Tomasz Mackiewicz, l’alpinista sognatore e ribelle

Tomasz Mackiewicz è nato il 13 gennaio 1975 e morto sul Nanga Parbat il 28 gennaio 2018 durante la discesa dopo aver raggiunto la vetta

 

Tomasz Mackiewicz, soprannominato Czapkins è nato a Działoszyn il 13 gennaio 1975. Un alpinista fuori dal comune, un visionario potremmo dire. Il polacco Mackieiwcz è morto sul Nanga Parbat il 28 gennaio 2018.

È stato il primo scalatore, assieme all’alpinista francese Élisabeth Revol, a completare la via Messner-Eisendle sul Nanga Parbat 8.126 mt. Tale primato gli è costato la vita poiché non è riuscito a rientrare al campo base. Ha compiuto questa impressionante impresa in pieno inverno ed in puro stile alpino, quando nemmeno lo stesso Reinhold Messner e successivi scalatori sono riusciti a completarla durante la stagione estiva. La compagna di scalata, la francese Elisabeth Revol, riuscì a salvarsi grazie al soccorso di Denis Urubko e Adam Bielecki.

Biografia

Nato a Działoszyn, Polonia, Mackiewicz si è sposato due volte. Da ciascun matrimonio sono nati due figli. Dopo un passato piuttosto tormentato, con vissuti e problemi connessi al consumo di sostanze psicotropo-stupefacenti, trascorre un periodo in India e si appassiona per la montagna e l’alpinismo. Nel 2008 Tomasz vinse il premio Colossi per aver realizzato assieme a Mark Klonowskim l’attraversata integrale del Mount Logan. Nel 2009 giunse in vetta al Khan Tengri 7 010 m in solitaria.

Tentò varie volte (sette in totale) di conquistare il Nanga Parbat in inverno. Dopo diversi tentativi infruttuosi ha raggiunto finalmente la vetta il 25 gennaio 2018 assieme alla compagna di cordata Élisabeth Revol. I due alpinisti si sono aggiudicati così la prima salita invernale (la seconda in assoluto su questa montagna) lungo una nuova via, indicata da Reinhold Messner e Hanspeter Eisendle, ma mai portata a termine da nessuno, nemmeno in estate. Tale impressionante impresa alpinistica è stata realizzata con uno stile minimale e leggero, trattandosi della prima volta che un 8000 è stato conquistato in tale maniera in inverno. È inoltre la seconda volta in assoluto che è stata aperta una nuova via su un 8000 durante la stagione fredda, dopo la storica prima accensione invernale dello Cho Oyu nel 1985.

Durante la discesa, però, Tomasz ha mostrato presto evidenti segni di spossatezza accompagnata da cecità da neve, che lo hanno costretto a fermarsi poco al di sotto della vetta, ove, a tutt’oggi, risulta disperso. Una squadra di soccorso, chiamata dal campo base del K2 al Nanga Parbat, è riuscita a portare in salvo Elisabeth Revol, la quale, ormai sfinita, è riuscita a scendere fino all’altitudine di 6026 m, mentre le pessime condizioni meteorologiche hanno impedito ai soccorritori di raggiungere anche la posizione di Mackiewicz.

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