Una strategia unitaria per il futuro dell’Appennino

La chiede Legambiente anche i vista dell'attuazione dei progetti PNRR: "La montagna abitata per eccellenza con 2.157 comuni e oltre 10 milioni di abitanti e quella con la più alta incidenza di aree protette d'Europa"

Oggi più che mai è urgente, anche in vista dell’attuazione dei progetti del PNRR, un ripensamento di una strategia unitaria per gli Appennini che sono la montagna abitata per eccellenza con 2.157 comuni e oltre 10 milioni di abitanti e quella con la più alta incidenza di aree protette d’Europa.

Lo dichiara Antonio Nicoletti, Responsabile nazionale aree protette e biodiversità di Legambiente.

Un’area vasta ricca di natura ma difficile dal punto di vista sociale ed economico in cui occorre consolidare il ruolo della dorsale appenninica come spazio decisivo per attuare strategie per contenere il climate change e frenare la perdita di biodiversità, oltre che mettere in atto politiche di riequilibrio territoriale a favore di una tendenza a riabitare i territori montani e interni.

Gli Appennini come ecosistema del benessere nella nuova edizione del “Forum degli Appennini – Un’Agenda per la transizione ecologica e climatica degli appennini” che quest’anno si tiene nel comune abruzzese di Scerni, provincia di Chieti.

Legambiente La dorsale appenninica, catena montuosa che si sviluppa per 1.500 chilometri, interessa 9 milioni di ettari pari al 31% del territorio nazionale e comprende 2.157 comuni, oggi si trova di fronte ad uno scenario sfidante: oltre a dover combattere la propria condizione di marginalità economica e sociale derivante dallo spopolamento, deve fronteggiare gli effetti del cambiamento climatico che la rende sempre più vulnerabile e fragile, con un elevato rischio sismico e idrogeologico, e che rappresentano una forte minaccia per la biodiversità. Questa situazione richiede l’avvio di politiche pubbliche di riequilibrio territoriale e l’adozione di strategie di adattamento e mitigazione che mettano al centro le comunità ed i territori. Sfide che, se colte nella giusta chiave, permetteranno ai territori montani di giocare un ruolo decisivo per il raggiungimento degli obiettivi globali ed europei al 2030 per una progressiva e completa decarbonizzazione, adottando soluzioni di economia circolare per la salvaguardia della natura e della biodiversità e garantendo un sistema equo, sano e rispettoso dell’ambiente e rafforzando la tutela di questi territorio tra i più ricchi di biodiversità del continente europeo.

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