Natalia Ratti è “Parole in concerto”.
Sulle note dei grandi alpinisti

Musicista di professione e montanara per passione ha scritto due spettacoli per pianoforte (Chopin, Bach, Beethoven...) e voce recitante dedicati al mondo dell'alpinismo (uno a Walter Bonatti, l'altro alle alpiniste Destivelle, Hargreaves, Meroi e Kaltenbrunner)

Natalia Ratti, musicista di professione e montanara per passione, ha scritto due concerti per pianoforte e voce recitante dedicati ai grandi dell’alpinismo, raccontati con la bellezza di un live “in solitaria”.

Il primo, “Walter Bonatti: parole in concerto” (1h15′), dedicato al suo pensiero e alle sue principali tappe alpinistiche. Le parole sono recitate ed enfatizzate dalla musica eseguita al pianoforte di Haydn, Chopin, Rachmaninov, Moussorgsky e Granados. È uno spettacolo che Natalia Ratti ha già eseguito in varie location, come Clusone, Santa Maria Maggiore, Alpe Devero, Rovereto, Courmayeur, Valtournenche, Vimercate, Vimodrone, Chiesa Valmalenco ecc.

Il secondo, “Alpiniste: parole in concerto” (1h15′), dedicato alle grandissime alpiniste Wanda Rutkiewicz (alla quale la Polonia dedica proprio il 2022 in ricordo del 30° dalla morte), Catherine Destivelle, Alison Hargreaves, Nives Meroi e Gerlinde Kaltenbrunner.
Per ognuna di loro, un capitolo composto da un racconto recitato ed enfatizzato dal vivo dal pianoforte di autori classici (Bach, Beethoven, Chopin, Rachmaninov, Grieg).

Come è nata l’idea di coniugare musica e montagna?

Quando nella vita si seguono i propri sogni, quando il tempo che scorre è unico e non distinto tra tempo “libero” e “lavorativo”, allora è naturale che le proprie passioni si tocchino, si penetrino e si intreccino come la trama e l’ordito. Io sono musicista di professione, montanara per passione… e idealista convinta! Qualche anno fa, spinta dal desiderio di omaggiare i pensieri di Bonatti con l’incanto di un concerto pianistico, ha preso pian piano forma il mio primo copione: “Walter Bonatti: parole in concerto” per voce recitante e pianoforte.
Si tratta di uno spettacolo che eseguo sul palco “in solitaria”, completamente dal vivo e senza effetti speciali (by fear means), in cui le emozioni del racconto bonattiano sono enfatizzate dalle note al pianoforte di Chopin, Rachmaninov, Moussorgsky, Haydn e Granados. Lo spettacolo è suddiviso in 6 capitoli che ripercorrono le tappe alpinistiche del K2, Pilone Centrale e Nord del Cervino; ed espongono le sue riflessioni sulla montagna, la solitudine e l’avventura.
Sulla falsariga di questo primo lavoro, ho scritto poi quest’inverno un secondo spettacolo incentrato sull’alpinismo femminile, un mondo a mio parere ancora sottovalutato e sconosciuto ai più: “Alpiniste: parole in concerto” dedicato a Wanda Rutkiewicz sul K2, ad Alison Hargreaves sulla nord dell’Eiger al sesto mese di Tom Ballard, a Catherine Destivelle e i suoi undici giorni in solitaria sul Petit Dru, a Gerlinde Kaltenbrunner al suo primo Ottomila e a Nives Meroi e i suoi pensieri sull’alpinismo di oggi. Musiche di Beethoven, Chopin, Grieg, Rachmaninov e Bach. Simbolicamente ho avuto la prima proprio l’8 marzo!

Riscontri durante i suoi spettacoli?

Tanta emozione ed un filo teso dal primo all’ultimo minuto dello spettacolo. Un pubblico in cui l’attenzione non molla mai. Il voluto scarno apparato scenico, limitato ad una manciata di fotografie (in contrasto con la tendenza odierna alla sovraespozione di immagini) convoglia tutta l’attenzione sul racconto e sulla musica: musica classica, ritenuta ingiustamente difficile ed anacronistica, ed invece capace di emozionare profondamente e donatrice di una bellezza pura. Sono spettacoli che vengono recepiti ed ascoltati con l’andamento di un’arrampicata, come sospesi fuori dal tempo.

Ha pensato di incidere qualcosa?

No. Registro alcuni live ed i promo degli spettacoli solo per necessità promozionale; punto. Non amo la musica registrata. Adoro invece il coinvolgimento di un spettacolo dal vivo, l’energia circolare che fluisce tra musicista e spettatori, il fascino vivo e suggestivo di una piazza o di un teatro, l’emozione della “diretta”… La musica non è una mostra di quadri: vive nel tempo, è un’esperienza in movimento, come la vita. “Panta rei”, scomodando Eraclito. Fermarla e fissarla su un disco, toglierle questa incertezza e questo carattere effimero, per me è come toglierle l’anima.

 

 

 

Ha altri progetti in mente, semmai con altri alpinisti o montagne in particolare?

Sì, sicuramente: forse un lavoro su Messner, forse sul Diavolo delle Dolomiti, forse sul Cervino, forse sui sentieri dei contrabbandieri… chissà! Al momento sto studiando alla versione tedesca dello spettacolo su Bonatti (da proporre Oltralpe); inoltre sto preparando, su commissione, sia un interessante lavoro sul Disgrazia che uno sulla figura di Ettore Castiglioni: alpinista milanese, musicista, redattore di alcune storiche guide CAI TCI, ma anche Giusto fra le Nazioni.

Chi è Natalia Ratti? La professione di musicista, la passione per la montagna…

Nata-lìa… con l’accento sulla “i”. Ho cominciato a suonare il pianoforte a 5 anni, mi sono diplomata col massimo dei voti e lode, e da più di 20 anni, non so come, vivo di musica. Nata a Milano ma con origini sparse per la penisola (e oltre), ho vissuto parecchi anni a Lerma, un paesino del Monferrato a una trentina di km da Genova: accoglienti e dolci le colline dell’Oltregiogo, un paradiso dell’arrampicata con ogni sorta di roccia la Liguria… ma la lontananza dalle Alpi e il bisogno di viverle più intensamente, con la quotidianità del risveglio e il ciclo delle stagioni, mi hanno fatto decidere di mollare tutto e di costruirmi nuovamente una vita da zero sulle Orobie bergamasche, montagne per le quali avevo avuto un vero e proprio colpo di fulmine. E così, con un elettrizzante balzo nel vuoto e lo sguardo in avanti, sono approdata come una marziana in val Seriana; e qui l’unione montagna e musica si è saldata ogni giorno di più, l’una crescendo nell’altra, l’una infondendo forza e vitalità all’altra.

 

 


Natalia Ratti, come ha sottolineato, ama i concerti live. Ama portare la sua musica, i suoi originali spettacoli, tra la gente. Il coinvolgimento, la suggestione, il legame circolare che si crea: questi due lavori che coniugano musica e montagna, abbastanza unici nel panorama odierno, son come la bellezza di un prato fiorito allo sciogliersi delle nevi, come il fascino adrenalinico durante una salita…

INFO

m° Natalia Ratti, Val Seriana (BG)
mail: natalibera1974@gmail.com

 

 

 

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