Pubblicato il: gio, Ott 12th, 2017

Grignetta, croce abbattuta e madonnina decapitata

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croce grignetta

La croce sulla cima della Grigna Meridionale (2184 metri) è stata trovata abbattuta, probabilmente nella notte tra venerdì e sabato scorsi. Vicino alla croce c’era la statuetta della Madonna decapitata. Il vento forte di quei giorni o un’azione di vandalismo? Queste le ipotesi circolate in questi giorni. Ma i più propendono per la seconda ipotesi, considerato che quella croce è posizionata lì dal 1947 e mai le intemperie l’hanno smossa.

Sulla questione è  intervenuta la sezione del Cai di Lecco.

Tra qualche anno, legato ai miei figli su qualche via classica della nostra Grignetta, mi piacerebbe poter raccontare loro una storia.
“Lassù sulla cima, c’era una croce. L’avevano realizzata e posata tanti tanti anni fa degli uomini che, lasciatesi alle spalle le fatiche della vita, amavano trovare conforto nelle fatiche della Montagna. Era una croce forse meno bella di altre; certamente meno alta di tante. Francamente, sembrava pure un po’ tozza: fatta di quel metallo che in quegli anni a Lecco abbondava. Meno sfavillante di quell’ingombrante compagno di cima che era stato disegnato dalla mano di un artista e le era stato realizzato accanto. Era anche stata riempita con i sassi della montagna… Forse per resistere meglio alla forza dei venti, che lassù ululano tempestosi. Forse per permettere alle coltri di neve di ammantarla, durante gli inverni lunghi e rigidi che non ci sono più. Certamente, era silenziosamente rispettata da tutti coloro che calcavano la cima della Grignetta. Poi, una mattina d’autunno, degli uomini trovarono quella croce a terra. Non era stato il vento. Non era stata la neve. Erano stati probabilmente altri uomini. In tanti si affrettarono a cercare di capire i motivi di quel gesto. I primi parlarono della forza del vento… Altri citarono non meglio precisati Don Chisciotte che combattono contro i simboli. Alcuni diedero la colpa a seguaci del demonio, che a volte sono soliti scattarsi i selfies durante le loro cerimonie. Uno ritenne di attribuire la cosa a degli imbecilli, di tipo comune ma della sottospecie adattatasi a risalire i crinali rocciosi. Insomma, si fece un gran parlare di quella croce e si elucubrò a lungo sui motivi di quel gesto. E tra tante parole, deboli si poterono udire quelle di un bambino: per capire il perché, bisogna chiederlo a chi l’ha fatto. Aveva ragione, il piccolo. E allora, tutti gli amanti della Montagna si ricordarono di un vecchio detto “La Grigna ha occhi ed orecchie”. In poco tempo e grazie all’aiuto di tanti uomini e donne fu possibile risalire agli autori del gesto. Nel frattempo la croce fu nuovamente posata sulla vetta e ancora oggi chi calca la cima della Grignetta, con il caldo dell’estate od il gelo dell’inverno, le rende silenziosamente omaggio”.
Dai ragazzi, è ora di tornare ad arrampicare, la via è ancora lunga e la cima della Grignetta lontana.
…ma papà! Non ci hai raccontato il motivo per cui la croce era stata abbattuta. Non l’ho fatto, ragazzi, perchè alla fine nessuno ricorda il motivo per cui qualcuno avesse divelto e gettato a terra la croce: ma tutti ricordano la storia della croce, che aveva mosso le coscienze di tanti amanti della Montagna, generando in loro il desiderio di offrire il proprio contributo per non lasciar impunito quel gesto.

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