Furto con scasso al Rifugio Bruto Carestiato sulle Dolomiti

Ignoti hanno forzato le gettoniere delle docce. L'amaro sfogo del gestore. La denuncia

Assalto alla montagna, rifugi presi di mira da vandali e anche ladri. Stavolte di monetine. È accaduto al Rifugio Bruto Carestiato, sulle Dolomiti orientali (1.834 mt). Il gestore Diego Favero ha denunciato l’accaduto su Facebook.

In pratica, ignoti hanno scassinato le gettoniere delle docce per rubare le monete all’interno. Ciò che sottolinea il gestore, e come dargli torto, è che si è inclinato in questo modo il rapporto gestore-cliente e, allo stesso tempo si chiede, dove sta andando la montagna.

Ovviamente partirà la denuncia.  Si tratta di monete che servivano a compensare le spese per portare l’acqua fino al rifugio. Il Carestiato, infatti, non è collegato all’acquedotto e l’acqua viene portata su con pompe collegate ad un generatore di corrente.

 

L’amaro post del gestore su Facebook

MA DOVE STA ANDANDO LA MONTAGNA???? COSA STA SUCCEDENDO??
Il mio lavoro l’ho sempre classificato come uno dei più’ belli, per quanto duro sia nei mesi caldi, ma un lavoro che sa darti tante soddisfazioni.. sopratutto perché hai a che fare con “ gente di Montagna”, rispettosa delle regole anche se non scritte; insomma, un rapporto di fiducia gestore/cliente e viceversa..
Purtroppo, e con rammarico, mi sto accorgendo che non è più’ così’ e stamattina la ciliegina…
Qualcuno dei nostri ospiti ha pensato bene di scassinare le gettoniere delle docce e RUBARE le monete che si trovavano all’interno… Il gesto fa più male del valore!!!!

 

Purtroppo negli ultimi tempi si stanno registrando parecchi episodi negativi, parecchi rifugi presi di mira, soprattutto da vandali.

Ultimo, in ordine di tempo al Rifugio Allievi Bonacossa.

 

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Ma in questa estate molte strutture sono state prese di mira, su Alpi e Appennino.

 

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Il Rifugio Bruto Carestiato

Il Rifugio Bruto Carestiato è situato a 1.834 mt su una panoramica elevazione, il Còl dei Pass in Comune di Agordo. È nei pressi delle pareti meridionali della Moiazza, palestra di arrampicata sportiva ed alpina.
È stato realizzato nel secondo dopoguerra durante il mandato del presidente Toni Guadagnini (1914-1934) con una coraggiosa iniziativa della Sezione Agordina del CAI; il progetto fu largamente supportato dalla famiglia Carestiato (legata alla società Sade), in memoria del giovane figlio Bruto (1921-1943), caduto sul gruppo della Civetta arrampicando sul “Bocia” degli Aghi Inferiori di Pelsa.

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Un Commento

  1. Lascia davvero l’amaro in bocca, l’aurea di solennità che genera la montagna si sta lentamente disgregando, è davvero triste.

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