Una delle vittime: La montagna è la casa degli animali. Non uccidete l’orso

Anche gli ambientalisti contro l'ordinanza di abbattimento dell'orso in Trentino

Aggressione orso: il presidente della Provincia autonoma di Trento ha firmato l’ordinanza con la quale dà mandato al Corpo forestale provinciale di monitorare in maniera intensiva l’area dove si è verificato l’incidente di cui sono rimasti vittime due uomini, identificare l’orso responsabile e procedere con quanto previsto dalla lettera k) del piano Pacobace (abbattimento).

Ricordiamo che l’orso ha aggredito nei giorni scorsi due persone, padre e figlio, su Monte Peller (Val di Non).

abbattimento orso trentino

 

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Gli ambientalisti

L’ordinanza ha scatenato le reazioni degli animalisti e degli ambientalisti. L’Oipa Italia ha già annunciato che presenterà un ricorso al Tar.

La posizione della Lav Siamo pronti a fare il possibile per opporci ad una nuova ingiustizia e per tutelare come sempre, anche nelle aule dei tribunali, il diritto a vivere liberi, nei loro boschi, di questi splendidi animali.

 

La Lega Antivisezione No al Far West. Esistono delle regole dettate dal piano d’azione (Pacobace) che non possono essere calpestate a piacimento da politici in cerca di visibilità. Ci si concentri invece sul risalire alla corretta dinamica dell’incontro ravvicinato.

 

Cento per cento animalisti Non pareva vero a Fugatti. Il politico leghista nelle prossime ore emanerà un’ordinanza per poter giustiziare il povero animale. La storia nella terra sanguinaria si ripete, Daniza, KJ2, M49…

 

I Verdi del Trentino Non si è trattato di una aggressione deliberata da parte dell’orso. La decisione di sopprimerlo non rientra assolutamente né eticamente né etologicamente in quelle possibili. È solo l’espressione di un’inammissibilescelta crudele e di scarse conoscenze scientifiche. È la reazione a caldo che non ci si aspetta da chi deve gestire con saggezza e lungimiranza ciò che avviene in un territorio e che riguarda sia gli umani che gli animali”. Questo il duro commento che arriva dai Verdi del Trentino.

 

leggi anche Orso su Monte Peller aggredisce padre e figlio

 

L’aggressione dell’orso

La decisione viene dopo l’aggressione di un plantigrado: vittime dell’episodio, l’altro ieri sul monte Peller, sono stati Fabio Misseroni (59 anni) e il figlio Christian (28 anni). Entrambi cacciatori, si stavano recando in quota per portare del materiale: avevano lasciato l’auto in località Verdè e si erano incamminati sul sentiero.

A dire no all’uccisione dell’orso (forse una femmina che difendeva i suoi cucciolo) anche uno dei due aggrediti.

Fabio Massironi, macellaio a Cles, è stato dimesso dall’ospedale di Cles con una ingessatura. Il figlio Christian sta meglio, ma ha una gamba fasciata, mentre l’impronta dei quattro denti dell’orso, da una parte e dall’altra del polpaccio, è ancora visibile.

 

Il racconto

Il ragazzo dice:

Era quasi sicuramente un orso adulto, in piedi era più alto di me. Per due volte ho provato a girargli la faccia con le gambe, ma la seconda volta mi ha preso il polpaccio, senza prendermi l’osso per fortuna. Con la potenza, però, è riuscito a alzarmi di peso e mi ha spostato per due metri. In quell’attimo è subentrato mio padre, voleva difendermi.
Ricordo che mi ha preso per la maglia per tirarmi indietro e l’orso si è avventato contro di lui con maggior ferocia.
Mio papà è stato morso alla gamba e gli si è spaccato l’osso in tre parti. Io non sapevo più cosa fare, sono tornato in piedi e mi sono messo a urlare agitando le braccia per farmi più grande.
In quell’attimo l’orso ha lasciato la presa da mio padre, che un secondo dopo è riuscito a scivolare fuori dall’orso e saltare in piedi, facendo come me con le braccia. L’orso ha fatto un salto indietro ed è scappato.
Ma la montagna è la casa degli animali. Non credo sia necessario abbattere gli orsi. Piuttosto penso che ci sarebbe bisogno di una gestione diversa.

corriere.it

Un Commento

  1. I due cacciatori portavano materiale in quota….quale materiale? io penso sempre male ma spesso ci azzecco (come diceva sempre il divo Giulio)

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