento viene poi ricordata la sottoscrizione del Piano di Azione nazionale per la Tutela dell’Orso Marsicano (Patom).
“Sarebbe stato fortemente auspicabile che la Regione Abruzzo provvedesse ad ampliare il proprio, unico, Parco Regionale – dicono -fino a raccordarlo territorialmente col Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, core-area della distribuzione dell’orso marsicano, al fine di renderne più sicuri e meno soggetti a rischio gli spostamenti fisiologici legati alla biologia della specie. Già in passato, la Commissione Europea richiese misure di protezione sito-specifiche, per la quale nei confronti dell’Italia, non avendole individuate per tempo, venne avviata una procedura d’infrazione comunitaria che per la Regione Abruzzo è stata evitata in extremis solo grazie alla recente adozione delle citate misure minime di salvaguardia”.

 

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“Viceversa, la Legge Regionale n 14 del 8 giugno 2021 – osservano – riduce la superficie del Parco Regionale di oltre 6.000 ettari, esponendo così a rischi sempre più alti la naturale mobilità degli esemplari pionieri della specie”. Da qui la richiesta di impugnazione, “consapevoli e sostenitori dell’impegno e dell’attenzione che il Governo sta dedicando alla problematica dei ripristini ecologici e della tutela ambienta”.

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