Parco Velino-Sirente: allarme riperimetrazione e sogno nuova governance

Parco Sirente-Velino: preoccupa progetto di legge Regione Abruzzo. No ambientalista

L’Abruzzo va di moda. Le montagne abruzzesi in questa estate 2020 sono prese d’assalto. Natura, accoglienza. Escursionisti, bikers, turisti stanno scegliendo Gran Sasso, Majella, Pnalm e gli altri parchi e Riserve di questa bella regione d’Italia.

Villalago e le belle foto di mamma orsa coi suoi 4 cuccioli a zonzo nei pressi del paese ha fatto il boom sul web.

I nuovi arrivati hanno scoperto una terra di fatica (basti pensare la salita al Monte Amaro della Majella, da ogni versante), un mondo di passeggiate alla scoperta degli eremi della Majella, dei torrenti in Val Fondillo e dei laghi di Barrea e Castel San Vincenzo o Campotosto (per dirne alcuni) o La Camosciara nel Pnalm, la breve salita al rifugio Duca degli Abruzzi da Campo Imperatore. Il Paradiso, tutto a portata di piede.

Ma l’Appennino centrale non è esente da problematiche. Vedi Terminillo, vedi Velino-Sirente.
Il Velino-Sirente è un Parco regionale che ha 30 anni di vita e offre una natura strabiliante. Un Parco che si estende su circa 56.000 ettari ma che ora è di nuovo nei progetti di modifica della politica. Già in passato il suo territorio è passato sotto le forbici.

 

Il progetto della Regione Abruzzo

La Regione Abruzzo ha annunciato un nuovo progetto di legge che prevede una riperimetrazione dell’area protetta. Il taglio riguarderebbe circa 8.000 ettari, oltre il 14% della superficie. Riguarda la valle Subequana e l’Aterno oltre che l’Altopiano delle Rocche dove è si vuol ampliare la zona sciistica di Ovindoli-Magnola.
La prima di queste è alle prese con problemi sociali, problemi soprattutto di spopolamento di paesini già ridotti all’osso e dove la fauna selvatica sta aumentando al posto degli umani. C’è chi dice che dietro vi siano visioni diverse, come la caccia.
Va detto che tali criticità sono anche figlie di commissariamenti che l’Ente ha vissuto e sta vivendo. Di finanziamenti che da queste parti arrivano col lumicino rispetto agli altri Parchi. In più il Parco non ha un proprio Piano.

Abbiamo raccolto la volontà dei Comuni – ha detto il vice presidente della Giunta regionale Emanuele Imprudente – che hanno chiesto e deliberato per la riperimentrazione del Parco. In alcuni casi hanno promosso anche referendum.
Comunque quello delle riperimetrazione è un aspetto marginale, l’aspetto importante di questa nuova legge è che dà una nuova governace al Parco, espressione del territorio, con un comitato tecnico scentifico che rappresenta una novità assoluta. Saranno istituite le Guardie del Parco, insomma è una legge che va incontro alle esigenze di un Parco che non ha mai funzionato fino ad oggi.

Barricate per il Parco Sirente-Velino

Gli ambientalisti sono sul piede di guerra. In una conferenza stampa di qualche giorno fa hanno chiesto alla Regione di ripensarci e hanno lanciato una petizione online che in pochi giorni ha raccolto oltre 55mila firme.

LA PETIZIONE 

Le associazioni

Ennesima proposta di riperimetrazione del Parco Sirente Velino. Il disegno di legge, approvato dalla Giunta regionale e pubblicato in questi giorni sul sito della Regione Abruzzo, contempla una nuova, e caotica, cartografia con il taglio di circa 8000 ettari nel territorio soprattutto nella Valle Subequana, ma anche sull’Altopiano delle Rocche a fronte di qualche Comune lungimirante che ha voluto aumentare il proprio territorio nel Parco. Una riperimetrazione che ha dell’incredibile, contraria a ogni logica, non solo tecnico-scientifica di continuità e tutela ambientale, ma anche amministrativa e di buon senso: ci si potrebbe ritrovare, infatti, a percorrere un sentiero con un piede nel Parco e l’altro no!

La politica di gestione del Parco Regionale Sirente Velino è vergognosa: il Parco è commissariato dal 2015 e già in precedenza aveva visto lunghi periodi di commissariamento, in totale è stato più il tempo che ha passato commissariato o con un presidente facente funzioni che quello in gestione ordinaria!

Il perimetro del Parco ha già subito molteplici revisioni nel 1998, nel 2000 e nel 2011: sono stati tagliati migliaia di ettari determinando un vero e proprio cuneo nel suo perimetro. A ciò si aggiunga il fatto che non è stato approvato il Piano del Parco giacente in Regione da tre anni.

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