Piolet d’Or, tanti italiani in corsa per l’Oscar dell’alpinismo 2019

La cerimonia in Polonia al Ladek Mountain Film Festival. L'elenco completo

Piolet d’Or, ecco chi è in corsa per gli Oscar dell’alpinismo 2019. In pratica il massimo riconoscimento nel mondo della montagna. La cerimonia è in programma nel Ladek Mountain Film Festival in Polonia, dall’11 al 22 settembre 2020.

Italiani

Ci sono parecchi italiani in corsa per il 2019. Una bella notizia, conferma che il movimento italiano è in continuo fermento.

Loro sono

  • Matteo della Bordella, Luca Schiera e Matteo de Zaiacomo per apertura via nel mese di settembre di Cavalli Bardati (800m, 7b) sull’inviolata parete ovest del Bhagirathi IV (6.193 m, India).
  • La prima salta dalla cresta est-nordest Chareze Ri North (5.959 mt) di Davide Limongi, Federico Martinelli Enrico Mosetti, Federico Secchi e Luca Valleta. La via denominata Jullay Temù (1.000 mt, V+ 70°).
  • Cala Cimenti prima salita e discesa in sci del versante nordest del Gasherbrum VII (700m, D+, 60°).
  • Tomas Franchini per la prima salita dalla parete sudest e dalla cresta nordest del Lamo-she, 6.070 mt nel massiccio del Tatsienlu, Cina. La via è Wild Blood (1.500 mt, WI5 M5+ V 90°).
  • Due salite di Simon Messner: la prima in Karakorum sull’inviolato Black Tooth (6.718 mt), cima secondaria della Torre Muztagh (ha aperto una via WI5+ M5) insieme all’austriaco Martin Sieberer; la seconda Raperonzolo (WI6+, M7+), via di ghiaccio e misto aperta sulle Dolomiti (Sass de la Crusc) insieme a Manuel Baumgartner.
  • Parole Sante (1.050 mt, VIII A1) via sulla parete nord del Sassolungo. Loro sono Aaron Moroder e Titus Prinoth.
  • Davide Cassol e Luca Vallata sulla parete nordovest del Civetta (Dolomiti), hanno aperto Capitani di Ventura (700m, VIII- A1).

Le altre salite

  • Nella lista figurano anche Hansjörg Auer, David Lama e Jess Roskelley per l’apertura di una via (1,345m, WI6) sull’Howse Peak, in Canada. I tre sono morti a causa di una valanga durante la discesa.
  • C’è anche un Ottomila e riguarda Denis Urubko. Sul Gasherbrum II (parete sudovest), dove ha aperto Honeymoon (1,935m, TD WI3 M6).
  • La cordata di Brette Harrington, Ines Papert e Luka Lindič per la prima salita Sound of Silence (1,100m, WI5 M8) della parete est del Mount Fay (3.235 mt), Canada.

Le salite nominate riguardano la maggior parte delle regioni montane del mondo, tutte salite in stile alpino e senza l’utilizzo di attrezzature perforante.

L’elenco contiene decine di salite e di arrampicatori poco conosciuti, nonché molti dei più grandi nomi del mondo dell’arrampicata.

Da tenere d’occhio

  • La prima salita di Link Sar (7.041 metri), Pakistan, di Steve Swenson, Graham Zimmerman, Mark Richey e Chris Wright;
  • La salita di Dmitry Golovchenko e Sergey Nilov (anche se non in cima) della parete est di Kumbhakarna (nota anche come Jannu), Pakistan (7.710 metri);
  • Due salite di Marek Holeček e dei suoi partner: la prima salita della parete nord-ovest di Chamlang (7.321 metri), Nepal, con Zdeněk “Hook” Hák; e la prima salita su una nuova linea sulla parete est di Huandoy Norte (6.360 metri), in Perù, con Radoslav Groh.

L’elenco completo delle salite significative

 

Emergenza Covid

Gli organizzatori Siamo abbastanza fiduciosi che il nostro Piano A – per tenere un evento fisico nei quattro giorni del 19-22 settembre. Ma il nostro Piano B, nel caso in cui un nuovo scoppio di COVID-19 impedirà l’evento, i Piolet d’Or si terranno online per un periodo di tempo più lungo.

 

leggi anche Gran Sasso, il nuovo sentiero dei due Santi

 

I vincitori nel 2018

Le salite vincenti dal 2018 sono state la prima salita solista di Lunag Ri, in Nepal, da parte di David Lama; Prima salita solista di Hansjörg Auer nel Lupghar Sar West, Nepal; e Tom Livingstone, Aleš Česen e Luka Stražar prima salita di una nuova linea e prima salita da nord di Latok I, Pakistan (seconda salita generale della vetta).

L’elenco 2019

L’elenco delle salite significative è stato compilato da Lindsay Griffin, Senior Editor dell’American Alpine Journal; Dougald MacDonald, caporedattore dell’American Alpine Journal e Rodolphe Popier del Club Alpin Francais.

fonte/ foto: ragni

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