Ritrovato il corpo di Andrea Villa, l’alpinista morto sul Cervino nel ’95

Andrea Villa, questo il nome dell’alpinista deceduto nel 1995 all’età di 28 anni. Era originario della provincia di Como. Ritrovato oggi sul ghiacciaio alla base della parete sud

soccorso alpino

 

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Tragedia sul Cervino. Non oggi, ma una ventina di anni fa. Precisamente, come fanno sapere dal Sagf di Cervinia, il 29 luglio 1995. Oggi l’elicottero era in perlustrazione per la scomparsa di un alpinista e all’improvviso i soccorritori hanno visto sul ghiacciaio del Cervino (alla base della parete sud della montagna a circa 3.100 metri di altitudine) un corpo a terra. Si pensava fosse la salma dell’alpinista scomparso e invece il corpo era di Andrea Villa, questo il nome dell’alpinista deceduto nel ’95, classe 1967 originario della provincia di Como. Villa, medico biologo di 27 anni (nonché ex ufficiale degli alpini), era residente a Serra Comasco. La scomparsa nel ’95 del giovane Andrea Villa ebbe ampia eco nel comasco. Era destinato anche a una brillante carriera come ricercatore negli Stati Uniti.

L’alpinista scomparso, invece, è Antonio Fumagalli, 48 anni di Colle Brianza, in provincia di Lecco, di lui non si hanno più notizie da due settimane. I soccorritori hanno ritrovato la sua automobile parcheggiata a Cervinia, l’uomo aveva detto alla sua famiglia che sarebbe salito per cercare lavoro. «Stiamo battendo i rifugi, chiedendo in giro», spiegano i carabinieri. Ma sinora nulla di fatto!

 

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In queste ore è in corso il recupero della salma di un alpinista da parte dell’elicottero del Cnsas valdostano. Sul posto stanno operando anche gli uomini del Sagf della stazione della Guardia di Finanza di Cervinia. Non si conoscono al momento le generalità della vittima ma stando alle prime notizie sembra che si tratti del corpo di un alpinista che ha perso la vita parecchi anni fa. Una ventina di anni fa. Il ghiacciaio, in pratica, lo ha riportato alla luce per la calura di questi giorni ed il suo scioglimento. Oggi la salma è stata avvistata da un elicottero in sorvolo in quell’area.

 

 

2 Commenti

  1. Mi ricordo, ero a pochi metri da lui quando ho sentito una caduta di sassi. Mi sono riparato dietro una roccia . Ho visto il mio compagno di ascensione che gli urlava di rimanere fermo. Ma lui si e´alzato dopo la caduta ed e´finito giu per il dirupo……

  2. Era il 29 luglio del 1995 il tempo era abbastanza bello era già pomeriggio un po’ inoltrato , salivamo come meta, era il bivacco Carrel dove poi tutti avremmo pernottato, oramai, era già in vista. Saremmo stati 16 cordate circa di varie nazionalità. Con il mio compagno di scalata avevamo passato uno dei punti difficili, nel salire verso il Cervino, l`attraversamento della testa del leone. Dove propri li, nel attraversamento, una scarica di neve e sassi ci è passata tra noi due, quando attraversammo il canale. Io e il mio amico, scampati al pericolo ci siamo un po’ rilassati. Percorrevamo un tratto relativamente facile, sempre comunque su una cresta aerea. Ci si doveva poi arrampicare su delle rocce, il mio compagno era andato avanti, mentre io avevo tirato fuori dallo zaino la macchina fotografica per fotografare il bellissimo panorama. Appena proseguito verso di lui. Ho sentito una scarica di sassi, mi sono subito riparato dietro una parete di roccia, li poi ho sentito il mio compagno urlare “fermo fermo!! Ho visto lui correre giù per un tratto verso il dirupo in suo soccorso. Io non avevo visto ne capito proprio niente in quel momento. Poi quando dietro di noi altre cordate hanno messo le mani sulla testa e gridavano, poi ho capito che si era consumata una tragedia. Ho visto scendere a ritroso verso valle il compagno di Andrea con aria molto sconsolata….Tutti quanti noi provati dell`accaduto con cuore di pietra, avanti, verso la meta prefissata. C´era anche una guida con cliente quel giorno, ha telefonato lui hai soccorsi. Con un walkie talkie (A quel tempo non avevamo il telefonino) Da li a poco si è alzato in volo un elicottero. Ricordo che svolazzava sopra di noi e tutti noi, indicavamo al pilota dove era caduto il povero alpinista. Ricordo, arrivati al bivacco Carrel un po’ tutte le cordate C´erano dei russi, degli svizzeri, un signore che mi sembrava abbastanza anziano a quel tempo…avrà avuto 45 anni con moglie e figlio e penso che se fosse arrivato anche lui fin li su (Andrea) lo avrei conosciuto, ho per lo meno avrei scambiato alcune parole…Scopro ora leggendo che era della mia stessa età. Ricordo il giorno dopo. Non avevo dormito sto gran ché. Sempre pensare a quella tragedia. Ricordo lo zaino pesantissimo e su verso quella vetta. Cima e poi giù, ridiscesi verso la cresta svizzera. Dormito al rifugio Hörnli. Il giorno dopo siamo rientrati dal plato Rosà e giu a Cervinia. Siamo poi passati dalla sede delle guide di Cervinia per raccontare quello che sapevamo dell`accaduto. Era proprio in quel momento che i parenti di Andrea erano lì per chiedere che cosa era successo al loro parente.
    Purtroppo queste brutte cose fanno parte del gioco. Alcuni anni dopo ho perso due carissimi amici per una valanga in montagna. E poi anni dopo, altri, sempre conoscenti. Pace a loro ed una preghiera 🙏 ai parenti.
    Alberto 1967 (Bz)

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