Valanghe, a scuola di salvataggio con l’innovativo visore 3d “Avalanche Vr”

Il dispositivo, che consente un'esperienza immersiva in un contesto di montagna, realizzato dalla Fondazione Montagna sicura in collaborazione con il Sav

In caso di valanga l’autosoccorso è fondamentale.

Parole del presidente della Fondazione montagna sicura, Guido Giardini, nel presentare il visore 3d Vr-Avalanche, uno strumento innovativo e importantissimo per coloro che lo useranno. Il visore permette di immergere l’utente in un ambiente alpino in cui si viene travolti da una valanga ed è necessario che ogni azione sia veloce e precisa.

Paolo Comune, direttore Cnsas Val d’Aosta Un travolto in valanga ha l’80% di probabilità di sopravvivere se dissepolto entro 15 minuti.

Il progetto Vr-Avalanche è nato nell’ambito del Pitem “Risk” ed è stato realizzato dalla Fondazione Montagna sicura di Courmayeur in collaborazione con il Sav.

Obiettivo

Obiettivo del progetto è educare e sensibilizzare, soprattutto i giovani, sulla sicurezza in montagna. Per questo, sono previsti oltre 30 atelier formativo nelle scuole superiori valdostane AVALANCHE VR è un applicazione in 3d immersivo che prevede la finalizzazione di un percorso, primo nel genere a livello alpino, che mira alla formazione e all’educazione del grande pubblico e dei giovani sul tema della sicurezza e in particolare sul pericolo valanghe, per sviluppare una cultura consapevole e responsabile nella frequentazione della montagna.

L’esperienza

VR AVALANCHE permette all’utente di vivere un ‘esperienza virtuale di sci in fuoripista tramite riprese video a 360° e la simulazione interattiva in realtà virtuale di un incidente in valanga con autosoccorso.

Tramite l’utilizzo di un visore Oculus Quest 2, collegato a un computer, l’utente è proiettato in un contesto realistico che ricostruisce una giornata di sci durante la quale si verifica un grave imprevisto. A quel punto bisognerà mettere in pratica una procedura di autosoccorso interagendo attivamente con l’ambiente circostante per salvare il proprio compagno di escursione, attraverso l’utilizzo degli strumenti ARTVA, pala e sonda. L’avventura si conclude con l’intervento del Soccorso alpino e dei medici che impartiscono nozioni di medicina di montagna inerenti a incidenti, ipotermia e traumi.

 

 

Tutti gli elementi che compongono l’esperienza, sono stati vagliati dalle Guide alpine valdostane, che hanno collaborato al progetto riportando, punto per punto, le azioni da manuale da mettere in pratica nell’organizzazione di una gita in montagna e le azioni utili da compiere in caso di imprevisto.

Il prodotto finale, approvato dal Soccorso Alpino valdostano, si propone come un tool di addestamento utile ad impartire con precisione la sequenza di azioni da intraprendere nel caso di incidente e pemette all’utente di acquisire familiarità con gli strumenti di autosoccorso.

Fondazione Montagna Sicura

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