Covid-19 e voglia di montagna, petizioni dalle Alpi all’Appennino

Lanciate raccolte di firme online in Valle d'Aosta, Valtellina, Valsassina, Lazio, Trentino

Covid-19: le petizioni per chiedere di tornare in montagna stanno nascendo come i funghi su e giù tra Alpi e Appennino. Dopo la Valle d’Aosta (leggi articolo), dove giorni fa è stata presentata su change.org una raccolta fime alla quale hanno risposto migliaia di persone (tra i promotori della petizione anche lo scrittore Paolo Cognetti), simili iniziative sono state presentate anche in altri territori montani dell’Italia.

Valsassina

A lanciarla un consigliere comunale di Introbio.

Riccardo Benedetti Non è farina del mio sacco ma ho ripreso l’idea del valdostano Sergio Errico, ripresa a suo volta nei giorni scorsi dal valtellinese Saverio Monti. L’obiettivo è tornare a camminare presto nei nostri posti bellissimi. Siamo del tutto consapevoli della gravità dell’epidemia in corso tuttavia crediamo che le misure per contenerla vadano adeguate a un territorio e a una popolazione, non abbia senso prenderle dalle città ad alta densità e semplicemente applicarle alla montagna. Chi va a camminare nel bosco da solo o con la sua famiglia, chi va a far legna, a coltivare l’orto, chi porta il suo bambino in un prato non può contagiare né essere contagiato da nessuno. Queste attività sono i fondamenti della nostra vita quotidiana, e un bosco è luogo molto più sicuro dal virus rispetto ai supermercati o agli uffici dove ci è concesso andare. Chiediamo al Prefetto della Provincia di Lecco e ai Sindaci del territorio, per il benessere dei suoi abitanti e rispettando le norme sanitarie che saranno indicate, di essere trattati come cittadini adulti e consapevoli e quindi di allentare da subito le regole relative all’attività motoria e permettere, ai singoli e ai componenti dello stesso nucleo familiare, di effettuare attività motoria all’aperto. Per favore, restituiteci i nostri boschi e le nostre montagne.

 

Valtellina

Dalla Valle d’Aosta alla Valsassina alla Valtellina. Qui l’iniziativa online è del runner Saverio Monti.

“Aprite i boschi” è lo slogan della petizione.

Saverio Monti La petizione è stata lanciata adesso perché dopo 40 giorni in cui ho rispettato le norme imposte ho iniziato a sentire il peso della situazione. Domenica ho visto la foto dello striscione che qualcuno ha appeso sui tornanti verso Pianazzola, mi ha colpito e mi è venuta voglia di fare qualcosa per il nostro territorio che non può essere paragonato a luoghi ad alta densità. Visto che la Valtellina non è molto diversa come realtà dalla Val D’Aosta ho ripreso e rilanciato la petizione per il nostro territorio. Credo che nel prossimo futuro diventerà una responsabilità individuale saper gestire la distanza individuale e gli spostamenti e credo che solo a suon di multe si raggiunga tale obiettivo, quindi prima iniziamo e meglio è.

 

Trentino

Altra petizione presentata in Trentino indirizzata alla Provincia Autonoma di Trento, per richiedere una maggiore apertura sull’attività motoria nella natura e quindi anche in montagna, durante l’emergenza COVID-19.

Petizione dal titolo “Permettere camminate nei boschi e nella natura in Trentino”.

Stéfanie Cortelli L’attività motoria è fondamentale per la salute e per il benessere psico-fisico, duramente provato durante questo lungo periodo di isolamento forzato, e fortifica le difese immunitarie, diminuendo anche la probabilità di sviluppare sintomi gravi in caso di infezione da coronavirus.
Inoltre riteniamo che uno sfogo dall’isolamento domestico contribuisca a ridurre anche le sempre più frequenti tensioni familiari causate da questa difficile situazione.
Chiediamo pertanto che, durante l’emergenza COVID19 sia sempre consentito, purché da parte di persone singole e/o con componenti del proprio nucleo familiare:
– L’attività motoria all’aperto senza limiti di distanza rispetto alla propria abitazione (come nel vicino Süd-Tirol);
– La possibilità di percorrere strade forestali e facili sentieri (che non presentino difficoltà tencniche e quindi classificabili di difficoltà E), con esclusione pertanto di tutti i percorsi di alta quota o comunque tecnicamente impegnativi (EE), vie ferrate e percorsi alpinistici (per non rischiare di impegnare inutilmente i soccorsi), raggiungendo l’inizio dell’itinerario con mezzi propri. Riteniamo che raggiungere il punto di inizio con il proprio automezzo eviti ulteriormente contatti sociali nei centri abitati, rispetto al partire a piedi da casa.
Questo permetterebbe anche di avere meno persone sulle strade delle città e dei paesi, perché altrimenti molte persone per potere comunque uscire si recano con una scusa qualsiasi nei negozi rimasti aperti, anche senza una stretta necessità, difficile peraltro da verificare.

Lazio

Petizione lanciata anche sull’Appennino centrale, diretta al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

Massimiliano Paiano In previsione della fase 2, relativa all’emergenza Coronavirus, si chiede la possibilità di frequentare e quindi di raggiungere all’interno della propria Regione i luoghi di montagna. Le montagne appartengono agli spazi aperti e alla natura e sono noti gli effetti benefici che produce sulla psiche e sul metabolismo. Si chiede pertanto la possibilità di frequentarle consentendolo con i membri della propria famiglia, da soli o con al massimo un’altra persona non appartenente alla propria famiglia. In quest’ultimo caso dovrà essere mantenuta la distanza minima di 1,5 metri. E’ ovvio che sarà vietata la formazioni di gruppi.

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