Hepatica, il fiore dalla forma e dal colore del fegato

Hepatica nobilis Miller (Erba trinità, Erba epatica)

Il nome generico Hepatica fa riferimento al fegato. La forma delle foglie, con i suoi tre lobi ed il colore rossiccio della pagina inferiore ricordano il fegato. Un tempo si pensava che la pianta potesse curare malattie del fegato, ma a questo non è stato ritrovato alcun riscontro scientifico.
La pianta è tossica per la presenza di sostanze che, con l’essiccazione, perdono le loro proprietà venefiche. Deve essere dunque usata solo se disseccata, soprattutto le foglie, che servono per preparare un vino diuretico, che può anche essere applicato sulle ferite e ne anticipa la cicatrizzazione. Attualmente, in omeopatia, viene usata la tintura di foglie fresche contro tracheiti e bronchiti.
L’impollinazione è ad opera di insetti, mentre alla dispersione dei semi provvedono le formiche (mirmecoria) che vanno alla ricerca dell’eleosoma, un’appendice ricca di sostanze nutritizie.
Nella leggenda greca era dedicata a Giove, simboleggiava il fuoco e l’amore.
Il nome “erba trinità” deriva da quello latino-medioevale della pianta, herba trìnitas: infatti, nelle chiese medioevali dell’Europa, le foglie trilobe di questa specie venivano raffigurate negli affreschi e nelle sculture per simboleggiare la Santissima Trinità.

 

Isabella Pannunzio
i.pannunzio@mountlive.com

 

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