Piotr Morawski e quel desiderio di invernali

Autore della prima salita invernale dello Shisha Pangma (con Simone Moro), tentò con Urubko il K2 raggiungendo i 7600 mt. In vetta ad altri 8000. Morì nel 2009 in un crepaccio sul Dhaulagiri

Piotr Morawski (27 dicembre 1976 – Dhaulagiri, 8 aprile 2009) è stato un forte alpinista polacco, autore, con Simone Moro, della prima ascensione invernale dello Shisha Pangma nel 2005.

Biografia

Iniziò ad arrampicare nel 1996, appassionandosi presto all’alpinismo invernale. Nel 2001 prese parte alla sua prima spedizione internazionale: una spedizione del Club Alpino di Varsavia al Chan Tengri, in Asia centrale.
Nel 2002-2003 partecipò ad un tentativo invernale al K2; insieme a Denis Urubko riuscì a preparare il campo IV a quota 7630 m ma la spedizione non riuscì a proseguire oltre. Si trattò allora della massima quota raggiunta sul K2 in stagione invernale. E tale record ha resistito per anni.

Negli anni successivi partecipò a due spedizioni invernali allo Shisha Pangma insieme a Simone Moro, e nel 2005 i due riuscirono a completare la prima ascensione invernale della montagna.

Lo Shisha Pangma

Correva l’anno 2005, era il 14 gennaio, ore 8:15 italiane, quando Simone Moro e Piotr Morawski raggiungono la vetta principale dello Shisha Pangma (8.047m). Salgono senza ossigeno e senza ausilio di portatori di alta quota. E’ la prima salita invernale del 14^ montagna per altitudine della Terra.
Lo Shisha Pangma è l’ottavo ottomila salito in inverno. Con Moro  e Morawski i compagni di spedizione Jan Szulc, Dariusz Zaluski, Jacek Jawien, tutti polacchi come del resto Piotr Morawski.
Fu la prima di un italiano che centra la prima invernale di uno dei 14 Ottomila, la prima di un non polacco.
Salgono per la via jugoslava, a destra della parete sud. Una via che sfocia in cresta a circa 7300-7400 metri di quota, da qui poi a sinistra sino in vetta.
La spedizione iniziò il 24 diecembre.

Gli altri 8000

Successivamente salì altri 5 ottomila: Cho Oyu e Broad Peak nel 2006, Nanga Parbat nel 2007, Gasherbrum I (traversata) e Gasherbrum II nel 2008. Fu inoltre protagonista di due tentativi falliti all’Annapurna. Durante il primo, nel 2006, la squadra di cui faceva parte si fermò per soccorrere un alpinista tibetano accecato dalla neve; dei 4 membri della squadra, solo uno arrivò in vetta. Nel secondo tentativo (2008) dovette ritirarsi a 150 m dalla vetta a causa di una tempesta.

La passione per la fotografia

Oltre all’alpinismo, un suo grande interesse era la fotografia; organizzava spesso proiezioni pubbliche delle sue opere, e collaborava con diverse riviste come fotografo e scrittore.

Il crepaccio sul Dhaulagiri

Nel 2009 organizzò, con il compagno slovacco Peter Hamor, una spedizione al Manaslu, che prevedeva un’ascensione preliminare al Dhaulagiri come acclimatamento. L’8 aprile 2009 Morawski, rientrando dal campo 2 verso il campo base del Dhaulagiri, cadde in un crepaccio, e i soccorritori potevano solo recuperarne la salma.

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