Tra zero e ottomila di Diemberger, testo-monumento della letteratura di montagna

Uscito per la prima volta nel 1970 divenne subito punto di riferimento, segnò una svolta nella letteratura di montagna: non solo resoconti di salite ma narrazione avvincente. Nella nuova edizione Hoepli è stato rivisto dall'autore e arricchito di nuovi testi e apparati iconografici

Tra zero e ottomila di Kurt Diemberger rappresenta una svolta nella letteratura di montagna. Un punto di riferimento. Un libro che non si ferma a resoconti di salite ma apre a una narrazione avvincente. Un libro da leggere.

 

PREFAZIONE

L’Eigerwand non è fatta per gli uomini, e le sue slavine sono cieche. Sta al di là dei concetti di lotta e di vittoria, di vita e di morte. Sono gli uomini che hanno portato tutto ciò. Tra le cadute di sassi, le valanghe, nell’infuriare delle bufere, lottando all’ultimo limite della loro esistenza.

 

TRAMA

TRA ZERO E OTTOMILA DIEMBERGERChissà se riusciremo davvero a presentarlo al Festival di Trento, ci si chiede un po’ assonnati nella soffitta di via Crispi, alla periferia di Varese, mentre alle due di notte Diemberger e i suoi amici registrano la colonna sonora de La Grande Cresta di Peutérey. In quei quattrocentocinquanta metri di pellicola a colori è racchiusa un’impresa per pochi, tentata invano persino da Hermann Buhl e Gaston Rébuffat: otto chilometri di scalata sulla via più lunga delle Alpi.
Cinque giorni fuori dal mondo che, come ovvio, conquisteranno la temuta giuria all’undicesima edizione del festival (1962). Siamo nel cuore dell’Epoca d’oro del Sesto grado e Diemberger si muove da protagonista, non solo come campione dell’esplorazione verticale, ma anche come regista, fotografo, scrittore, conferenziere e acuto divulgatore alle prese con scogliere sul mare, mappe imprecise, ghiacciai, sguardi di altri mondi e indimenticabili compagni di cordata. Tra zero è ottomila racconta quegli anni irripetibili dove tutto è ancora “da fare”, dove tutto è ancora una scoperta anche se non certo a portata di mano.
Uscito per la prima volta cinquanta anni fa (1970) – e qui rivisto dall’autore e arricchito da nuovi testi e apparati iconografici – è questo un testo-monumento della letteratura di montagna, che ha sedotto generazioni di lettori-alpinisti portandoli via su cime dai nomi fiabeschi, il Broad Peak il Dhaulagiri, il Chogolisa, il Tirich Mir, e lungo tante altre tappe di una vita che è storia dell’alpinismo.

 

AUTORE

Kurt Diemberger nasce a Villach, in Carinzia, nel 1932. Alpinista di fama internazionale, è l’unico in vita ad aver salito due ottomila in prima assoluta. Vincitore nel 2013 del Piolet d’Or alla carriera, ha compiuto innumerevoli scalate su pareti vergini e in invernale. Ha portato la sua pesante Arrifl ex sulle cime più alte del pianeta per girare indimenticabili racconti di scalata; con Julie Tullis ha dato vita al leggendario The highest film team in the world. Tra i suoi libri più noti Il settimo senso, Enigma Himalaya, K2 il nodo infinito. Oggi vive sulle colline di Bologna e compie continui viaggi per replicare le sue trascinanti conferenze, sempre applaudite da folti pubblici di estimatori.

 

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Genere: Libro
Lingua: Italiano
EditoreHOEPLI
Pubblicazione
: 06/2020
Collana: STELLE ALPINE
Pagine: 388
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