Abruzzo: fuoripista con Polizza RC obbligatoria, si va verso il sì in Consiglio

In Regione convocato un Tavolo tecnico allargato agli operatori e ai gestori degli impianti sciistici. La Commissione Territorio ha già approvato le modifiche alla Legge regionale 24 del 2005. Acceso dibattito tra fautori e contrari 

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In Abruzzo ci si sta muovendo sul doppio binario del soccorso alpino a pagamento e nuove norme per lo scialpinismo. Convocato per i prossimi giorni in Regione, infatti, un tavolo tecnico allargato agli operatori del settore e ai gestori degli impianti sciistici. All’ordine del giorno la legge ad hoc che disciplina nella fattispecie la pratica dello scialpinismo. In poche parole si parla della modifica alla legge regionale 24 del 2005.

Gli addetti ai lavori sperano che si possa giungere entro l’inizio della stagione invernale all’approvazione, dopo che ha avuto il varo in Commissione Territorio il mese scorso, in Consiglio regionale. Cosa cambierà?

Si consentirà lo scialpinismo, compresi fuoripista ovviamente, quindi ovunque (anche in caso di alto rischio valanghe e in zone dove le slavine eventualmente staccate possano insistere su piste poste più a valle), imponendo la stipula di un’assicurazione e l’attrezzatura idonea per praticare tale disciplina sportiva.

In regione, come ben si può intuire, si è acceso un bel dibattito tra i fautori ed i contrari. C’è chi plaude all’iniziativa perché ne vede un’espansione della pratica sportiva con tutti i risvolti positivi per un territorio. Ma c’è chi vuole un distinguo con chi pratica scialpinismo in zone meno rischiose e che con la nuova norma verrà comunque costretto a stipulare la polizza. C’è anche chi storce il naso dicendo che ciò farà aumentare vertiginosamente i premi delle assicurazioni. Ma soprattutto i molti dicono che tutto ciò vieta la libertà di scelta e di azione divenendo vincolate alla stipula di un’assicurazione. Così come c’è chi crede che in questo modo si riesce a mediare le problematiche di responsabilità in capo agli amministratori pubblici. Ecc, ecc.

 

Riportiamo le normative vecchia e nuova pubblicate sul Blog di Alessandro Gogna.

 

Questo il testo della vecchia legge (al momento ancora in vigore):
Art. 99 Sci fuoripista e scialpinismo

Art. 1. Il concessionario e il gestore dell’area sciabile attrezzata, o di parte di essa, non sono responsabili di incidenti che possano verificarsi nei percorsi fuoripista anche se accessibili dagli impianti di propria competenza, purché sugli stessi sia apposta idonea segnaletica di divieto di accesso o di pericolo di frane o valanghe.

Art. 2. E’ sempre vietato lo sci fuoripista lungo pendii interessati attivamente o passivamente da rischio di eventi valanghivi potenzialmente connessi con l’area sciabile attrezzata.

Art. 3. In ogni caso, i praticanti dello scialpinismo devono munirsi, laddove le condizioni climatiche e della neve favoriscano evidenti rischi di eventi valanghivi, di appositi sistemi tecnici ed elettronici per il rilevamento e il soccorso.

Art. 4. Quanto disposto nel presente articolo deve essere indicato sulla documentazione d’informazione all’utente, e indicato su cartelli esposti presso le stazioni di partenza e arrivo degli impianti di risalita.

 

Il nuovo progetto di legge:

Art. 1 (Sostituzione dell’art. 99 della L.R. 8 marzo 2005, n. 24)
1. L’articolo 99 della L.R. 8 marzo 2005, n. 24 (Testo Unico in materia di sistemi di trasporto a mezzo di impianti a fune, o ad essi assimilati, piste da sci ed infrastrutture accessorie.) è sostituito dal seguente:

Art. 99 (Sci fuoripista, scialpinismo, alpinismo ed escursionismo invernale)

  1. Il concessionario e il gestore dell’area sciabile attrezzata, o di parte di essa, non sono responsabili di incidenti che possano verificarsi nei percorsi fuoripista accessibili dagli impianti di propria competenza o ai di fuori delle piste individuate ai sensi della presente legge, purché sugli stessi impianti sia apposta idonea segnaletica di pericolo di frane o valanghe.
  2. Lo sci fuoripista, lo scialpinismo e l’alpinismo […], è consentito soltanto se si è muniti di Apparecchio di Ricerca dei Travolti in Valanga (ARTVA), Pala e Sonda per garantire un idoneo e tempestivo intervento di soccorso e se si è stipulata apposita assicurazione di Responsabilità Civile da esibire, a richiesta, alle Autorità preposte al controllo.
  3. Le precisazioni di cui al comma 2 devono essere riportate sulla documentazione di informazione all’utente e indicate su cartelli esposti presso le stazioni di partenza ed arrivo degli impianti di risalita, come da Allegato B alla presente legge. La documentazione di informazione all’utente e i cartelli sono predisposti dal concessionario e dal gestore dell’area sciabile attrezzata.

Art. 2 (Modifica all’art. 105 della L.R. n. 24/2005)
1. Alla lettera c) del comma 1 dell’art. 105 della L.R. n. 24/2015 sono aggiunte, infine, le seguenti parole: “In caso di violazione delle prescrizioni di cui al comma 2 dell’art. 99, si applica la sanzione amministrativa nell’importo massimo di €. 250.”

Art. 3 (Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sul BURAT.

 

3 Commenti

  1. …..se si è stipulata apposita assicurazione di Responsabilità Civile da esibire, a richiesta, alle Autorità preposte al controllo…….
    Ogni uno è libero di farne quello che vuole della propria vita (io ritengo che ne è solo Dio il padrone), il problema è che non deve essere “pantalone” a pagare per gli “sfizi” di bulletti, incoscienti ed incapaci. Quello che manca e che è a mio avviso è indispensabile un “corso con esame” per esercitare il fuoripista e l’ arrampicata. Spiego perché: lo sciatore della domenica anche se riesce a portare gli sci in condizioni normali, su pista battute, nel fuoripista intervengono altre regole che devono essere acquisite prima sui banchi di scuola, per non farsi e far male agli altri, vedi scelta percorso, ora del giorno più favorevole, ecc…. Idem, per l’ andare in montagna fuori dai sentieri segnati, l’ arrampicata. L’ acquisire nozioni in aula indispensabili per non arrecare danno a se ed agli altri, calcolo dei tempi di uscita dalle “vie”, ruzzolamento di sassi e materiali perdita di attrezzatura in parete, equipaggiamento, ecc… . Senza queste regole avremmo fatto di nuovo una “cosicchia” a metà. Ai gestori degli impianti potrebbe, anzi dovrebbe essere richiesto l’ obbligo di installazione di telecamere nei punti di attacco del fuoripista.
    loreto bartolomei
    maestro di sci a riposo

  2. Questa mia proposta è avversata da molti, molti nell’ ombra in riunioni a mo’ di “carbonari” anche in riunioni in regione, la deridono, osteggiano. Se non sei d’accordo, tu, perché non la contesti alla luce del sole intervenendo (nome e cognome) su queste pagine? Vi sono argomenti indicibili da difendere? Interessi notevoli da salvaguardare? A favore di chi? Mi dicono ad esempio che a Preturo luogo di partenza-arrivo degli elicotteri vi è fisso un uomo del Soccorso Alpino reperibile, visto però che all’ Aquila vi è il gruppo di Soccorso della Guardia di Finanza, ragazzi preparatissimi, lo fanno di professione e tanta passione, perché non viene effettuata da questi ultimi la reperibilità che sarebbe a costo ZERO??? Non ultimo, il fenomeno “rimborso spese” negli interventi, una curiosità, a quanto ammonta per ogni membro l’ anno? Mi fermo qui. Aspetto fiducioso. loreto bartolomei

  3. Da Facebook

    Loreto Bartolomeio scrive:
    25 settembre 2015 alle 22:27
    Notevole passo in avanti. Non più a spasso con l’ elicottero senza pagare “pegno”. Ma l’ Abruzzo deve fare meglio, bene i corsi già programmati ai quali tutti gli appassionati della montagna devono partecipare, a fine corso deve esserci una prova con giudizio che deve essere positivo. Gli appassionati della montagna, di fuori regione, che frequenteranno le montagne Abruzzesi dovranno dimostrare di aver frequentato corsi simili a quello che si terrà prossimamente in regione ed in mancanza di questo dovranno, per arrampicate fuori dai sentieri segnalati, affidarsi a guide alpine e/o accompagnatori di media montagna, che li accompagnano in tutta sicurezza. Obbligatoria dovrà essere la stipula di una polizza assicurativa per garantire il pagamento delle spese eventuali di soccorso. Per ultimo, sicuramente il più importante, il soccorso deve tornare nelle mani espertissime e competenti delle varie “Fiamme” Carabinieri, Finanza, Forestale, Polizia, Vigili del Fuoco ecc… corpi presenti sul territorio (almeno uno). Questi Corpi svolgono anche compiti di Polizia Giudiziaria indispensabile per accertare e certificare eventuali negligenze delle persone soccorse, negligenze che determinano il pagamento degli interventi. Solo la loro assidua presenza in montagna, scoraggia chi vorrebbe infrangere le giuste regole. loreto bartolomei maestro di sci a riposo.
    Oggi Domenica del Signore 27/09/2015
    Ad oggi non è stato postato nessun commento da alcuni “piazzaroli” di Pietracamela (4/5), piazzaroli si, capaci di star seduti ed oziare tutto il giorno, prima in piazza, ora all’ ombra di tre cipressi argentati, solo per invidie e rivalità “fenciullesche” hanno denigrato la giusta proposta del nostro compaesano Paolo De Luca. Paolo, primo propositore e grande sostenitore in Italia, della legge che ora tutte le Regioni vanno facendo propria, con qualche sfumatura ma tutte nel solcoIo della sua proposta iniziale. In alcune di esse è gia legge. Io indegnamente ho arricchito la proposta di Paolo con la obbligatorietà, da parte i frequentatori delle pareti del G. Sasso, la partecipazione ad un preventivo corso con esame positivo per chi vuole arrampicare, una assicurazione obbligatoria per il pagamento delle spese del soccorso ed infine che le squadre delle Forze di Polizia, Carabinieri, Polizia, Forestale, Vigili del Fuoco ecc….. operino per il recupero negli incidentati, facciano parte delle squadre operanti con l’ elissoccorso ed a piedi, in subordine squadre civili, e solo in subordine. Chi va in montagna deve imparare ad usare i professionisti, le guide alpine e gli accompagnatori di m-m, abilitati a salire tutte le strade, dalle semplici fino a quelle difficili in piena sicurezza, usiamo questi professionisti, che ci aspettano a braccia aperte, per farci divertire e non per recuperare quello che è di “”irrecuperabile””. Dimenticavo, noi, io è Paolo lo ammettiamo, non sappiamo giocare a “tresette col morto ed a centocinquantuno”. loreto bartolomei

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