Heavenly trap, dal Baruntse con 10 chili in meno

"Trappola celeste", il nome dato alla nuova via da Marek Holelecek e Radoslav Groh aperta sull'inviolata parete nord-ovest

Marek Holecek e Radoslav Groh sono stati i due principali protagonisti della stagione primaverile dell’Himalaya nepalese, almeno dal punto di vista alpinistico. Sì, una bella impresa. In puro stile alpino. Giorni in parete, nel pieno del ciclone, dopo aver superato quell’interminabile parete nord-ovest sul Baruntse (7.129 mt). Parete inviolata. Impresa da nomina al Piolet d’Or…

Obiettivo raggiunto dopo cinque bivacchi e sei giorni di arrampicata. Poi l’epica discesa nella tempesta, bloccati dal maltempo a circa 7.000 metri con altri quattro bivacchi.

Il nome della via

Il nome della sua nuova via è Heavenly trap (Trappola celeste), spiega molto bene il senso della loro avventura.

Ora a Kathmandu

Dopo avercela fatta, ai piedi del Baruntse, ma non al loro campo base, inaccessibile dopo l’enorme nevicata, sono stati prelevati da un elicottero che li ha portati direttamente all’ospedale di Kathmandu.

Da qui, Holecek, con la sua ironia, sui suoi canali social ha detto qualcosa sulla salita e discesa e sul suo arrivo a Kathmandu.E sembra proprio  che il suo soggiorno a Kathmandu, come dice, sia più estremo dei giorni trascorsi nel Baruntse. Ora sono in attesa del volo per il rientro a casa.

 

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Quindi, in attesa del volo, a Kathmandu sta cercando di accumulare qualche chilo. In montagna ne ha persi 10.

Holecek Tutta la scalata non è stata niente in confronto al ritorno a Kathmandu.  E’ qui che è iniziata la lotta alla sopravvivenza. Premetto che sto bene, ma il momento è speciale. Prima, dopo l’atterraggio dell’elicottero, mi hanno portato nella clinica “internazionale” come da procedura obbligatoria. Lì mi hanno prelevato il sangue tre volte, quindi mi hanno dissanguato regolarmente. Poi mi hanno fatto una radiografia e hanno stabilito che avevo bisogno di ossigeno, successivemente mi hanno prescritto 1000 pillole. Avrei potuto diventare  un distributore di farmaci del posto. Quando mi sono rifiutato di prenderli e di fare qualsiasi altra cosa, sono arrivati a dire che ero pazzo e sarei morto di sicuro. Mi sono assunto il rischio e sono ritornato in ambulanza al mio Buba Hotel attraversando una città deserta alla velocità della F1. Detto ciò, “Heavenly Trap”, è il nome della nostra nuova via  sul Baruntse, un successo mondiale. L’ unica cosa che negativa è che non abbiamo ancora un biglietto [aereo] per rientrare a casa. Potremmo dover raggiungerla a piedi.

 

 

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