Adrenalinico video del record di Filip Babicz sullo Spigolo Nord del Pizzo Badile

Il 10 settembre 2021 Filip Babicz ha stabilito il nuovo record dello spigolo Nord del Piz Badile (3.308 mt) salendolo in 42 minuti e 52 secondi. La via la conosceva bene, l’aveva già salita altre volte, bel sette.

Il suo record l’ha dedicato a Renata Rossi
la prima guida alpina italiana.

 

L’anno scorso Babicz entusiasmò per la sua performance sull’Aiguille Noire.

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La salita

L’alpinista di origine polacca, ma valdostano di adozione, ha ripetuto di corsa la via aperta dagli svizzeri Walter Risch e Alfred Zürcher il 4 agosto del 1923 e gradata complessivamente IV+/V-.
Con sé Babicz è partito veloce nel primo segmento, per poi rallentare nel secondo. È partito leggerissimo, aveva soltanto le scarpette d’arrampicata e la magnesite, oltre a 2 orologi (uno al polso, il secondo di back-up in tasca) pantaloncini corti, una maglietta ed energy gel.

Babicz è partito alle ore 13 di venerdì 10 settembre 2021 (quota 2590 mt), è salito di corsa sui tanti tiri di III, IV e V; in vetta il timer si è fermato a 42’52”.

Le parole di Babicz dopo la salita

Babicz Sono riuscito a portare in termine questo importante progetto! Alle 13:00 spaccate. Sono partito sullo Spigolo Nord del Piz Badile dal colle sottostante a quota 2590m con un solo obiettivo: salire in vetta nel minor tempo possibile. 42’52” più tardi ho toccato la cuspide metallica a quota 3308m! Questo importante risultato è il nuovo tempo record per questa via, una delle più iconiche delle Alpi Centrali ed è frutto dell’intensa preparazione delle ultime settimane.

6 Commenti

  1. Per me invece, modesto alpinista che ho vissuto nella salita dello spigolo n del Badile 30 anni fa nei tempi canonici e ovviamente in cordata con un compagno, uno dei momenti più “alti” della mia carriera e uno dei momenti ovviamente più belli nei miei ricordi… queste performance sono davvero poco comprensibili. Grande ammirazione per la prestazione sportiva, al limite del possibile… poca empatia per le motivazioni, che pur rispettando nelle scelte e nella libertà del singolo, credo non andrebbero almeno pubblicizzate, per non diffondere un modello di comportamento in montagna tra i giovani (già massacrati in tutti i campi della vita da continui messaggi di competitività estrema) che se diffuso può solamente essere fonte di grandi rischi e di banalizzazione di uno degli ambienti più meritevoli di rispetto e prudenza.
    E non è invidia la mia… quella c’è ovviamente, in senso buono, perché essere capaci di simili prestazioni aprirebbe frontiere incredibili in montagna, ma solo timore per il messaggio che l’esaltazione di simili imprese può traghettare.
    Scusate se il mio commento vi potrà sembrare reazionario 😉

    1. Pienamente d accordo con te. Gli sponsor, social e la noia stanno cercando di rendere l alpinismo uno sport dove la velocità conta su tutto. Le imprese sono altre.

    2. Assolutamente d’accordo con te. Nella filosofia orientale si insegna che la montagna non va conquistata e ancor meno in velocità, ma condivisa . Insegniamo ai giovani ad avvicinarsi alla montagna.
      Con rispetto e quindi lentamente.

  2. È bello guardarti mentre fai cose che non capisco perché la montagna per me è lento procedere ammirando. È bello anche se non rischierei la vita per un record. Lunga vita a te

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