Denali, la “grande montagna” un po’ italiana

Il colosso dell'Alaska (la più alta montagna del nordamerica) scalata la prima volta da una spedizione americana il 7 giugno 1913. Nel 1961 gli italiani, guidati da Riccardo Cassin, salirono per la prima volta la parete sud. Nel 1984 Renato Casarotto compì la prima salita della cresta sud-est. La prima ascesa femminile in solitaria risale al 1982 e fu effettuata dall’italiana Miri Ercolani

Il Denali (McKinley), è un arco montuoso dell’Alaska di 960 km: con i suoi 6190 mt è la più alta montagna dell’intero continente nordamericano nonché la terza al mondo per prominenza.

Il nome

Al toponimo originario, che nella lingua dei nativi athabaskani significa “grande montagna”, nel 1896 fu affiancato quello di “Monte McKinley” in supporto all’allora candidato alla presidenza statunitense William McKinley, poi eletto nello stesso anno. Nel 1917, con l’istituzione del Parco nazionale del Monte McKinley, il governo federale riconobbe ufficialmente il toponimo “Monte McKinley”. Nel 1975, la Commissione per la toponomastica dell’Alaska ripristinò, a livello statale, il nome “Denali”, chiedendo all’omologo ufficio federale di fare altrettanto. Solamente il 31 agosto 2015 il presidente Barack Obama ripristinò il toponimo originario, ricevendo il plauso della comunità locale .

Morfologia

Il Denali presenta un profilo più largo e graduale rispetto a quello dell’Everest, e tuttavia appare maggiormente prominente rispetto all’ambiente circostante. Infatti il Monte Everest, benché molto più alto in termini assoluti (8848 m sopra il livello del mare), si eleva al di sopra dell’altopiano tibetano, posto a circa 5200 m, sicché il dislivello tra la base e la vetta della montagna risulta pari a circa 3600 m. La base del Denali al contrario poggia su un altopiano elevato in media 700 m, conferendo alla montagna un dislivello effettivo di 5400 m.

Tale caratteristica non deve però essere confusa con la prominenza topografica: quella del Denali è pari a 6138 m (quasi quanto la sua altezza), calcolata tra la vetta della montagna e l’istmo di Panama (56 m). In base a questo criterio, la montagna è la terza vetta più prominente del pianeta dopo l’Everest e l’Aconcagua.

 

Alpinismo

La prima ascesa del Denali risale al 7 giugno 1913, e fu compiuta da una spedizione guidata da Hudson Stuck. In precedenza, nel 1903, Frederick Cook aveva sostenuto di aver scalato per primo il monte, ma non si hanno sufficienti prove dell’impresa. Nel 1947, Barbara Washburn fu la prima donna a raggiungerne la vetta.

Scalate di maggior rilievo

Tra le imprese alpinistiche considerate di maggior rilievo è quella compiuta nel 1961 dalla spedizione italiana guidata da Riccardo Cassin, che riuscì a salire per la prima volta l’immensa parete sud della montagna. Nel 1984 Renato Casarotto ha compiuto la prima salita della cresta sud-est (South Buttress – Ridge of No Return).

 

LEGGI ANCHE Luglio 1961 Cassin e i Ragni nella storia: aprono la sud del McKinley

LEGGI ANCHE Ricordando Renato Casarotto

 

 

La prima ascesa femminile in solitaria risale al 1982 e fu effettuata dall’alpinista italiana Miri Ercolani. Dopo aver raggiunto la vetta il 21 luglio iniziò la discesa ma, a quota 3000 metri, in prossimità del passo Kahiltna fu sorpresa dal maltempo (temperature intorno a −30 °C e visibilità pari a zero) e dovette scavare nella neve per crearsi un riparo. Solo tre giorni dopo fu in grado di riprendere la discesa; nel frattempo era riuscita a idratarsi e a nutrirsi adeguatamente commettendo però l’errore di non togliersi mai gli scarponi per controllare i piedi e indossare calze asciutte. Quando arrivò al campo base (2000 metri) intorno alle 14.00 del 27 luglio trovò ad aspettarla Thomas Lowell del Talkeetna Air Taxi. Una volta arrivata nella piccola cittadina si rese conto di avere entrambi gli alluci dei piedi congelati. Il 28 di luglio lo stesso Lowell la condusse al Providence Hospital di Anchorage perché ricevesse cure adeguate.

La montagna oggi

Oggigiorno la montagna viene scalata regolarmente, anche se costituisce un’impresa ad alto rischio a causa delle bassissime temperature che vi si registrano (spesso al di sotto dei −40 °C), delle copiose nevicate, del connesso rischio valanghe e delle poche ore di luce giornaliere (data la vicinanza della montagna con il circolo polare artico) qualora l’ascesa venga effettuata in inverno.

Il record di Jornet

Il 7 giugno 2014, in 11 ore e 48 minuti, lo scialpinista catalano Kílian Jornet i Burgada ha stabilito il record di ascesa e discesa in solitaria, battendo il precedente record del 2013 detenuto da Ed Warren di 16 ore e 46 minuti. L’atleta, partendo dal campo base situato a quota 2000 m, ha impiegato 9 ore e 45 minuti per raggiungere la cima, seguendo in gran parte la via Rescue Gully. La discesa è avvenuta con gli sci sulla medesima via.

© 2021, copyright. All rights reserved.
Per segnalazioni, errori o imprecisioni scriveteci a: redazione@mountlive.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

Articoli correlati

Back to top button