Tommy Caldwell, nato per le Big Wall

Tra le imprese l'integrale al Fitz Roy (Piolet d'Or), la libera su Dawn Wall e tanto tanto altro...

Tommy Caldwell, uno dei più grandi di sempre. Le Big Wall sono la sua casa. Lo statunitense Caldwell è nato a Estes Park, 11 agosto 1978.

Le sue imprese parlano per lui

Nel febbraio 2014 ha effettuato assieme ad Alex Honnold la prima traversata integrale del Fitz Roy, salita per la quale ha ricevuto il Piolet d’Or, mentre nel gennaio 2015 ha salito per primo in arrampicata libera, assieme a Kevin Jorgeson, la via Dawn Wall su El Capitan (gradata 5.14d/9a), realizzando quella che è ritenuta la salita in libera su big wall più difficile al mondo.

Biografia

Il rapimento e la fuga

Da sempre legato alle pareti dello Yosemite National Park, Caldwell compare per la prima volta sulle principali testate internazionali a causa di un evento avvenuto molto lontano da queste: nel 2000, durante l’apertura di una via in Kirghizistan con la futura moglie Beth Rodden e due amici, viene rapito da dei terroristi locali, riuscendo poi a fuggire poche ore prima dell’annunciata esecuzione.

 

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L’incidente domestico

Un anno dopo la sua carriera di scalatore rischia di essere compromessa a causa della perdita di parte del dito indice sinistro in un incidente domestico, ma nel giro di poco supera il trauma e torna ad arrampicare ai massimi livelli.

Yosemite che passione!

Nel 2002 realizza la sua prima grande impresa nello Yosemite salendo per primo in libera e in giornata la via Salathé su El Capitan (gradata 5.13b, in 19 ore e mezza); due anni dopo, tra il 2004 e il 2005, realizza un’altra serie di imprese: a maggio 2004 libera la via Dihedrall Wall gradandola 8b+ (che si attesta quindi come la big wall più difficile dello Yosemite salita fino ad allora, eguagliata quattro anni dopo dalla via Magic Mushroom salita in libera sempre da Caldwell assieme a Justen Sjong), ad ottobre 2005 compie la terza e quarta salita in libera della via The Nose salendola due volte a distanza di due giorni con Beth Rodden, e ancora pochi giorni dopo sale per la prima volta due vie di El Capitan (The Nose e Freerider) in libera e in giornata.

Nel 2012 dà ancora prova di grande talento nelle salite in velocità concatenando in libera e in giornata con Alex Honnold il Mount Watkins (per la parete sud), l’El Capitan (Freerider) e lo Half Dome (Regular Northwest Face), incontrando difficoltà di 7c+ e impiegando 21 ore e 15 minuti.

Nel 2008, inoltre, compie la prima salita in Colorado delle due vie sportive kryptonite (5.14c/d) e Flex Luthor (5.15a/9a+).

Alpinismo patagonico

Nel febbraio 2006 vola in Patagonia dove compie, sul monte Fitz Roy, la prima ripetizione e prima libera (7c) della via Linea di Eleganza assieme a Topher Donahue ed Erik Roed.
Otto anni più tardi, nel 2014, è di nuovo sul Fitz Roy per realizzarne dal 12 al 16 febbraio con Alex Honnold la prima traversata integrale, già tentata da parecchi alpinisti, salita che si svolge per 4000 m di dislivello su difficoltà fino al 7a (per questa salita i due alpinisti nel 2015 ricevono il Piolet d’Or).
Nel 2012 Caldwell si era dichiarato a favore della schiodatura della Via del Compressore sul Cerro Torre, già attuata da Hayden Kennedy e Jason Kruk.

Prima libera della Dawn Wall

Il 14 gennaio 2015 il suo nome torna a comparire sulle maggiori testate internazionali grazie all’impresa che realizza assieme a Kevin Jorgeson sulla Dawn Wall (El Capitan), salendo la via (gradata 5.14d/9a) in completa arrampicata libera dopo 19 giorni consecutivi di arrampicata, via che viene quindi considerata la più difficile arrampicata in libera su big wall del mondo.
Caldwell stava tentando tale progetto dall’autunno 2007 vedendo l’alternarsi di diversi compagni di cordata, e nel corso di 6 anni ha dovuto affrontare diverse difficoltà quali infortuni fisici e la chiusura del parco nazionale a causa dello shutdown del 2013. Prima di salire tutti i tiri in libera dal basso, li ha studiati e liberati uno ad uno, spesso calandosi dall’alto (anche da solo) o arrampicando di notte. La notizia ha una forte eco in tutto il mondo, a tal punto che anche il presidente degli Stati Uniti Barack Obama si congratula via Twitter con gli alpinisti.

Record di velocità su The Nose

Nella primavera del 2018 con Alex Honnold batte per tre volte il record di velocità di 2 ore 19 minuti e 44 secondi stabilito qualche mese prima da Brad Gobright e Jim Reynolds, riuscendo, il 6 giugno, ad abbattere il muro delle 2 ore e ad attestarsi su 1 ora 58 minuti e 7 secondi.

Media e divulgazione

  • Tommy Caldwell, Push. Un’esperienza oltre il limite, 2017. la sua autobiografia.
  • The Dawn Wall è un documentario realizzato da Josh Lowell e Peter Mortimer sulla sua impresa nell’arco di sei anni di salire la leggendaria parete del Dawn Wall in coppia con Kevin Jorgeson. È uscito negli Usa il 19 settembre 2018 e in Italia il 21 novembre 2018.
  • È athlete ambassador dell’Access Fund per il mantenimento della libertà di frequentazione delle aree naturali.

The Dawn Wall

The Dawn Wall è un film documentario del 2017 diretto da Josh Lowell e Peter Mortimer che racconta la vita dello scalatore statunitense Tommy Caldwell e in particolar modo la sua salita assieme a Kevin Jorgeson della parete Dawn Wall nel Parco nazionale di Yosemite nel corso di sei anni di studio e tentativi.

Trama

Il film è un documentario sull’impresa di Tommy Caldwell di scalare i 900 metri della Dawn Wall a El Capitan, nel Parco Nazionale dello Yosemite. Parte dalla sua infanzia, passando per l’adolescenza, la formazione, l’ideazione dell’impresa, la ricerca di un compagno e i tentativi spesi per realizzare il folle progetto, giungendo poi alla ascesa finale. Bambino timido e con alcuni deficit, Tommy viene cresciuto in modo avventuroso dal padre, che lo porta il più possibile in montagna e lo sprona a mettersi sempre alla prova.

In occasione della tappa cittadina di una competizione itinerante di arrampicata Tommy partecipa vincendo sia la gara open che quella riservata agli atleti, acquisendo improvvisa notorietà nel settore. Diventa uno degli arrampicatori più forti e insieme ad altri 3 arrampicatori – tra cui la sua fidanzata Beth Rodden – effettuano una spedizione sponsorizzata per arrampicare in Kirghizistan, dove però vengono sequestrati dal Fronte Nazionale Uzbeko. Dopo 6 giorni in fuga senza mangiare Caldwell spinge la loro guardia in burrone e i 4 riescono a fuggire e salvarsi.

Rimpatriati e acclamati come eroi mentre ancora devono metabolizzare lo choc, rimangono a lungo scossi. Tommy e Beth decidono di ripartire dalla loro “base sicura”, l’arrampicata, ma a solo un anno dagli avvenimenti del Kirghizistan, nel 2001, Tommy subisce un grave incidente domestico tagliandosi accidentalmente il dito indice della mano sinistra con una sega da banco.

Nonostante 3 operazioni chirurgiche in una settimana, alla fine Caldwell subisce l’amputazione di due falangi del dito, menomazione che avrebbe posto fine alla sua carriera di arrampicatore. Contro ogni pronostico invece attraverso un periodo di riabilitazione e di successivo adattamento dell’allenamento ritorna a scalare ai livelli pre-incidente.

Le avversità però non sono finite: Beth, nel frattempo divenuta sua moglie, entra in crisi ed alla fine i due si separano. Distrutto emotivamente da questo distacco Caldwell decide di dedicarsi a un folle progetto che potesse occupargli in modo totale la mente: scalare una parete fino ad allora ritenuta inscalabile, la Dawn Wall.

Trovato un compagno di avventura in Kevin Jorgeson, fortissimo boulderista ma digiuno di multipitch, Caldwell inizia ad attuare il suo progetto. Numerosi tentativi a più riprese attirano via via l’attenzione dei media, prima specializzati poi anche di quelli di massa. Durante innumerevoli tentativi i due arrampicatori riescono a chiudere gran parte dei 900 metri di parete ma rimangono irrisolti due passaggi che affronteranno nel tentativo finale di complessivi 19 giorni, a coronamento di un lavoro di 6 anni.

Ad acclamarli in cima ed in valle, la moglie e il figlio, i genitori, una folla di sostenitori, e un nugolo di giornalisti. Persino Obama dedica loro un tweet di congratulazioni. L’impresa è compiuta.

Tecniche di ripresa

Essendo vietato l’uso di droni nel Parco Nazionale, la troupe ha dovuto allestire un grande triangolo di corde sui 900 metri di parete, lungo i quali muoversi ed appendersi per riprendere le fasi dell’arrampicata.

Dati i lunghi tempi di posizionamento, dovevano mantenere la posizione anche tra un tentativo e l’altro, rimanendo per molte ore sospesi nel vuoto. Dato che gran parte dei tentativi più difficili venivano svolti di notte, alla ricerca delle migliori condizioni climatiche e di aderenza della roccia, l’attrezzatura utilizzata per l’illuminazione e le riprese si è avvantaggiata dell’evoluzione tecnologica nel corso dei 6 anni, con l’uso di luci a led sempre più leggere e di circa 10 diversi tipi di telecamera.

Il lavoro principale è opera del Direttore della fotografia, Bret Lowell.

foto copertina

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