Il presidente Cai: “Reality Monte Bianco? Monitoraggio sì, crociate no”

Dopo il duro attacco del Cai Piemonte e Valle d’Aosta contro il reality Monte Bianco prodotto da RaiDue (in onda il prossimo inverno), a distanza di 24 ore parla il presidente nazionale del Cai, Umberto Martini. Segnali di distensione nei confronti delle Guide Alpine

balivo monte bianco

 

Dopo il duro attacco del Cai Piemonte e Valle d’Aosta (leggi qui) contro il reality Monte Bianco prodotto da RaiDue (in onda il prossimo inverno), a distanza di 24 ore parla il presidente nazionale del Cai, Umberto Martini. E lo fa da Lo Scarpone. Dice: “Il Club alpino italiano per tradizione non è favorevole alle crociate, siamo abituati a non avere pregiudizi e a giudicare nel merito. Vale a dire oltre al cosa si fa guardiamo al come lo si fa. Le montagne sono di tutti, di conseguenza un reality televisivo girato sulle vette non è di per sé un fatto da condannare. Bisogna vedere se le Terre alte verranno raccontate in maniera corretta oppure no. Per giudicare nel merito dobbiamo veder il programma. Il coinvolgimento delle Guide alpine, sotto questo aspetto, mi fa ben sperare: sono professionisti dell’accompagnamento in quota e sono convinto che sappiano mostrare nella maniera più corretta come si affronta una salita alpinistica o un’arrampicata, insomma come si frequentano le montagne in maniera consapevole e rispettosa”.

 

E aggiunge: “La CITAMPV, in accordo con il CAI Piemonte, ha fatto bene a monitorare e portare all’attenzione generale la cosa, l’intento è proprio quello di evitare banalizzazioni e di far passare la montagna come divertimentificio. Spesso in televisione regnano due stereotipi legati alle Terre alte. Quello della montagna assassina o della montagna facile e accessibile da tutti senza preparazione. Mi auguro che in questo caso non sia così. Confido nel fatto che insieme alla CITAMPV, “sentinelle della montagna” siano state anche le Guide alpine valdostane, da sempre impegnate far avvicinare gli appassionati alla frequentazione delle alte quote nella maniera più corretta e rispettosa. Immagino che sia stato cosi anche in questo caso”.

 

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