Inaugurato il nuovo bivacco Fiamme Gialle sul Cimon della Pala

Inaugurato il nuovo bivacco Fiamme Gialle sul Cimon della Pala. Si conclude il progetto di rinnovamento di tre bivacchi della Sezione CAI Fiamme Gialle (gli altri due sono il bivacco Renato Reali, anch’esso nel gruppo delle Pale di San Martino, e il bivacco Aldo Moro, nel Lagorai, lungo il tracciato della Translagorai). Si tratta di tre strutture, dicono dal Cai, completamente ricostruite secondo un unico modello, nate da un progetto avviato cinque anni fa con l’obiettivo di ripensare il bivacco alpino contemporaneo coniugando funzionalità, sicurezza, qualità progettuale e inserimento nell’ambiente di alta quota.
Il percorso ha preso avvio da un concorso aperto a studi di architettura e ingegneria, che ha raccolto 174 proposte progettuali. Cinque sono state ammesse alla shortlist finale, dalla quale è stato selezionato il progetto dell’architetto trentino Raffaele Cetto.
I lavori di rinnovamento
Un progetto sviluppato negli ultimi anni con l’obiettivo di individuare un nuovo modello di bivacco alpino, riconoscibile e replicabile, capace di adattarsi a differenti contesti dell’alta montagna. Si tratta di un progetto nel quale architettura, funzionalità, sicurezza e rapporto con il paesaggio – aggiungono dal Cai – sono stati affrontati insieme, con una particolare attenzione alla funzione originaria del bivacco: offrire un riparo in caso di emergenza a chi frequenta la montagna.
La conclusione di questo progetto rappresenta un risultato importante non soltanto per la sezione, ma per l’intero Club Alpino Italiano” – ha dichiarato Antonio Montani, presidente generale del CAI-. In montagna, i bivacchi sono presidi essenziali: strutture semplici, pensate prima di tutto per offrire riparo e sicurezza in situazioni di necessità. Avere saputo ripensarne forma e funzionalità senza modificarne questa vocazione significa mettere innovazione e competenze al servizio di una frequentazione della montagna sempre più consapevole e responsabile. Questo progetto contribuisce inoltre a valorizzare la lunga e prestigiosa storia della sezione Fiamme Gialle, una realtà che rappresenta un motivo di orgoglio per l’intero sodalizio.
Presidio di emergenza
La realizzazione di strutture moderne e tecnologicamente più evolute – concludono dal Cai – non deve però modificare la funzione fondamentale del bivacco. La struttura deve continuare a essere, prima di tutto, un presidio di emergenza, un messaggio che deve arrivare forte e chiaro di questi tempi in cui i casi di cronaca ci pongono di fronte a un utilizzo improprio. Il bivacco non è una struttura ricettiva, non è una destinazione turistica e nemmeno un’alternativa programmata al rifugio. Il suo significato risiede nella possibilità di offrire un luogo di protezione a chi, durante un’escursione o un’ascensione, si trovi improvvisamente in una situazione di difficoltà.




Giuseppe Guidotti