Filip Babicz dopo 47 anni 1^ ripetizione (1^ solitaria) integralissima di Peuterey

Bel colpo di Filip Babicz sul Monte Bianco. Tutta la traversata in 17 ore

Filip Babicz lo scorso 31 luglio ha messo a segno un bel colpo: prima ripetizione e prima solitaria dell’ Integralissima di Peuterey.

Consiste nel percorrere la Cresta Peuterey interamente dal fondovalle. Dal Torrente di Frêney, a 1840 mt per le creste di Mont Rouge, Tête de Chasseures, Aiguille Noire, Dames Anglaises, Aiguille Blanche. Ed ancora: Grand Pillier d’Angle, Monte Bianco di Courmayeur sino al Monte Bianco.

L’integralissima salita per la prima volta dai tedeschi Braun-Elwert e Kirmeier nel 1973.

Ci sono voluti 47 anni per la prima ripetizione. Il tutto in velocità: 17 ore.

 

filip babicz

Filip Babicz

Ieri, il 31 luglio ho salito in solitaria la “Cresta più lunga delle Alpi” nella sua interezza! Si tratta della prima solitaria e anche la prima ripetizione di questa variante della Cresta di Peuterey. La salita è stata effettuata in totale autonomia. Portandosi tutto il materiale dal fondovalle e senza conoscere la seconda parte. Dall’Aiguille Noire al Monte Bianco di Courmayeur.
L’Integralissima di Peuterey, concepita dalla natura, sognata già da Preuss nel 1913, è stata salita per la prima volta dalla cordata tedesca Braun – Elwert e Kirmeier in 3 giorni nel 1973. Dopo una precedente salita della classica Integrale. Da allora non è stata mai ripresa. Solo ora, 47 anni dopo è arrivata la prima ripetizione, stavolta in solitaria e in sole 17 ore!!
Questa lunghissima variante consiste nella traversata della Cresta Peuterey nella sua completezza. Dal fondovalle, dove nasce nei pressi del Torrente di Frêney, circa a 1840 m di altitudine, attraversando poi le creste di Mont Rouge, Tête de Chasseures, Aiguille Noire, Dames Anglaises, Aiguille Blanche, Grand Pillier d’Angle, Monte Bianco di Courmayeur fino alla vetta del Monte Bianco 4810m.
Per quanto riguarda i numeri questa cresta non ha concorrenza nelle Alpi. 8000 metri di sviluppo, oltre 4000 metri di dislivello positivo, 900 metri di corde doppie.
Rispetto alla variante della Cresta di Peuterey conosciuta meglio, la classica Integrale, viene aggiunto l’attraversamento di 2 cime: Mont Rouge e Tête de Chasseures.
Per fare un paragone tra l’Integrale e l’Integralissima al livello di ingaggio, di lunghezza e della difficoltà è come se si dovesse salire la tanto famosa quanto temuta la cresta sud di Aiguille Noire, il tratto chiave dell’intera salita, per 2 volte prima di attaccare il seguito! Infatti le creste di Mont Rouge non hanno niente da invidiare alla sua sorella maggiore, e il tempo e impegno che ci vuole per attraversarla è praticamente identico.

Filip Babicz, di origini polacche, è un atleta ed alpinista della Sezione Militare di Alta Montagna del Centro Sportivo Esercito.

 

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