Riduzione ghiacciai e problemi per l’uomo, le cure del Cai

Il Cai si interroga sui cambiamenti climatici e la diminuzione delle risorse idriche per l’uomo in un convegno che si terrà il prossimo 20 febbraio a Bolzano

ghiacciaio

 

La riduzione dei ghiacciai alpini causata dai cambiamenti climatici, con la conseguente diminuzione delle risorse idriche, che potrebbe in futuro influire gravemente sulla vita dell’uomo.

Si parlerà di questi temi sabato 20 febbraio a Bolzano (Centro Congressi Fiera, ore 8.30, Piazza Fiera, 1) in occasione del convegno“Ghiacciai, Acqua, Vita”organizzato dal Club alpino italiano(Gruppo provinciale Alto Adige, con la collaborazione del Servizio Glaciologico Alto Adige, della Commissione centrale tutela ambiente montano e del Comitato scientifico centrale).

Gli interventi iniziali analizzeranno la situazione attuale dei ghiacciai, sia in termini di riduzione di superficie che di spessore, partendo da quelli che si trovano in Alto Adige per arrivare a quelli dell’intero arco alpino. Su questo tema in rappresentanza del CAI interverranno l’autore del recente “Nuovo Catasto dei Ghiacciai Italiani” prof. Claudio Smiraglia (Comitato scientifico centrale) e il Responsabile del Servizio Glaciologico Alto Adige Pietro Bruschi.

 

“Con questo convegno vogliamo far capire l’importanza dei ghiacciai come luogo di origine dell’acqua, la prima fonte della vita che non possiamo permetterci di perdere”, afferma il presidente del CAI Alto Adige Claudio Sartori. “Analizzeremo l’intero ciclo dell’acqua: da dove nasce, dove arriva e gli usi fondamentali che ne fa l’uomo per la propria vita”.

Il prof. Smiraglia esporrà i risultati del Nuovo Catasto dei Ghiacciai (presentati per la prima volta alla Camera dei Deputati nell’ottobre 2015), sottolineando che l’aumento del numero totale dei ghiacciai alpini è semplicemente conseguenza della loro frammentazione. La superficie totale è diminuita negli ultimi 50 anni di circa un terzo.

Sulla stessa lunghezza d’onda Pietro Bruschi che presenterà il lavoro del Servizio Glaciologico Alto Adige: “confrontandomi con i miei omologhi delle altre regioni alpine, posso dire che la situazione dei ghiacciai è critica in tutto l’arco alpino, in maniera abbastanza omogenea. Bisogna tenere conto anche delle diminuzioni di spessore, che potrebbero causare drastiche riduzioni della superficie dei ghiacciai nel prossimo futuro”.

 

Nella seconda parte del convegno sarà affrontato il rapporto tra ghiacciai e la disponibilità delle risorse idriche, con le conseguenze che potrebbe avere la loro riduzione sulle attività umane, come l’agricoltura, fino ad arrivare alla medicina.“Importanti gli interventi del geologo della Provincia di Bolzano Volkmar Mair, che parlerà del permafrost come luogo di origine dell’acqua, e di Roberto Trevisson della SEAB (Servizi Energia Ambiente Bolzano s.p.a.) che parlerà dell’acqua di Bolzano, la cui qualità è molto alta”, continua Sartori.

Il Presidente della Commissione centrale medica del CAI Luigi Festi parlerà delle funzioni di idratazione, sostentamento e prima medicina dell’acqua. “Mi incentrerò in particolare sull’acqua di montagna, approfondendo i casi nei quali si può tranquillamente berla e i casi dove invece è sconsigliato. Il mio intervento sarà intervallato dalle foto diEly Riva”.

Previsti gli interventi inoltre di Franco Secchieri (Commissione Valutazione Impatto Ambientale Ministero dell’Ambiente), Roberto Dinale (Ufficio Idrografico Provincia Autonoma di Bolzano) e Gianni Bodini (fotografo, redattore della rivista “Arunda”). Modera il giornalista Mauro Fattor del quotidiano Alto Adige.

 

Club Alpino Italiano

 

Un Commento

  1. Considerato che Il Cai si interroga sui cambiamenti climatici e la diminuzione delle risorse idriche per l’uomo in un convegno che si terrà il prossimo 20 febbraio a Bolzano, cosa pensa della Marcialonga senza la neve, svoltasi domenica 31 gennaio 2016 in Val di Fassa TN? Gli organi di informazione hanno raccontato questa notizia:
    Sono 8.500 i camion utilizzati per trasportare 105.000 metri cubi di neve artificiale, realizzati con 40.000 metri cubi di acqua potabile, prelevati dagli acquedotti dei 17 comuni su cui passa il tracciato della gara.” Con questa dichiarazione espressa con grande orgoglio dagli organizzatori, è stata portata a compimento l’edizione 2016. Aspetto di leggere la conclusione del convegno e la posizione del CAI alla relazione finale.

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