Pnalm: “Strage di lupi, il ritorno di un’idea antica e pericolosa”

Ci sono episodi che non possono essere trattati come semplice cronaca.
La strage dei lupi di questi giorni fa male dentro. E colpisce per la ferocia, ma anche per il silenzio assordante che lo ha accompagnato, soprattutto in quel tessuto sociale ed economico che vive, direttamente o indirettamente, della tutela della biodiversità. Un dolore che ci obbliga anche a guardare più a fondo. Perché oltre ai lupi uccisi c’è anche il clima che stiamo vivendo in questo momento storico. E riguarda il ritorno di un’idea antica e pericolosa secondo la quale la fauna selvatica, quando disturba o viene percepita – a torto o a ragione – come “troppa”, possa essere abbattuta, ridotta, eliminata. E a peggiorare il quadro c’è l’approccio della giustizia “fai da te” che è la negazione dello Stato di diritto, conquistato, anche per gli animali, dopo anni di battaglie.
Per chi lavora da decenni nelle Aree Protette e nella conservazione, tutto questo ha un sapore amaro, tragicamente familiare. Sembra infatti di rivedere stagioni che speravamo superate per sempre. E invece eccoci di nuovo qui, a dover difendere non solo singole specie ed habitat, ma l’idea stessa che la coesistenza sia possibile.
Troviamo altresì singolare il leit motiv ricorrente in certi ambienti, secondo cui l’avvelenamento della fauna selvatica sarebbe una diretta conseguenza — tutta da dimostrare — della “cattiva gestione” della stessa. Un simile ragionamento offre un’implicita giustificazione a un atto criminale. Un’asserzione che giudichiamo tanto sbagliata quanto pericolosa, e che equivale, nella sostanza, a legittimare l’esistenza e l’operato delle mafie come risposta alle presunte assenze dello Stato. Tali pensieri dovrebbero ripugnare una società che si ritiene civile!
La coesistenza, così come la conservazione, è sempre e comunque ricerca di un equilibrio dinamico: un processo in continuo aggiornamento, che integra fattori ambientali, sociali, economici, istituzionali e politici nella ricerca di soluzioni concrete.
Un processo perfettibile, migliorabile, aperto all’integrazione, proprio perché in continua evoluzione di cui bisogna saper cogliere i vari passaggi. La coesistenza è fatta in primis di regole, chiare e condivise fra tutti, poi della capacità, e volontà, di riconoscere “l’altro”.
Nelle molteplici analisi elargite a mezzo social, colpisce che nessuno abbia messo in evidenza che il Parco è l’unica area protetta in Italia a pagare gli indennizzi per i danni da orso e da lupo non solo al suo interno, come prevede la legge, ma anche nell’Area Contigua, cioè fuori dal Parco. Questo viene fatto anche perché viene riconosciuta l’importanza del lavoro che svolgono agricoltori e allevatori.
Per poter essere giudicata e valutata, questa realtà deve essere compresa nella sua complessità — fatta di dati, di circostanze puntuali e di relazioni che non basterebbero decine di post a restituire per intero.
Possiamo però offrire alcuni numeri significativi.
𝗔𝗱 𝗔𝗹𝗳𝗲𝗱𝗲𝗻𝗮, 𝗱𝗼𝘃𝗲 𝗶𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗮𝗱𝗲 𝗾𝘂𝗮𝘀𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗼 𝗶𝗻 𝗔𝗿𝗲𝗮 𝗖𝗼𝗻𝘁𝗶𝗴𝘂𝗮, 𝗱𝗮𝗹 𝟮𝟬𝟭𝟴 𝗮𝗹 𝟮𝟬𝟮𝟲, 𝗶𝗹 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗵𝗮 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗹𝘁𝗼 𝟳𝟱 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝟴𝟲, 𝗰𝗶𝗼𝗲̀ 𝗹’𝟴𝟳%, 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝗱𝗲𝗻𝗻𝗶𝘇𝘇𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗱𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗱𝗮 𝗳𝗮𝘂𝗻𝗮, 𝗲𝗿𝗼𝗴𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗶𝗻𝗱𝗲𝗻𝗻𝗶𝘇𝘇𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝘂𝗻 𝘁𝗼𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝟰𝟱.𝟯𝟱𝟳,𝟰𝟬 €, 𝗱𝗶 𝗰𝘂𝗶 𝟮𝟱.𝟮𝟲𝟱,𝟬𝟬 € — 𝗽𝗮𝗿𝗶 𝗮𝗹 𝟱𝟰% — 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶 𝗲𝘀𝗰𝗹𝘂𝘀𝗶𝘃𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗮 𝗱𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗱𝗮 𝗹𝘂𝗽𝗼.
𝗔 𝗣𝗲𝘀𝗰𝗮𝘀𝘀𝗲𝗿𝗼𝗹𝗶, 𝗱𝗼𝘃𝗲 𝗶𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗮𝗱𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗼, 𝗱𝗮𝗹 𝟮𝟬𝟭𝟴 𝗮𝗹 𝟮𝟬𝟮𝟲, 𝗶𝗹 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗵𝗮 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗹𝘁𝗼 𝟲𝟭𝟱 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝟲𝟳𝟮, 𝗰𝗶𝗼𝗲̀ 𝗶𝗹 𝟵𝟮% 𝗰𝗶𝗿𝗰𝗮, 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝘂𝘁𝗲, 𝗲𝗿𝗼𝗴𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗶𝗻𝗱𝗲𝗻𝗻𝗶𝘇𝘇𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝘂𝗻 𝘁𝗼𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝟮𝟱𝟯.𝟳𝟮𝟭,𝟬𝟱 €, 𝗱𝗶 𝗰𝘂𝗶 𝟮𝟮𝟮.𝟲𝟳𝟬,𝟯𝟬 € — 𝗽𝗮𝗿𝗶 𝗮𝗹𝗹’𝟴𝟱% — 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶 𝗲𝘀𝗰𝗹𝘂𝘀𝗶𝘃𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗮 𝗱𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗱𝗮 𝗹𝘂𝗽𝗼.
Sappiamo bene che il conflitto non è teorico e che chi vive e lavora nei territori rurali affronta costi, fatica, rischi e incertezze reali. Sappiamo anche che nel mondo agricolo e zootecnico esistono esperienze serie, responsabili e consapevoli, che non meritano di essere confuse con atteggiamenti opposti.
Sappiamo però che la coesistenza non si misura nelle astrazioni: si costruisce ogni giorno nel rapporto concreto tra tutela della biodiversità e attività produttive legittime, tra prevenzione dei danni e indennizzi, tra diritti, ma anche doveri e responsabilità umane.
𝗨𝗻 𝗲𝗾𝘂𝗶𝗹𝗶𝗯𝗿𝗶𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗲, 𝗮𝗳𝗳𝗶𝗻𝗰𝗵𝗲́ 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗹𝗲 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗶𝗻𝘃𝗼𝗹𝘁𝗲 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗮𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗮𝗹 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗼, 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗻𝗲𝗴𝗼𝘇𝗶𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲.
Ovviamente, vi terremo aggiornati su qualsiasi novità relativa alle attività in corso.
PNALM

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