Orsa Monte Peller, Tar sospende ordinanza di abbattimento

Il Tar accoglie ricorso ambientalisti. L'orsa JJ4-Gaia ha aggredito 2 persone

Abbattimento orsa monte Peller: sospesa fino al 30 luglio l’ordinanza di abbattimento dell’orsa accusata di aver aggredito due persone sul monte Peller. Il Tar ha accolto il ricorso presentato dalle associazioni ambientaliste.

Intanto il ministero dell’Ambiente sta lavorando per chiederne l’annullamento presentando ricorso al Tar.

Invito del Ministro Costa

La decisione è stata assunta dopo che il presidente della della Provincia autonoma di Trento ha respinto l’invito del ministro Costa a ritirare l’ordinanza di l’abbattimento dell’orsa.

Gli Ambientalisti

Oggi è una giornata storica per il futuro dell’orso sulla Alpi. Con un decreto del Presidente, su ricorso delle associazioni LAC, LAV, LIPU, LNDC e WWF, il TAR di Trento ha sospeso l’ordinanza che disponeva la cattura e l’uccisione dell’orsa JJ4-Gaia.
Un grandissimo risultato che ora obbliga il Presidente della Provincia di Trento Fugatti, a disattivare le gabbie di cattura e richiudere i fucili del Corpo Forestale nei loro armadi. Nessuno potrà torcere un pelo all’orsa.

 

La petizione

Intanto la petizione del WWF Italia per salvare l’orsa JJ4 e contro gli abbattimenti automatici dell’orso in Trentino ha superato le 100 mila firme.
La petizione lanciata lo scorso 25 giugno chiede alla provincia di Trento di ritirare la condanna a morte nei confronti dell’orso protagonista di un incidente con due persone nella zona del Monte Peller. In Val di Non (come chiesto dagli stessi interessati, e dal 99% dei partecipanti al sondaggio de La Voce del Trentino).

 

E gli altri orsi?

Infatti, aggiugono gli ambientalisti, oltre a salvare JJ4, bisogna fermare subito gli abbattimenti “automatici” di tutti gli orsi coinvolti in incontri ravvicinati o incidenti. Modificando il testo del Piano D’Azione per la Conservazione dell’Orso sulle Alpi (PACOBACE), che prevede la possibilità di abbattimento anche in caso di orsi che hanno semplicemente fatto ciò che la natura gli ha insegnato. O causato poche migliaia di euro di danni.

 

Il Tar

A confermarlo anche il TAR di Trento, che motiva la sospensione dell’ordinanza richiamando il principio di proporzionalità e la necessità di mettere in campo altre soluzioni “energiche” prima di considerare l’opzione letale.

 

Il WWF

“Il segnale che ci mandano tutte queste persone, che ringraziamo, rafforzato dalla posizione del TAR, è chiaro. Dobbiamo certamente garantire la sicurezza delle popolazioni locali anche rispetto a questi rarissimi incidenti, ma sforzandoci di trovare misure alternative all’abbattimento”.
Dichiara Marco Galaverni, direttore scientifico WWF Italia, che conclude: “Siamo sempre disponibili a sederci ad un tavolo con la provincia e gli esperti di ISPRA e Ministero per cercare soluzioni condivise e lungimiranti. E aiutare a metterle in pratica.
La coesistenza è un valore che va costruito giorno per giorno, nell’interesse di tutti”.

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