Il 12 agosto 1863 italiani sul Monviso, nasce l’idea del Club Alpino Italiano

La spedizione fu guidata da Quintino Sella, allora Ministro del Regno d'Italia. La storia del Re di Pietra

Monviso: il 12 agosto 1863 gli italiani sul Re di Pietra. Quintino Sella, allora Ministro del Regno d’Italia, guidò la prima cordata italiana sulla vetta del Monviso. Insieme a lui, salirono in vetta anche Giovanni Barracco e Paolo e Giacinto di Saint Robert.

La lettera di Quintino Sella a B. Castaldi, segretario della scuola per gli ingegneri:

Carissimo amico,

Siamo riesciti; ed una comitiva d’italiani è finalmente salita sul Monviso! […] Il Monviso! Questa maravigliosa montagna, che forma la parte più originale, più graziosa e più ardita dell’impareggiabile cornice che corona ogni vista dell’Italia settentrionale: il padre del maggior fiume d’Italia : la sola cima alpina e importante, di cui pare che i romani ci mandassero memoria, il pinifer Vesulus! Ma qual è l’ italiano non affatto insensibile alle bellezze della natura, il quale non desideri soggiogare questa splendida montagna, la cui vetta è per intiero nostra?

 

Da quel giorno, grazie anche a quella appassionante salita sul gigante delle Cozie, scaturì un’idea, una visione suggerita dal fermento alpinistico che si aggirava per l’Europa in quel periodo.

Sull’onda dell’entusiasmo suscitato da quella esperienza, pochi mesi più tardi, il 23 ottobre 1863 a Torino, veniva fondato il Club Alpino Italiano.

Il Monviso

Il Monviso, detto anche Re di Pietra, è la montagna più alta delle Alpi Cozie e dell’omonimo gruppo montuoso, compreso nella sottosezione delle Alpi del Monviso, in Piemonte. Conosciuto anche perché ai suoi piedi (Pian del Re) si trova la sorgente del fiume Po, il corso d’acqua più lungo d’Italia, dal 29 maggio 2013 è diventato patrimonio dell’UNESCO come riserva della biosfera transfrontaliera con la Francia.
Inoltre dal 2016 esso fa parte del Parco Naturale del Monviso sul settore italiano, mentre su quello francese insiste il Parco Naturale del Queyras. Con una prominenza di 2.062 metri, la decima dell’intero arco alpino e la ventitreesima in tutta Europa, la montagna è ben visibile dalla pianura padana occidentale per via della sua forma piramidale e la sua altezza di oltre 500 metri superiore ai picchi circostanti.

La storia alpinistica del Monviso

La prima esplorazione del territorio attorno al Monviso di cui si ha notizia è quella guidata dall’abate milanese Valeriano Castiglione nel 1627. Tale escursione, partita dalla pianura saluzzese, raggiunse il lago Chiaretto (2.261 m) e fu organizzata a fini scientifici per misurare in modo rudimentale l’altezza di quella montagna: la misurazione rilevata fu di circa 1.664 metri sopra il lago Chiaretto, corrispondente a 3.925 m sul livello del mare, abbastanza prossima al valore reale.

Il primo serio tentativo

Il primo serio tentativo di scalare il Monviso fu compiuto il 24 agosto del 1834 dal saluzzese Domenico Ansaldi, di professione geometra. L’impresa, un’iniziativa del tutto personale e priva di qualsiasi supporto esterno, per poco non gli riuscì: Ansaldi arrivò infatti fino alla quota di circa 3.700 m ma, a causa di un macigno enorme giudicato insormontabile e soprattutto della nebbia, fu indotto a tornare indietro e rinunciare.

La prima salita

L’ascensione alla vetta fu compiuta per la prima volta con successo dai più organizzati William Mathews, Frederick Jacomb, Jean-Baptiste Croz e Michel Croz il 30 agosto 1861; Mathews, Michel Croz e i signori Bonney e Hawkshaw avevano fatto un altro tentativo l’anno precedente (1860) ma il progetto era fallito a causa del maltempo.

La comitiva partì dalla frazione Castello di Pontechianale (1.605 m), in valle Varaita, il 29 agosto. Tale punto di partenza venne preferito rispetto al più elevato Pian del Re(2.020 m), in valle Po, in quanto allora la strada terminava molto più in basso al paese di Crissolo (1.300 m) e inoltre il versante della val Varaita permette di aggirare completamente il delicato colle delle Sagnette (2.991 m). Dopo aver imboccato a nord-est il vallone di Vallanta (vallata secondaria della val Varaita) deviarono presso i Laghi delle Forciolline e pernottarono poco lontano dall’attuale bivacco Boarelli (2.835 m). L’indomani partirono prima dell’alba, alle 04:30, e conquistarono la vetta alle ore 09:20 dopo essere passati sotto al colle delle Sagnette e scalato la parete Sud.

Davvero è stata la prima?

La prima salita del Monviso è stata, tuttavia, messa in dubbio. Lo studioso francese Olivier Joseph ha infatti dimostrato che la cima del monte è stata molto probabilmente raggiunta oltre un secolo prima della tanto decantata salita di William Matthews, nel corso delle operazioni topografiche di rilevamento dei territori del Delfinato organizzati dallo Stato Maggiore francese nel 1751.

Nell’occasione la cima fu addirittura salita per ben due volte: sia dai portatori dei segnali necessari per le triangolazioni, sia dagli stessi ingegneri rilevatori. A sostegno delle sue affermazioni lo studioso francese ha presentato alcuni disegni che mostrano, in modo inequivocabile, l’installazione sulla cima dei segnali per le misurazioni.

 

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Lo studioso, inoltre, ha rimarcato un altro fatto importante. Un’operazione topografica di tale ampiezza e complessità comportava, necessariamente, un’accurata preparazione tesa a determinare preventivamente i punti base per le misurazioni, la cui accessibilità doveva essere, per forza di cose, ben nota e attestata. Esiste dunque la più che fondata possibilità che la cima del Re di Pietra sia stata raggiunta addirittura prima del 1751.

La salita del 4 luglio dell’anno successivo (1862) condotta da Francis Fox Tuckett, vide il primo cittadino italiano sulla vetta del Monviso: Bartolomeo Peyrotte, guida alpinadi Bobbio Pellice, che aveva accompagnato Tuckett unitamente alle guide Peter Perrn e Michel Croz. Questa cordata fu, forse, la prima a bivaccare per una notte in vetta al Monviso.

La prima italiana

La prima spedizione completamente italiana a raggiungere la vetta del Monviso fu quella del ministro biellese Quintino Sella nel 1863.
La spedizione avrebbe dovuto avvalersi della guida di Bartolomeo Peyrotte, già pratico della via, che però rinunciò sembra perché “traumatizzato” dall’esperienza dell’anno precedente. La cordata nazionale di alpinisti, che oltre a Sella comprendeva i nobili verzuolesi Paolo e Giacinto Ballada di Saint-Robert e il deputato calabrese Giovanni Barracco, si avviò quindi accompagnata dalle tre guide alpine locali Raimondo Gertoux, Giuseppe Bouduin e Giovan Battista Abbà che però non conoscevano l’itinerario, guidati solo dalla relazione di Mathews.

L’impresa, sicuramente notevole per l’epoca, fu un’abile mossa politica propagandistica di Sella volta a celebrare, anche attraverso la composizione “eterogenea” della cordata, l’Unità d’Italia appena raggiunta (1861). Sulla scia dell’immenso entusiasmo che aveva accompagnato la riuscita della scalata al Monviso Sella fondò a Torino il Club Alpino Italiano, la più vasta associazione di alpinisti italiani.

La prima donna

Alessandra Boarelli, di Verzuolo, fu la prima donna che riuscì a scalare il Monviso (1864). La squadra era composta anche dalla sedicenne Cecilia Fillia di Sanfront e da tre uomini, tra i quali il vicario di Casteldelfino. Si noti che già l’anno precedente una spedizione cui partecipava la Boarelli aveva tentato la salita al Monviso, prima ancora di Quintino Sella, ma aveva dovuto ritirarsi per il maltempo.

La prima invernale

La prima ascensione invernale fu effettuata il 22 gennaio 1878 dall’alpinista Leopoldo Barale con le guide di Balme Giuseppe e Antonio Castagneri e Antonio Bogiatto.

Altre salite

La prima salita della parete nord-ovest fu effettuata il 12 agosto 1879 dai francesi Paul Guillemin e André Salvador de Quatrefages, con le guide Giraud Lezin e Émile Pic.

La prima via su ghiaccio fu aperta sulla parete nord dall’americano W.A.B. Coolidge, con le guide Christian e Ulrich Almer, il 28 luglio 1881. Il ghiacciaio salito dalla squadra prese successivamente il nome del suo capo spedizione: ghiacciaio Coolidge.

Molti alpinisti importanti aprirono nuove vie sul Monviso; tra questi ricordiamo Guido Rey (parete est, 1887; parete nord-est, 1898), Ubaldo Valbusa (cresta est, 1902; cresta sud-est, 1903), Aldo Bonacossa e Vitale Bramani (parete ovest, 1931), Giuseppe Gagliardone (parete est del torrione di Saint-Robert, 1941), Vitale Giacoletti(diretta alla nord-est, 1955), Gian Carlo Grassi (diverse vie su Monviso e Viso di Vallanta tra gli anni settanta e ottanta). Molte delle imprese tra il 1890 e il 1930 furono accompagnate dalle guide Claudio e Giuseppe Perotti, che realizzarono così un numero considerevole di prime ascensioni.

Nel 1898 raggiunse la vetta del Monviso anche monsignor Achille Ratti, che nel 1922 sarebbe diventato Papa col nome di Pio XI. Il famoso Duca degli Abruzzi, esploratore nonché membro di casa Savoia, realizzò la seconda salita invernale della montagna nel marzo 1897, ovviamente al seguito di una spedizione molto ben attrezzata.

 

Statistiche

Ogni anno il Monviso è salito da circa 2.000 alpinisti, in maggioranza italiani ma anche parecchi francesi. Nell’anno 1906, quando l’alpinismo era un’attività di élite, era stato scalato soltanto da 127 persone tra alpinisti, guide e portatori.

Il primo incidente mortale sul Viso si verificò dopo più di 30 anni dalla sua prima ascensione: il 6 agosto 1895 Giovanni Calcino, un ingegnere di Torino neolaureato, scivolò precipitando per 450 metri in quello che sarebbe stato poi ribattezzato canale Calcino, uno dei tratti più insidiosi della via normale (soprattutto in discesa). Il secondo incidente fatale avvenne a 21 anni di distanza dal primo, nel 1916.

Il numero annuale dei morti sul Monviso è successivamente molto peggiorato (in media circa una o due vittime ogni anno) e ciò è dovuto a due cause fondamentali: in primo luogo l’elevata frequentazione della montagna e, secondariamente, il ricorso sempre più raro ai servizi di accompagnamento delle guide alpine.

La guida alpina di Crissolo Quintino Perotti (1906-1990), storico gestore del rifugio Sella, è stato l’uomo che ha compiuto il maggior numero di ascensioni sul Monviso, ben 749 volte in vetta alla montagna più alta delle Alpi Cozie.

Record di velocità

  • Il record ufficiale di scalata del Monviso fu stabilito l’8 settembre 2017 da Bernard Dematteis, un giovane atleta di Sampeyre, il quale partendo dal Pian del Re fece i 1.800 m di dislivello della via normale impiegando un tempo di 1 ora 40 minuti e 47 secondi, laddove un alpinista medio impiega non meno di 6 ore. Il record precedente, che resisteva dal 1986, era di Dario Viale con il tempo di 1 ora 48 minuti e 54 secondi.
  • Il record di salita e discesa da Pian del Re è stato stabilito il 29 agosto 2011 in 3 ore 12 minuti e 42 secondi dallo Skyrunner Paolo Bert. Partito dalla sorgente del Poalle 8:00, Bert ha impiegato 1 ora e 58 minuti per la salita e 1 ora e 14 minuti per la discesa. Il percorso ha uno sviluppo di 22 chilometri e un dislivello di 2.000 metri.
  • Un ulteriore record, nato negli ultimi anni, è quello di raggiungere il Monviso partendo dal paese di Piasco, in bassa Valle Varaita, e tornare in paese dopo aver raggiunto la punta del re di Pietra; attualmente il record è detenuto dall’atleta Lantermino della podistica Valle Varaita che ha percorso il tragitto in 14 ore.

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