Tomeu Rubí e Pep Roig in stile alpino sul Dolma Kang

Bella avventura per i due alpinisti di Maiorca sulla parete sud-est del Seimila della valle del Rolwaling

Tomeu Rubí e Pep Roig Sancho hanno intrapreso questa primavera un’interessante avventura in stile alpino nella valle del Rolwaling (Himalaya del Nepal). I due, di Maiorca, hanno rimesso in moto la macchina da alpinismo esplorativo ed hanno messo a segno un bel colpo con un’interessante impresa in stile alpino: probabilmente la prima scalata in stile alpino della parete Sud-Est del Dolma Kang (6.332 mt), montagna nota anche come Tseringma (vetta secondaria del Gaurisankar, 7.146mt.

Sono arrivati in loco con l’intenzione di aprire una nuova via, di mettere gli occhi su una montagna vergine. La vetta da loro scelta era stata già salita, ma a quanto sembra mai nessuno in stile alpino.

Le vecchie corde fisse che abbiamo trovato negli ultimi metri hanno confermato che qualcuno era già passato in questo posto. Poi abbiamo appreso che nel 1980 ci fu una spedizione australiana (primavera) e una spedizione giapponese (autunno e l’anno successivo).

Hanno iniziato il trekking di avvicinamento senza ancora sapere la loro meta, il loro obiettivo. Poi, pian piano, le idee si son fatte chiare. Hanno visto la parete e…

Tomeu Rubí Alle 3:30 del giorno successivo suona la sveglia, un’ora dopo si parte. Dopo 1.000 metri di dislivello, ci fermiamo a piantare la tenda su una cengia scavata nel ghiaccio. Per arrivare qui abbiamo dovuto superare un lungo couloir di neve in condizioni non ottimali. La pendenza media del couloir è di circa 60/65º con ghiaccio marcio. Gli ultimi 300 metri sono stati più verticali e misti… terreno che ci attende anche il giorno dopo. Senza quasi dormire la sveglia suona alle 4:00. Un’ora e mezza partiamo e  superiamo circa 400 mt che ci separano dalla vetta. Il terreno è più tecnico del giorno precedente, difficile. Mentre sto assicurando Pep in una delle tante soste vedo alla mia destra alcune corde che salgono su uno sperone verso il quale siamo diretti, finalmente il dubbio viene fugato: non siamo i primi a passare di qui. È un peccato trovare tanta corda e tanto materiale abbandonato.
Verso le 12:00 siamo vetta senza avere il tempo di godercela. Le nuvole ci stanno già avvolgendo e dobbiamo trovare la via di discesa, che inizia su un ghiacciaio pieno di seracchi e crepacci. Molte volte dobbiamo aspettare perché non riusciamo a vedere dove andare. Finalmente abbiamo raggiunto la cresta, punto da cui non dovevamo più preoccuparci di finire in un vicolo cieco. Verso le 16:00, quando abbiamo superato un punto in cui era possibile piantare la tenda, abbiamo deciso di fermarci  a circa 5.900 mt. La mattina dopo, senza nuvole, abbiamo effettuato delle calate e delle arrampicate che hanno richiesto tutta la nostra attenzione… poi, tardi e senza più forze, siamo siamo arrivati.

 

 

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