Ostello di Campo Imperatore verso la riapertura, si cerca il nuovo gestore

Pubblicato sui siti del Comune dell’Aquila e del Centro Turistico del Gran Sasso l’avviso per raccogliere le manifestazioni di interesse degli operatori da invitare alla successiva procedura per l’affidamento in concessione dell’Ostello di Campo Imperatore.
L’iniziativa, promossa dal Centro Turistico del Gran Sasso, riguarda la struttura di proprietà comunale e punta a individuare il futuro gestore in vista della prossima stagione turistica.

La concessione

La concessione, una volta perfezionata, avrà una durata di nove anni, con possibilità di rinnovo previa autorizzazione formale.
Le manifestazioni di interesse dovranno essere presentate entro le 12 del 17 ottobre, secondo le modalità indicate nell’avviso.

“L’avviso per la gestione dell’Ostello di Campo Imperatore si inserisce nel percorso che stiamo portando avanti per accompagnare la conclusione dei lavori e arrivare preparati alla prossima stagione”, dichiarano i consiglieri comunali Livio Vittorini e Luigi Faccia. Il completamento dell’intervento è previsto entro la fine di ottobre. Vittorini e Faccia richiamano anche gli altri interventi in corso nell’area di Campo Imperatore, dall’albergo alla funivia fino al tunnel di collegamento.

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“Con la pubblicazione dell’avviso facciamo un passo concreto verso la riapertura e la piena valorizzazione dell’Ostello – aggiunge l’amministratore unico del Centro Turistico del Gran Sasso, Gianluca Museo -. La manifestazione di interesse ci consentirà di raccogliere le disponibilità degli operatori e di prepararci per tempo alla successiva fase di selezione”

Albergo Campo Imperatore

L’Hotel Campo Imperatore, noto anche come Albergo di Campo Imperatore, già Albergo Amedeo di Savoia Duca d’Aosta, è una struttura alberghiera posta sulla sommità dell’altopiano di Campo Imperatore, a quota 2.130 m sulle pendici di Monte Portella, nel massiccio del Gran Sasso d’Italia, all’interno del territorio comunale dell’Aquila. Venne realizzato negli anni trenta su progetto dell’ingegnere piemontese Vittorio Bonadè Bottino, autore negli stessi anni delle strutture alberghiere a Sestriere e dell’hotel Principi di Piemonte a Torino.
La struttura è famosa per essere stata, tra il 28 agosto e il 12 settembre 1943, la prigione di Benito Mussolini in seguito all’Armistizio di Cassibile, sino alla sua liberazione avvenuta per opera delle forze armate tedesche. Sino ad oggi purtroppo la bella struttura è chiusa e in visibile stato di degrado; gli escursionisti sono accolti dall’ostello Campo Imperatore, la principale struttura ricettiva dell’omonima stazione sciistica, nonché punto di partenza per l’escursionismo sul versante occidentale del Gran Sasso.

Un po’ di storia

La realizzazione dell’albergo si inserisce in un più ampio progetto di sviluppo turistico e sportivo dell’Aquila e del suo comprensorio promosso dal fascismo a partire dagli anni trenta del XX secolo. Tra il 1931 e il 1934, venne studiata la realizzazione di un impianto a fune per collegare la conca aquilana e in particolare Assergi, precedentemente unificato al territorio comunale del capoluogo nell’ambito dell’operazione detta della “Grande Aquila”, con il versante occidentale del Gran Sasso; il progetto originario prevedeva due tratte dalla lunghezza complessiva di 4.500 metri e l’arrivo a Campo Pericoli, alle pendici del monte Aquila, di cui venne tuttavia realizzato solo il primo troncone per Campo Imperatore.

Nel 1934, nei pressi della stazione di monte della funivia e su un terreno donato all’amministrazione comunale da Alfonso Dragonetti De Torres, marchese di Pizzoli e patrizio dell’Aquila, venne realizzato un grande e moderno albergo per garantire ospitalità ai turisti del complesso, stimati in 30.000 annui.

Nel 1943…

L’albergo tuttavia divenne celebre soprattutto nel 1943, allorché in seguito alla caduta del fascismo e al conseguente arresto di Mussolini, venne scelto come prigione per l’ex capo del Governo in attesa di consegnarlo alle forze alleate. Mussolini fu portato a Campo Imperatore il 28 agosto dopo essere già stato tenuto prigioniero nelle isola di Ponza e della Maddalena, a differenza delle quali il Gran Sasso appariva un luogo più sicuro e inaccessibile, tanto che ivi il duce, sentendosi finito, tentò di uccidersi tagliandosi le vene. Il 12 settembre, invece, con un’azione a sorpresa che prese il nome di Operazione Quercia, alcuni alianti con un centinaio di paracadutisti tedeschi riuscirono ad atterrare nella piana davanti all’albergo e a liberare il prigioniero, tra lo stupore e il disorientamento dei soldati italiani che non ostacolarono in alcun modo l’operazione.

Nel dopoguerra l’albergo venne più volte riammodernato e affiancato da altre strutture ricettive, tra cui un ostello. Non ha subito danneggiamenti dal terremoto del 2009 ed è tuttora funzionante, sebbene attualmente chiuso poiché si trova in fase di ristrutturazione.

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