Roby Piantoni tra sogno e destino…

L'alpinista bergamasco morì in montagna, come il papà Livio. Tre Ottomila, poi la tragedia sullo Shisha Pangma. Nel 2010 nasce un'associazione in suo nome per le popolazioni povere che vivono tra le montagne più alte del mondo

Sono contento. Contento per tutto quello che mi sta succedendo: la montagna la fatica, il riposo, il dormire, mangiare, la famiglia, tu…

Roby Piantoni (robypiantoni.it)

 

Roberto Piantoni, Roby (Colere, 2 giugno 1977 – Shisha Pangma, 14 ottobre2009), figlio d’arte, destino atroce in montagna per papà e figlio.

Biografia

Roberto nasce a Colere in Valle di Scalve, figlio di Fulvia e dell’alpinista Livio, morto il 14 luglio 1981 sul Pucajirca, a 15 anni scala la via Denise sulla Presolana aperta dal padre 17 anni prima, diventa Guida alpina nel 2003. In quell’anno scala il Gasherbrum, il suo primo Ottomila. Nel 2004 e 2005  organizza due spedizioni sul  Manaslu e sul Broad Peak. Su quest’ultimo raggiunge la secondaria vetta centrale. Nel 2006, con Marco Astori, è in vetta all’Everest senza l’uso di bombole d’ossigeno. Qui si trovano invischiati in una polemica per omissione di soccorso.

L’anno dopo tenta il concatenamento, insieme ad Astori, di Gasherbrum I e II.

L’incidente

Nel 2009, lo Shisha Pangma. Roby Piantoni era partito con altri due alpinisti bergamaschi, Marco Astori e Yuri Parimbelli, per lo Shisha Pangma: con loro anche il valtellinese Adriano Greco. Obiettivo: la parete Sud. L’idea era di aprire una via nuova.

Poi la tragedia. Un tremendo volo attorno a 6.700 metri in discesa. Avevano deciso di tornare sui loro passi, anche per la presenza di molto ghiaccio.

La passione per la montagna

La passione per la montagna, ereditata dal padre, era fortissima. A 15 anni (1992) aveva compiuto la “Via Denise” in Presolana aperta dal papà Livio nel 1975. Con lui c’era Simone Moro. Dopo l’impresa, tornando a casa, aveva consegnato alla madre e alla sorella i chiodi piantati dal padre in parete.

Un sogno

Aveva un sogno, si chiamava Pukajirla in Perù. Lì dove morì suo padre. Livio Piantoni morì appunto durante la spedizione in Sud America, il 14 luglio 1981. In quella circostanza morirono anche Italo Maj e Nani Tagliaferri, mentre Rocco Belingheri e Flavio Bettineschi si salvarono.

L’Associazione

Nel 2010 nasce l’Associazione Roby Piantoni, un’associazione senza fini di lucro costituita dai familiari e dagli amici di Roby Piantoni. L’obiettivo è di sostenere lo sviluppo culturale e sociale delle popolazioni che vivono tra le montagne più alte al mondo.

 

Ascensioni completate

  • 2003 – Pakistan – sale la cima del Gasherbrum II (8035 m)
  • 2005 – Pakistan – conquista la cima centrale del Broad Peak (8012 m)
  • 2006 – Tibet – il 26 maggio 2006 sale la cima dell’Everest (8848 m) senza ossigeno, insieme all’amico Marco Astori
  • 2007 – conquista delle cime di Muztagata (7548 m) in Cina, del Pisang Peak (6101 m) e dell’Imja Tse (6189 m) in Nepal, e dell’Aconcagua (6963 m) in Argentina;
  • 2008 – Pakistan – sale lo Spantik (7027 m)

Tentativi di vetta

  • 2001 – Perù – Salita al Pukaijrka Central (6010 m)
  • 2004 – Nepal – Salita al Manaslu (8164 m)
  • 2007 – Pakistan – tentato concatenamento delle creste del Gasherbrum I (8068 m) e Gasherbrum II (8035 m)
  • 2009 – Tibet – spedizione sullo Shisha Pangma (8013 m)

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