Pubblicato il: mer, Ago 19th, 2015

King of the Bongo, i Ragni aprono nuova via sul Qualido

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A inizio agosto 2015 i giovani Ragni Paolo Marazzi, Matteo de Zaiacomo e Luca Schiera hanno aperto “King of the bongo” in Val di Mello in stile di arrampicata tradizionale

king of the bongo

 

Riportiamo integralmente il testo dei Ragni di Lecco: 

 

Tutto è cominciato con i Sassisti e i loro arditi viaggi, prima lungo le fessure selvose di Via Paolo Fabbri 43 poi sulle scontrose crepe del Paradiso.

Dalla fine degli Anni ’70 la gigantesca parete del Qualido, le cui vertiginose lavagne incombono sopra la Val di Mello, è diventata il banco di prova dei giovani leoni della scalata lombarda: una big wall quasi chilometrica dove mettere a frutto le tecniche e l’allenamento appresi sulle pareti di fondo valle.

Qui, dopo Boscacci, Masa, Merizzi e soci, hanno lasciato le loro firme tanti giovani di talento come Tarcisio Fazzini, Paolo Vitali e Simone Pedeferri. Ciascuno di loro ha trovato sul Qualido lo spazio per aprire itinerari che non sono soltanto espressione del livello di difficoltà raggiunto, ma rappresentano la realizzazione concreta del loro modo di intendere la scalata.

Forse qualcuno cominciava a pensare che la miniera di linee del Qualido fosse ormai esaurita, ma, proprio nelle scorse settimane, Paolo Marazzi, Matteo de Zaiacomo e Luca Schiera, tre fra i più talentuosi esponenti della nuova generazione dei Ragni, sono riusciti nella rotpunkt di una nuova via, che pare avere tutte le caratteristiche per entrare nel novero delle “classiche” qualidiane.

“King of the bongo” è una linea decisamente impressionante, che sale alcune decine di metri a sinistra della grande macchia lasciata dalla frana staccatasi qualche anno fa dalla parete.

I primi due tiri riprendono gli spit di una vecchia via in placca di Paolo Vitali (“Passi di Bimbo”), ma per tutto il resto dell’itinerario le regole del gioco sono quelle dell’arrampicata in stile tradizionale, con lunghezze (e soste) quasi interamente da attrezzare con tutti gli ammennicoli dell’armamentario del trad-climber, sky hook compresi, non per sfangarsela in artificiale, ma per proteggere un tiro particolarmente peloso…

Le difficoltà al giorno d’oggi non fanno particolarmente impressione, ma il 7c+ un conto è leggerlo sulla topo dei tiri e un altro è ciucciarselo a metà Qualido,  con chiodini e “ganci del cielo” a sorreggerti il morale…

 

La Relazione dettagliata: King of the bongo 

 

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