Pubblicato il: Mar, Giu 18th, 2019

Carovana delle Alpi 2019, promossi e bocciati Legambiente

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Tutela della biodiversità a rischio, valorizzazione dell’agricoltura e delle antiche tradizioni, ma anche mobilità sostenibile, efficienza energetica e didattica innovativa al centro delle pratiche virtuose dell’arco alpino premiate con le Bandiere Verdi 2019 di Legambiente.

Assegnati 17 riconoscimenti, il primato al Piemonte seguito dal Veneto. Tra i premiati il CRAS di Bernezzo (CN) che salva e cura animali selvatici in difficoltà e i comuni di Rocca Pietore e Feltre impegnati per risollevare i loro territori colpiti dalla tempesta Vaia.

Continuano però le aggressioni alla montagna: 8 le bandiere nere. New entry la prima bandiera grigia per ammonire quelle ipotesi progettuali negative per l’ambiente-

Nell’arco alpino le buone pratiche sono in costante crescita. Quest’anno sono ben 17 le bandiere verdi assegnate da Legambiente, due in più rispetto allo scorso anno, e che premiamo l’impegno di cittadini, associazioni e comuni, nel tutelare e valorizzare in chiave sostenibile ed ecofriendly le Alpi, fronteggiando con intelligenza gli effetti sempre più pesanti dei cambiamenti climatici. Tutela della biodiversità a rischio, sostenibilità ambientale e mobilità dolce, turismo slow, ma anche efficienza energetica e didattica innovativa i temi al centro delle 17 bandiere verdi 2019 che ben testimoniano la voglia di un futuro sempre più green e innovativo che si respira in questi territori montani, oggi sempre più fragili per via dei cambiamenti climatici. Per questo è fondamentale mettere in campo azioni ad hoc, ma anche ripensare la gestione del territorio e replicare quelle esperienze virtuose che vanno in questa direzione.

Tra le buone pratiche segnalate da Legambiente si va ad esempio dall’impegno portato avanti dal CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) di Bernezzo, in provincia di Cuneo, che dal 2001 recupera, cura e riabilita esemplari di ogni specie di fauna selvatica ritrovati in difficoltà dalle aquile ai cerbiatti, alle azioni messe in campo dal comune di Merano (BZ) per la valorizzazione in ambito urbano della biodiversità e dei servizi ecosistemici ad essa collegati attraverso interventi normativi ad hoc (come tetti verdi biodiversi e tutelare gli alberi di grandi dimensioni). Interventi e buone pratiche volte alla mitigazione degli effetti climatici arrivano da Chamois (AO), unico comune italiano non raggiunto dalle auto che si sta impegnando nella progettazione di una Comunità energetica oil free producendo in modo autonomo e principalmente da fonti rinnovabili. Dall’amministrazione comunale di Besenello (TN) per l’impegno profuso negli ultimi anni nel sensibilizzare la comunità locale al problema dell’inquinamento da traffico e sull’assurdità della costruzione dell’autostrada A31 Valdastico Nord per la parte veneta.

C’è poi chi cerca di tutela la biodiversità agricola conservando antiche varietà orticole come accade a Forni Avoltri (Ud), in Friuli, con la cooperativa COOPMONT di Collina formata da un gruppo di giovani che coltivano il Cjaput (il cavolo cappuccio). Sui monti Lessini (VR), invece, si mantengono in vita tradizioni locali come la transumanza e l’allestimento delle carbonare. In Veneto bandiera verde per i comuni di Rocca Pietore e Feltre (BL) rispettivamente per l’impegno portato avanti nel restituire centralità alle montagne, ai servizi e per l’aver messo in campo  attività di ripristino delle condizioni di sicurezza di edifici ed infrastrutture in seguito alla tempesta Vaia. Non mancano i buoni esempi di mobilità sostenibile come il progetto “Bouzaté” (Muoviti) ideato e proposto da un cittadino, Daniel Vallet, del Comune di Charvensod (AO), per incentivare la mobilità sostenibile casa/lavoro/casa e che l’amministrazione sta prendendo in considerzione. Nel bergamasco è stato completato il percorso delle piste ciclabili delle valli bergamasche, particolarmente utile in un contesto caratterizzato esclusivamente da grandi infrastrutture trasportistiche. Il percorso ciclabile si estende per circa 100km che unisce il fascino del paesaggio montano con quello delle antiche ferrovie scavate nella roccia. Mobilità e turismo dolce caratterizzano anche le bandiere verdi assegnate all’Associazione Sentieri Alta Val Malone (TO) e alla Cooperativa “La Scluse” che ha riaperto la stazione ferroviaria dismessa di Chiusaforte in Friuli.

Storie virtuose premiate oggi da Legambiente con le tradizionali bandiere verdi nel corso della due giorni del V summit di Carovana delle Alpi organizzato a Valdieri, in provincia di Cuneo, presso la sede del Parco Aree protette Alpi Marittime e raccolte nel report pubblicato sul sito dell’associazione. A livello regionale, quest’anno è il Piemonte a conquistare più bandiere verdi (5), seguito da Veneto (4), Lombardia (2), Valle D’Aosta (2), e Friuli Venezia Giulia (2) tutte e tre a pari merito, una al Trentino, una all’Alto Adige. Non mancano però le aggressioni all’arco alpino che l’associazione ambientalista denuncia anche quest’anno assegnando 8 bandiere nere (due in più rispetto a quelle dello scorso anno) per scelte obsolete di gestione del territorio e così distribuite: Piemonte (2), Lombardia (2),  Valle D’Aosta (1), Alto Adige (1), Trentino (1) Friuli Venezia Giulia (1). New entry in questa edizione 2019 è la prima bandiera grigia una sorta di “cartellino giallo”, di ammonimento che l’associazione dà alle “ipotesi progettuali negative per l’ambiente”. La prima è andata al dirigente sportivo Enzo Cainero per l’intenzione di portare una tappa del giro d’Italia 2021 sul Monte Lussari, località montana di grande pregio storico e naturalistico, prevedendo l’arrivo in vetta.

“Oggi ai territori montani – spiega Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente – viene chiesto di fronteggiare con intelligenza gli effetti sempre più pesanti dei cambiamenti climatici. Com’è noto nelle Alpi essi sono più consistenti che altrove, infatti, ogni grado centigrado in più registrato nelle terre emerse corrisponde a un +2° sulle Alpi. Per questo è importante mettere in campo azioni virtuose e sostenibili che tutelino e valorizzano davvero l’Arco Alpino e le buone pratiche premiate oggi dimostrano che ciò è possibile. Anzi si tratta di esempi virtuosi che meritano di essere replicati su tutto il territorio”.

“Sul clima – ha aggiunto Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente –  si sta facendo troppo poco e troppo lentamente, anche nelle montagne che pure risentono sempre di più dei cambiamenti climatici. Lo scioglimento dei ghiacciai e la biodiversità a rischio sono il primo campanello d’allarme di un problema che ha una portata internazionale e sul quale bisogna intervenire al più presto in maniera sinergica e con politiche sempre più mirati. Il nostro Paese deve approvare quanto prima un piano di adattamento ai cambiamenti climatici che abbia tra le sue priorità proprio i territori montani. In modo da diffondere in tutta Italia le pratiche virtuose premiate oggi, aiutando i territori che investono in manutenzione del territorio, gestione virtuosa dell’acqua, in una agricoltura di qualità capace di adattarsi a un clima che sta già cambiando. In parallelo la sfida è di aprire finalmente le porte a un modello energetico distribuito e rinnovabile, il solo capace oggi di tenere assieme l’impegno nel fermare i cambiamenti climatici con la creazione di opportunità per tutti i territori, dalle Alpi alle pianure, le famiglie e le imprese”.

Bandiere verdi: Oltre alle buone pratiche citate prime, in Piemonte  il vessillo green è andato al Monviso Institute, situato ad Ostana (CN), per l’impegno nello sviluppo e nella comunicazione di progetti sostenibili anche attraverso nuove forme di sperimentazione e per l’approccio organico dal punto di vista architettonico, agricolo, sociale, turistico, didattico. All’associazione Sentieri Alta Val Malone (TO) per  un progetto di sviluppo locale che ha al centro il recupero della viabilità pedonale della valle.  Ad oggi sono stati recuperati e segnati 42 percorsi e il motto dell’associazione è “sentieri per andare lontano”.  Al Gruppo di cittadini volontari delle “Giornate della manutenzione territoriale” sulla Serra di Chiaverano (TO) per le attività di volontariato volte alla messa in sicurezza di una vasta area della Serra dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea (AMI). Premiate anche la Regione Piemonte per la recente legge regionale n. 14,“Disposizioni in materia di tutela, valorizzazione e sviluppo della montagna”, che punta a valorizzare il territorio montano con una moderna visione della montagna, fondata sulla sostenibilità dei territori e delle persone. In Lombardia Legambiente ha assegnato la bandiera verde anche all’Istituto Damiani di Morbegno, Istituto Alberti di Bormio, Azienda Bergamasca Formazione / Cfp Clusone e i partner del progetto YOUrALPS  per avere sviluppato un nuovo modello didattico di Scuola Alpina che connette l’istruzione scolastica con il patrimonio culturale e naturale della regione alpina, promuovendo la consapevolezza delle giovani generazioni per uno sviluppo sostenibile e la tutela dello spazio montano.

In Veneto premiato anche Modesto Gugole e quei pochi allevatori che continuano la tradizione della transumanza (VR) tradizionale e ecologico trasferimento delle bestie dalle stalle invernali agli alpeggi estivi, a piedi lungo le antiche vie della transumanza. Nello e Giorgio Boschi (VR) per la conservazione della tradizione della carbonaia sui monti Lessini, perpetuando un’attività nata dall’arrivo dei migranti cimbri dalla Bassa Bavaria nel XII-XIII secolo. In Trentino la bandiera verde è andata al comune di Besenello (Tn) per l’impegno profuso negli ultimi anni nel sensibilizzare la comunità al problema dell’inquinamento da traffico e sull’assurdità della costruzione dell’autostrada A31 Valdastico Nord.  In Friuli Venezia Giulia tra le buone pratiche quella della Cooperativa “La Scluse” e al suo presidente Fabio Paolini per la riapertura e la buona gestione della stazione ferroviaria dismessa di Chiusaforte. Al servizio della mobilità lenta, dei pellegrini in cammino (Cammino celeste, Romea Strata), degli amanti del treno e dell’ambiente.

Bandiere nere: Quest’anno le 8 bandiere nere sono state assegnate: al Comune di Comune di Costa Volpino (BG) per avere patrocinato le attività del Campo Volo Nord in contrasto con tutte le politiche di turismo ecocompatibile e in spregio alle caratteristiche fisicomorfologiche e ambientali dell’area destinata ad essere cuore del Parco Locale di Costa Volpino. Alla provincia di la provincia Autonoma di Bolzano e per quella di Trento. La prima per l’emanazione di una delibera che autorizza l’impiego di pesticidi potenzialmente pericolosi per l’ambiente nelle aree di tutela delle acque potabili, in un territorio già sottoposto all’uso di queste sostanze. La seconda per le recenti decisioni non in linea con la tutela dell’ambiente e della fauna alpina.  Vessillo nero anche per l’Anas per le pesanti inadempienze e la scarsa trasparenza nella gestione del cantiere Tenda Bis (Cn). E poi alla Regione Piemonte per mantenere in vita con cospicui finanziamenti impianti sciistici perennemente in perdita, in particolare destinando consistenti fondi all’innevamento artificiale delle piste piemontesi. Bandiera nere anche per la Giunta Regionale della Regione Autonoma Valle d’Aosta  per aver fatto propria, attraverso atti pubblici e amministrativi, la scelta di collegamento intervallivo tra la Valtournenche e la Val d’Ayas attraverso il Vallone delle Cime Bianche. E poi al Comune di Livigno (So) per l’inadeguata e incontrollata programmazione urbanistica nella Valle dello Spoel. Una bandiere nera è assegnata al Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia per le affermazioni proferite riguardo alla tutela del territorio in occasione di una situazione grave come quella verificatasi con la tempesta Vaia. Perché i danni all’ambiente non si fanno solo con progetti impattanti ma anche costruendo una rappresentazione scorretta della realtà.

Infine Legambiente parlando di montagne nel report fa un passaggio sul prossimo concerto di Jovanotti a Plan de Corones (TN). “E’ pur vero che il luogo, stazione sciistica ipergettonata, è un significativo esempio di un uso turistico intensivo della montagna – aggiunge Vanda Bonardo – ma perlomeno d’estate può tornare ad assumere una dimensione più consona all’attenzione e al riserbo che dovrebbero contraddistinguere e mitigare le interazioni con i delicati ambienti montani.  Un concerto in agosto con molte migliaia di persone, tanto rumore e un abbaglio smisurato di luci suscita molte perplessità: e pare strano che l’interprete principale ovvero Jovanotti non se ne renda conto. La scelta di portare in ambiente montano eventi pensati per le grandi città pone parecchi interrogativi, a partire dalla percezione del limite che ci dovremmo porre nell’invadere contesti fragili: per decidere fino a dove ha senso arrivare”.

fonte/foto: legambiente

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