Messner e Habeler l’8 maggio ’78 sull’Everest senza ossigeno

Una delle pagine storiche dell'alpinismo. Messner: "Dicevano che eravamo matti. Ma abbiamo smentito anche la scienza". Habeler: "Aspettavo il momento in cui sarei diventato un po' pazzo, ma quel momento non è mai arrivato"

Era l’8 maggio del 1978 e l’alpinismo segna una pagina importante della sua storia. Da quel giorno nulla è stato più come prima. L’italiano Reinhold Messner e l’austriaco Peter Habeler riescono in una impresa ritenuta sino ad allora impossibile: la vetta dell’Everest senza ossigeno supplementare.

Tanto impossibile che fu messa in discussione accusando i due di aver usato ossigeno di nascosto. Messner non ci sta e due anni dopo lo rifà. Stavolta da solo. E sempre senza ossigeno. Per di più aprendo una variante sulla nord. Una leggenda!

Immaginate cosa potesse significare fare quel tentativo: un salto nel buio! Tutti, o quasi, che dicevano loro di non tentare, che era una impresa impossibile. Suicida! Chissà il loro fisico come avrebbe reagito.

 

Messner Dicevano che eravamo matti. Ma con la nostra impresa abbiamo smentito la scienza, che sosteneva che oltre gli 8.500 metri fosse impossibile resistere, che saremmo di certo morti. Noi, invece, siamo saliti a quasi 8.900 metri.

 

Habeler Avevamo pensato che sarebbe stato possibile di giorno, senza zaini e andando piano. Aspettavo il momento in cui sarei diventato un po’ pazzo, aspettavo, aspettavo, ma quel momento non è mai arrivato.

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