Nirmal Purja, l’uomo del possibile e dell’alpinismo moderno

Prima di Nirmal Purja, completare i 14 Ottomila era considerata impresa di molti anni. Jerzy Kukuczka li ha completati in 7 anni, 11 mesi e 14 giorni, tempo poi migliorato da Kim Chang-ho di poco più di un mese.

Nims L’impossibile è stato possibile.

Poi è arrivato Nirmal Purja, con un approccio moderno dell’alpinismo: velocità, logistica precisa, ossigeno supplementare, corde fisse, trasferimenti in elicottero e una potente squadra di scalatori nepalesi. Nel 2019, ha completato i 14 Ottomila con Project Possible in soli 6 mesi e 6 giorni. Ha scalato sei ottomila in Nepal in 31 giorni, tutti e cinque gli ottomila del Pakistan in 23 giorni, e Everest, Lhotse e Makalu in 48 ore e 30 minuti.

Il suo stile può essere dibattuto. L’alpinismo ha sempre discusso di etica, ossigeno, supporto, velocità, rischio e purezza. Ma il suo impatto no, quello non può essere discusso. Lo si amava o odiava, i suoi modi erano forse un po’ eccentrici, ma in questo c’era chi lo ha visto e ci sarà chi lo vedrà come un grande motivatore.

Il vostro estremo è la mia normalità.

Un altro suo merito? Con lui gli alpinisti nepalesi dallo sfondo delle grandi storie himalayane hanno conquistato il centro della scena. Nel 2021, Purja, con altri nove scalatori nepalesi, ha realizzato la prima salita invernale del K2, l’ultimo 8000 inviolato nella stagione fredda. Ha raggiunto la vetta insieme agli altri, mentre cantavano l’inno nazionale del Nepal. In più Nims ha fatto quella salita senza ossigeno supplementare.

I record alla fine vengono sempre superati, ma una visione no. Nirmal Purja sarà ricordato per aver reso possibile l’impossibile. Una frase a lui molto cara.

Molta gente odia il lunedì ma per me è l’inizio di fare le cose. Ora abbiamo tutta la settimana per fare la differenza nelle nostre vite.
Godetevi il vostro lunedì gente, iniziate a portare la tempesta in qualsiasi cosa stiate facendo.

Chi era Nirmal Purja

Purja, di origine Magar, è nato nel distretto di Myagdi e cresciuto come indù; ha fatto parte della brigata Gurkha, reparto d’élite della British Army. Purja ha tre fratelli molto più grandi, tutti soldati Gurkha. Sposato con Suchi Purja, figlia di un soldato Gurkha. Dal 2012 decide di concentrarsi sull’alpinismo d’alta quota, scalando nel 2014 l’Annapurna I e il Dhaulagiri I, i suoi primi Ottomila; nel 2016 scala l’Everest. Nel 2018 lascia l’esercito, dedicandosi a tempo pieno all’alpinismo.

Project Possible 14/7

Il progetto prevedeva di scalare tutti i 14 ottomila in meno di 7 mesi, un’impresa considerata oltre i limiti del possibile dato che il primato precedente apparteneva al sudcoreano Kim Chang-Ho che aveva impiegato 7 anni, 10 mesi e 6 giorni.
La squadra da lui scelta per completare il progetto è composta dagli amici e sherpa Mingma David Sherpa, Gesman Tamang, Galjen Sherpa, Lakpa Dendi Sherpa e Halung Dorchi Sherpa; Mingma Sherpa, oltre a condividere il record di velocità con Nirmal Purja, diventa il più giovane, a 30 anni, ad aver scalato tutti gli Ottomila.
Il primo Ottomila è l’Annapurna I, salito il 23 aprile 2019 lungo la via normale per la parete nord.
Il 12 maggio, in condizioni davvero proibitive a causa del forte vento, alle ore 18:00 raggiunge la vetta del Dhaulagiri I senza far uso dell’ossigeno supplementare (unica squadra a salire la via normale in primavera). Alle 7 del mattino successivo la squadra rientra al campo base, spostandosi subito via elicottero alla base del Kanchenjunga, che scala il 15 maggio. A fine maggio Purja è protagonista di un’impresa titanica: il 22 maggio scala la montagna più alta della terra, l’Everest: dopo un breve riposo di due ore a Colle Sud, raggiunge la vetta del Lhotse dopo sole 10 ore e 15 minuti dal raggiungimento della vetta più alta del pianeta. Tornato al campo base, parte per il Makalu, che scala il 24 maggio, 38 ore dopo l’arrivo in vetta al Lhotse: conquista così il record mondiale di salita di tre Ottomila in 3 giorni. Col Makalu Purja termina il programma dei sei Ottomila nepalesi e si concede un riposo di circa un mese per affrontare gli Ottomila del Pakistan.
Il 3 luglio raggiunge la vetta del Nanga Parbat, il 15 luglio il Gasherbrum I e il 18 luglio il Gasherbrum II. La mattina del 24 luglio alle 7:50 ora locale, dopo aver guidato il suo team nel fissaggio delle corde lungo il Collo di bottiglia e il traverso, raggiunge la vetta della seconda montagna più alta della terra, il K2. La scalata risulta molto impegnativa a causa del pericolo valanghe e della neve alta. Due giorni dopo è già in cima al vicino Broad Peak, completando il suo undicesimo Ottomila in soli 3 mesi.
Il 23 e il 27 settembre scala, rispettivamente, Cho Oyu e Manaslu.
Il completamento del progetto viene però messo in discussione nei giorni seguenti: il governo cinese, reputando che lo Shishapangma fosse diventato troppo pericoloso a seguito di una serie di incidenti mortali, decide di non rilasciare più permessi di scalata. Grazie all’aiuto del governo nepalese, tuttavia, Purja ottiene un permesso speciale di scalata: il 29 ottobre alle 8:58 locali, assieme a Mingma David Sherpa, Galen Sherpa, Gesmam Tamang raggiunge il suo ultimo Ottomila, completando il progetto nel tempo record di 6 mesi e 6 giorni.
Lo stile scelto da Purja per completare il suo progetto è stato oggetto di critiche per il ricorso ad elicotteri negli spostamenti tra i vari campi base e per l’uso dell’ossigeno supplementare oltre i 7500 m di quota.
Animato da un senso di sfida nei confronti dei critici, nel 2024 completa la scalata dei 14 ottomila in puro stile alpino, senza il supporto di ossigeno in soli due anni (4 mesi e 28 giorni).

 

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Non solo K2…

Del K2 poi abbiam già detto, ma Purja è anche altro. È Polo Sud, Seven Summits, Guinness World Records…

Nella cultura di massa

Su Project Possible è stato creato un documentario trasmesso da Netflix, intitolato 14 Peaks: Nothing Is Impossible (14 vette: scalate ai limiti del possibile), pubblicato il 29 novembre 2021.

Filmografia

  • 14 vette: scalate ai limiti del possibile, regia di Torquil Jones (2021)

Onorificenze

  • Membro dell’Ordine dell’Impero Britannico (9 giugno 2018)

5 Commenti

  1. Quando i matti fanno scuola…
    una volta il buon senso quando uno si metteva in pericolo da solo sapeva dire quello che oggi è irriferibile: se l’è andata a cercare.
    Era un monito educativo per tutti coloro che vogliono emulare le imprese pazze di chi sfida ciò che è più grande di lui per farsi un nome. L’Antico eroe, buono solo per la mitologia, e forse il sembiante più oggettivo.
    non si dica nemmeno che amava la montagna, amava i chiodi le corde le tute da scalata, gli elicotteri, questa oggettistica aveva preso lo spazio di quell’amore che tanti altri condividono semplicemente andando dove si può e dove van tutti con i mezzi accessibili.
    Esaltare queste imprese, moltiplica gli sprovveduti e i disgraziati che vogliono ripeterle o addirittura superarle. al posto che fare qualcosa per il prossimo, anche solo col proprio lavoro, ci si costruisce una statuetta piena zeppa di encomi e di record da ammirare e venerare.
    buttiamola giù: rispetto per l’uomo, disprezzo per le sue scelte.
    Giuseppe Piacentini Reggio Emilia

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