Il paradiso di Chantal Mauduit

Mi chiamo Chantal, la mia passione nasce da una rima banale: Chantal, Himal, montagna in nepalese. Eh già, era scritto fin dalla nascita. Da quel giorno ogni oracolo avrebbe visto brillare la stella dell’avventura su di me, come un tatuaggio indelebile… Non sono mai stata attirata dalla normalità che fa rima con banalità, e così ho sempre vissuto fino in fondo.

 

Chantal Mauduit, nata il 24 marzo 1964 a Parigi e morta l’11 maggio 1998 sulle pendici del Dhaulagiri, è stata una forte alpinista francese, nota in particolare per aver raggiunto sei Ottomila senza  ossigeno supplementare.

Biografia

Nata a Parigi, è arrivata a Chambéry in Savoia nel 1969 dove ha scoperto l’escursionismo di media montagna in estate e lo sci in inverno. Poi l’alpinismo a 15 anni anni sulle Alpi con salite via via sempre più difficli. Come la Nord delle Grandes Jorasses, il Cervino. Poi affronta vette più alte, in Sud America, come l’Urus e l’Huascarán nelle Ande, in discesa col parapendio
Bella la sua impresa in barca a vela da Città del Capo sino a scalare un iceberg. Party ai campi base. Le poesia, l’amore per la lettura. Una persona viva, amante della vita!

Gli 8.000 senza ossigeno

Dal 1992 decide di affrontare gli Ottomila, in stile alpino e senza ossigeno. Nonostante sette tentativi di scalare l’Everest, raggiunse la vetta meridionale nel 1995. Là infatti perse conoscenza e fu salvata da Rob Hall, Ha scalato con successo altri sei, tra cui il K2 per la Via degli Abruzzi (quarta salita femminile). Nell’ottobre 1993 lo Shisha Pangma dalla parete sud, poi il Cho Oyu.
Poi ancora il Lhotse, il (prima salita femminile); erano i giori terribili sull’Everest con la tragedia del ’96. Chantal dà anche una sua testimonianza del libro di Jon Krakauer.
Dieci giorni dopo, raggiunge la vetta del Manaslu. L’anno successivo il Gasherbrum II.


Ha pubblicato un libro alla fine del 1997 “J’habite au paradis”.


L’11 maggio 1998, mentre scalava il Dhaulagiri (8.167  m ), lei e il suo sherpa Ang Tshering furono trovati morti nella loro tenda al Campo II, probabilmente uccisi dalla caduta di sassi o ghiaccio, a circa 6500 mt, dopo un periodo di estremo maltempo.

L’impegno nel sociale

Chantal Mauduit ha scalato la guglia di Notre-Dame de Paris il per appendere una bandiera tibetana su di essa e aveva incontrato il Dalai Lama e i rifugiati tibetani a Dharamsala.

In onore del suo impegno, dopo la sua morte, i suoi amici e la sua famiglia hanno creato l’associazione Chantal Mauduit Namasté che aiuta i bambini nepalesi svantaggiati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.


*

Articoli correlati

Back to top button