“Ghiacciai del Monte Bianco come piste di atterraggio. Basta!”

Sindaci dell'Alta Savoia e ambientalisti chiedono leggi rigorose allo Stato

Sorvoli e atterraggi sui ghiacciai del Monte Bianco, riscoppia la polemica.

È normale che 4 o 5 aerei possano atterrare su un ghiacciaio nello stesso giorno?

Sale la rabbia di amministratori e ambientalisti dell’Alta Savoia che chiedono allo Stato un quadro legislativo rigoroso. Da metterlo nero su bianco il prima possibile.

L’episodio del 2019

Il dibattito, come ricorderete, non è nuovo. Nel 2019 un aereo da turismo svizzero atterrò poco sotto la vetta e allora si creò un putiferio. Finì con una multa da 38 euro.

 

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Le proteste

Le richieste oggi vengono reiterate dai sindaci di Chamonix e Saint-Gervais. I quali chiedono ancora una volta allo Stato di vigilare sull’aviazione da diporto nel massiccio del Monte Bianco.

Il comunicato è stato sottoscritto anche associazioni Mountain Wilderness e ProMont-Blanc.

I firmatari Con il bel tempo i ghiacciai diventano lo sfondo di vere e proprie riunioni aeree del fine settimana. In certi fine settimana di primavera, i grandi ghiacciai del massiccio fungono da superfici per l’addestramento dei piloti che crea fastidio abbastanza considerevole in tutta la valle e per la fauna.
Servono misure il prima possibile, per porre fine in particolare agli eccessi di pochi.

I sindaci non hanno potere sullo spazio aereo, dicono, e spetta allo Stato regolamentare il tutto.

Quella multa da 38 euro

Emblematico fu, in effetti, il caso del 2019. Era il 18 giugno. Un aereo da turismo svizzero atterrò appena sotto il Tetto d’Europa, a 4.450 mt, e gli occupanti intendevano salire, in cordata, fino alla vetta.

L’atterraggio, come ricorderete, creò un dibattito senza precedenti. La cosa emblematica fu questa: la pratica non era vietata. La ragione: … un vuoto legale.

I gendarmi fermarono gli occupanti del velivolo, ma dopo il controllo delle identità li lasciarono andare perché non sapevano per quale reato accusarli.

Alla fine si beccarono una multa di 38 euro per il mancato rispetto dei decreti prefettizi, che definivano le zone di sbarco nel settore dagli anni ’60.

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