Pubblicato il: mer, Ott 15th, 2014

Tolstoj ne fu un grande estimatore: le mele del trentino dal sapore fresco e carnoso

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meleto

Lo strudel è il dolce tipico ma sono innumerevoli i suoi utilizzi

Lev Nikolaevic Tolstoj fu tra i più grandi estimatori, nel periodo ottocentesco, del suo sapore carnoso, succoso, pastoso. Tanto che per la realizzazione di un meleto all’interno della sua tenuta di Jasnaja poljana, fece proprio coltivare gli alberi di melo della regione dell’Alto Adige, all’epoca dei fatti appartenente all’impero austro-ungarico. Adesso, di origine italiana, è un fiore all’occhiello della produzione frutticola del nostro bel paese. La mela del Trentino Alto Adige è rinomata quindi per il suo sapore succoso e fresco ed è proprio in questa regione (che offre un habitat ideale per la sua configurazione climatica e la composizione dei terreni) che avviene una produzione del frutto che è tradizione radicata nei tempi per gli agricoltori del luogo. E’ festa in autunno per la “più buona del reame”. La mela è protagonista delle tavole e la sua raccolta, che avviene tra agosto e novembre, è un evento che rappresenta un’aggregazione sociale importante tra produttori, chef, buongustai, famiglie. Un rito collettivo dunque in onore della “dea Pomona”(protettrice dei frutteti) tra operatori, turisti, appassionati e golosi di un frutto che si presta ad una miriade di ricette. La produzione di mele in Trentino si estende per tutto il bacino idrografico che va dal torrente Noce che ricade nella val di Sole e nella val di Non. Diversi i tipi di frutto di cui menzioniamo la golden delicious (dal colore giallo o verde, dal sapore croccante, succoso), la renetta canada (gialla o verde, pastosa, acidula o dolce), la red delicious (rossa, carnosa, dolce).
Nella cucina anaune è tradizione consolidata nei tempi la preparazione dello strudel, che ha origini tirolesi, ma che attraverso la dominazione asburgica in Italia diviene una pietanza tradizionale delle classi popolari. L’impasto si ottiene mescolando 125 gr di zucchero, 125 gr di burro, ½ presa di scorza di limone grattugiata, ½ bustina di zucchero vanigliato, 1 cucchiaio di latte, un uovo, 250 gr di farina, un cucchiaino di lievito in polvere, un pizzico di sale. L’impasto deve riposare per mezz’ora prima dell’uso. Per il ripieno: 600 gr di mele tagliate a fettine, 50gr di zucchero, 50 gr di pane grattugiato abbrustolito nel burro, 40 gr di uva sultanina imbevuta in 2 cucchiai di rum con l’aggiunta di 20 gr di pinoli, 1 bustina di zucchero vanigliato, ½ cucchiaino di cannella in polvere, 1 presa di scorza di limone grattugiato. L’apfelstrudel andrà riempito col il ripieno suddetto, ripiegato e spennellato con l’uovo sbattuto e messo in forno a 180 gradi per 35 minuti. Va servito tiepido, cosparso di zucchero a velo, tagliato a fette spesse ed accompagnato da vino Moscato dorato.
Altra ricetta tipica della cucina trentina, di derivazione austriaca, è lo smorn del Kaiser o Kaiser Schmarren (frittata dell’imperatore). Leggenda racconta che l’imperatore in questione fosse un adirato Franz Joseph che, tornato da una battuta di caccia, trovò le cucine ormai chiuse. Il cuoco dovette rimboccarsi le maniche e preparare di punto un bianco una pietanza per il suo imperatore affamato con i pochi ingredienti rimasti a tarda sera. Con uova, farina e latte approntò crepes che riempì con marmellata di mele ed uvetta saltata in padella e servite cosparse di zucchero a velo. Il sapore dolciastro e saporito di questa bella invenzione culinaria acquietò il regnante e conquistò il palato fine della consorte principessa Sissi.
Silvia De Cristofaro
s.decristofaro@mountlive.com

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