Val Gardena, il Rifugio Firenze sarà demolito e ricostruito

Per lo storico presidio investimento della Provincia autonoma di Bolzano di 10 milioni di euro

La Provincia Autonoma di Bolzano ha approvato il programma planivolumetrico per la demolizione e ricostruzione del Rifugio Firenze (Regensburgerhütte), storico presidio alpino in Val Gardena.
Il Rifugio Firenze, costruito nel 1888, è uno dei rifugi storici delle Dolomiti. Dal 2010 è di proprietà della Provincia autonoma di Bolzano.

“L’intervento prevede un investimento complessivo di 10,45 milioni di euro e consentirà di dotare la struttura di standard moderni sotto il profilo della sicurezza, della sostenibilità ambientale, della funzionalità e della qualità dell’accoglienza”, sottolineano dalla Provincia.

Il nuovo Rifugio Firenze

Le verifiche tecniche e lo studio di fattibilità hanno evidenziato come gli edifici esistenti presentino rilevanti criticità statiche e antincendio e non risultino più adeguati alle normative vigenti. Dall’analisi è emerso inoltre che un intervento di risanamento completo non sarebbe sostenibile né dal punto di vista tecnico né economico. Per questo motivo è stata scelta la soluzione che prevede la demolizione delle strutture esistenti e la costruzione di un nuovo edificio compatto.

Il nuovo rifugio sarà realizzato principalmente in legno, reinterpretando l’architettura dei tradizionali rifugi alpini. Il progetto comprende inoltre sistemi energetici sostenibili, tra cui un impianto fotovoltaico e un impianto a pellet, e prevede una capacità ricettiva di 79 posti letto oltre a circa 308 metri quadrati di superfici accessorie.

La ricostruzione del Rifugio Firenze consentirà di preservarne il valore storico e paesaggistico, assicurandone al tempo stesso la piena funzionalità e l’utilizzo da parte delle future generazioni di escursionisti.

Con la delibera approvata, la Giunta provinciale ha dato il via alle successive fasi di progettazione e realizzazione dell’opera, confermando la copertura finanziaria dell’intero intervento attraverso le risorse già disponibili nel bilancio provinciale.

12 Commenti

  1. Da frequentatore assiduo delle valli ladine da oltre 40 anni auspico che, nel rispetto delle norme vigenti, la ricostruzione NON AUMENTI LA VOLUMETRIA e che la nuova costruzione si inserisca pienamente nell’ambiente evitando estetiche futuristiche alla ricerca di non si sa bene quale modernità.

  2. Sono assolutamente d’accordo con il sig Tameni.. Quando sento parlare di innovazione e riqualificazione..rabbrividisco..e mi dico:”Ecco qua, un altro edificio, struttura abnorme verrà a cancellare un pezzo di storia; un rifugio che io conobbi che avevo 14 anni, (ora sono anziana), e che ha contribuito a formare il mio amore per la montagna, con le marmotte vicino che vidi per la prima volta…. Però poi mettete i cancelli sui sentieri e vi lamentate dei troppi turisti….e, invece di farci vivere realmente quei posti pieni di storia e racconti li abbattete e magari, NEL MUSEO, vedremo qualche foto di come eravamo…ma ..nel museo!!! Che tristezza!!!

  3. Ennesima speculazione volta ad aumentare gli incassi del rifugio già preso d’assalto dai vacanzieri che salgono con la cabinovia. Il rifugio funziona benissimo per quanto vetusto e l’investimento è indecente. Abbiate almeno la decenza di non chiamarlo rifugio adesso. Chiamatelo hotel ristorante Firenze

  4. Sono perfettamente d’accordo con gli altri commentatori.
    Chi è al.potere decide solo ed esclusivamente nell’ interesse di speculare sempre di più a danno del valore storico e tradizionale che ha reso così unici questi luoghi.
    Il danno provocato dal continuo disboscamento, a scapito di biodiversità e fauna e dalla sempre maggiore cementificazione, sono una profonda ferita per i veri amanti della natura e della montagna.
    Il vantaggio, anche se vogliono mascherarlo dietro a questa o quella norma di sicurezza od altro, è solo delle varie amministrazioni di turno che non fanno che inventare pretesti per depredare e sfruttare un dono della natura, ormai esausta e delapidata.
    Sono molto delusa ed amareggiata.
    Forse certa gente di potere dovrebbe fare un passo indietro e riscoprire quale immenso valore sia preservare e tutelare ciò che ci è stato donato ed appartiene a tutti.

  5. I rifugi vanno bene così come sono. Devono tornare come una volta, pasti essenziali, niente docce.
    Sono un luogo dove ripararsi dove trovare l essenziale non un alberghi dall’ alta quota.
    Over turismo vade retro dalle montagne.
    Enrico Bonturi
    Caldiero Vr

  6. Sono totalmente d’accordo con il signor Tameni. Anch’io frequento la zona da davvero tantissimi anni e mi addolora moltissimo leggere che la provincia ha deciso di abbatterlo per costruirne uno più moderno e adeguato alle normative vigenti.
    Leggo che verrà costruito totalmente in legno… Sostenibile certamente, pannelli solari anche, ma ero affezionata all’estetica attuale… Che poi è quella tipica dei rifugi montani tout court.
    E i 79 posti letto mi fanno pensare a uno stravolgimento volumetrico totale, purtroppo.
    Speriamo non diventi un hotel a 5 stelle, come purtroppo troppi in zona.

  7. Sono addolorato che si continui a snaturare un territorio ove già ogni vecchio fienile è divenuto una guest house o un ristorante, ci pentiremo di tutte queste speculazioni

    1. Ho 78 anni e mi ricordo benissimo quando i rifugi erano veramente rifugi oggi purtroppo sono diventati hotel
      Il rifugio Firenze era u o dei pochi a chiamarsi ancora rifugio.
      Che peccato trasformarlo…

  8. Buongiorno io essendo un frequentatore della zona per 27 anni sono tornato tutti gli anni d”estate al rifugio firenze scendendo dal rifugio del seceda andando verso Selva ho trovato sempre un’ottima accoglienza e non mi e’ sembrato obsoleto.
    Mi meraviglia , essendo del settore, che si voglia abbattere per problemi anche di incendio. Il firenze e’ costruito in pietra quindi materiale ignifugo; ora si pensa di ricostruirlo in legno anche se ignifugo. Penso che diventi come quello demolito e ricostruito al passo sella ai piedi del sasso lungo il quale e’ diventato un albergo ristorante con prezzi da resort stellato come del resto SELVA.
    Certo sono veramente dispiaciuto e spero di sbagliarmi pensando al piatto di spaghetti al ragu’ di cacciagione che si mangia al firenze e alle altre semplici specialita’ del rifugio.
    Speriamo che salvino la casina storica a fianco del rifugio come memoria storica.
    Certo che il progresso distruttivo ha raggiunto anche le dolomiti ovvero le piu’ belle montagne del mondo.

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