I Parchi ripartiranno per il recupero psicologico e fisico dell’Italia

La lettera-speranza del presidente di Federparchi, Giampiero Sammuri

Molti hanno definito la situazione che stiamo vivendo attualmente una guerra. Effettivamente ci sono delle similitudini, il numero ingente di morti, i feriti che in questo caso sono i malati da curare e le conseguenze economiche sul paese. Oggi si può aiutare chi sta in prima linea come il personale sanitario a tutti i livelli e le istituzioni facendo una sola cosa: stando a casa.

Poi però ci sarà un domani e, come in tutti i dopoguerra, ci sarà da ricostruire e far ripartire il paese. Li potremo sicuramente tutti dare il nostro contributo, compresi noi che lavoriamo nelle aree protette.

In questo periodo i parchi sono tutt’altro che fermi, anzi attraverso lo smart working, progettano, studiano, programmano; le attività di monitoraggio della fauna o di  controllo del territorio continuano. Insomma ci si prepara al domani. Ovviamente non sappiamo quando sarà, è però evidente che il ritorno alle attività come erano prima del coronavirus, non avverrà dalla mattina alla sera. Sarà una cosa graduale, a step, con un progressivo allentamento delle restrizioni.

Verosimilmente le prime attività che riprenderanno saranno le ultime che sono state interdette, ossia quelle produttive, cosiddette non essenziali. Poi penso che seguiranno gli uffici pubblici, con le cautele del caso , le scuole e infine tutto quello che è legato al tempo libero. Però quello che viene valutato, anche giustamente, all’ultimo posto è tutt’altro che ininfluente sulla ripresa economica, ma anche psicologica del nostro paese.

Il primo pensiero va al turismo e a tutto quello che ad esso è legato, ma anche al commercio in senso lato, alle attività culturali, dello spettacolo e ricreative in genere. Oltre allo scontato rilievo economico di questi comparti, essi rappresentano la chiave anche per la ripresa psicologica del paese. Chi è stato in prima ed in seconda linea arriverà stremato nel fisico e nella mente; ma anche chi, responsabilmente, non ha potuto fare di più che chiudersi in casa, interrompere contatti sociali e privarsi di tutte le attività del tempo libero, avrà bisogno di ritrovare il proprio equilibrio.

In questo i parchi, quando verrà il momento del tempo libero, saranno i primi a poter dare un contributo. Potremo organizzare attività all’aria aperta, contingentando il numero delle persone e garantendo il rispetto delle distanze interpersonali, molto di più di quello che si può fare in luoghi chiusi come i musei (che personalmente non vedo l’ora di visitare di nuovo).

Vorremmo che i ministri della salute, dell’ambiente e dell’interno valutassero l’uso dei parchi per il recupero psicofisico e a loro Federparchi invierà quanto prima una proposta in tal senso. Quando torneranno ad essere frequentati i parchi ripartirà anche una parte importante dell’economia turistica del nostro paese, ma io voglio pensare al contributo che potranno dare al recupero psicologico e fisico del nostro paese.

Noi ci saremo, i parchi ripartiranno prima.

Giampiero Sammuri – presidente Federparchi

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